#2 Matera

Matera è Capitale Europea della Cultura 2019. La proclamazione è avvenuta lo scorso 17 ottobre ed io ero accovacciata sul letto in trepidante attesa. Appena il Ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha pronunciato la “M” di Matera, sono scoppiata in un urlo di gioia per quello che la vittoria significa per tutti noi lucani. Il mio cuore va a Matera perché non è solo la Città dei Sassi che ti lascia senza fiato ma ho dei ricordi particolari.

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Il mio viaggio inizia da qui, da una domanda: “Perché no?”. È quello che mi sono chiesta quando riflettevo sulla mia partecipazione alla Summer School “Paesaggi Lucani” che si è tenuta ad agosto a Matera. Lo scopo era di raccontare i paesaggi lucani attraverso la fotografia, il carnet di viaggio, la scrittura e il video. Durante quella settimana ho avuto la possibilità di confrontarmi nell’ambito della fotografia con altri ragazzi che, seppur con formazioni diverse, condividevano la mia passione. Si respirava un’aria frizzante,  qualcosa di unico e nuovo perché con tutti si parlava di creatività, di progetti e di voglia di fare qualcosa per la nostra Regione anche davanti ad una birra in piazza. L’appoggio dei nostri prof non faceva altro che alimentare il sacro fuoco dell’arte: tra consigli e lavori di gruppo era un continuo scattare, montare, scrivere e disegnare. Ognuno con la propria storia è stato capace di raccontare con occhi nuovi la città lucana che ti stupiva sempre, appena giravi l’angolo lasciandoti perdere nei suoi tortuosi vicoletti.

Sono riuscita a vivermi Matera anche se per solo per pochi giorni. È una città unica nel suo genere, con una storia millenaria che gli ha permesso di diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1993.  Matera è preistorica perché trovi le grotte rupestri e i fossili di una balena risalenti a più di un milione di anni fa. Matera è romanica per la presenza del Duomo (tutt’ora chiuso al pubblico) dove è custodito il Giudizio Universale di Rinaldo da Taranto e l’affresco duecentesco della Madonna della Bruna, protettrice di Matera a cui è dedicata la Festa del 2 luglio. Matera è barocca come Palazzo Lanfranchi che ospita il Museo Nazionale d’Arte Medievale  e Moderna della Basilicata e di chiese come quella del Purgatorio con la facciata dedicata alla morte decorata con teschi e scheletri. Matera è contemporanea grazie al Musma, Museo della scultura contemporanea e molte gallerie anche dedicate alla fotografia in continuo fermento. Matera, perla della Murgia, è anche terra di cinema, primo fra tutti Il Vangelo secondo Matteo di Pierpaolo Pasolini, The Passion di Mel Gibson. Una volta però, circa sessant’anni fa, la città lucana era considerata la “vergogna italiana” poiché le famiglie vivevano nei sassi umidi e ristretti insieme agli animali. Nel 1953 legge De Gasperi ne ordinò lo sgombero per motivi igienici e la conseguente costruzione di nuovi quartieri periferici.

Devo dire grazie a tutti i ragazzi, agli organizzatori e agli incontri causali ed inaspettati perché mi hanno permesso di vivere una settimana indimenticabile, di inserire un altro piccolo tassello nella mia storia personale insegnandomi che sognare si può e si deve.