#4 Dublino & l’Irlanda

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Sono tornata in Italia solo da qualche giorno e sinceramente mi sembra di aver vissuto un sogno, un sogno durato cinque mesi e colmo di parole, avventure e persone. Appena partita pensavo che la fine non sarebbe mai arrivata tutto è corso veloce proprio come veloce corrono le nuvole irlandesi…ma poi chissà dove vanno…mah! È proprio vero che il tempo irlandese è imprevedibile proprio come me: sole, pioggia, nuvole e cielo azzurro si intervallano così rapidamente che è impossibile organizzarsi. Così impari ad essere pronta a tutto, a portarti in borsa occhiali sa sole, ombrello e giacca anti-pioggia! L’ho considerata quasi una lezione di vita perchè in qualsiasi momento può succedere di tutto e sei costretta a rivedere i tuoi programmi. Trovo calzante questa frase, trovata per caso:

In Ireland, the inevitable never happens and the unexpected constantly occurs.
Sir John Pentland Mahaffy

(In Irlanda, l’inevitabile non accade mai e l’inaspettato succede costantemente.)

Ripensandoci, aver avuto l’occasione di svolgere un tirocinio a Dublino presso la galleria d’arte contemporanea SO Fine Art Editions, mi ha permesso non solo di entrare a contatto con il mondo dell’arte irlandese conoscendo artisti di fama internazionale ma anche di imparato un mestiere, ad accettare consigli e capire i miei limiti. Non dimenticherò mai le “folli” corse del giovedì alla ricerca delle openings, ovvero le inaugurazioni di mostre d’arte  presso le gallerie dove potevi unire l’utile al dilettevole: chiacchiere con gli artisti sorseggiando un buon bicchiere di vino! In realtà non era difficile trovare qualcosa da fare a Dublino: le strade pullunano di pub dove persone di ogni generazione e provenienza si ritrovanano a battere le mani e i piedi a suon di folk! Ho avuto la possibilità di scoprire un Paese dalle mille stranezze, ho imparato ad uscire da sola, ad accettare i “no” : ogni viaggio ti migliora, ti fa scoprire una parte nuova di te.

Non mi sono fatta mancare i miei tour culturali tra i Musei, come la National Gallery of Ireland o ancor più sorprendente la Hugh Lane Gallery che custodisce la ricostruzione dello studio del pittore dublinese Francis Bacon…un’emozione unica! Indimenticabili le passeggiate al Phoenix Park, il terzo parco più grande d’Europa, alla ricerca dei cervi, così come immancabile fu la visita alla Guinness Storehouse…come potevo perdere la possibilità di spillare una Guinness con annesso certificato? Consigliata anche se pur faticosa, la biciclettata da Dublino ad Howrth (faccio fatica ancora ora a pronunciarlo) e l’escursione lungo il sentiero che costeggia le scogliere. Un piccolo gioiello è il castello di Malahide, risalente al XII secolo è uno dei castelli più antichi d’Irlanda, fu residenza della rinomata famiglia inglese Talbot per ben ottocento anni e immerso in un enorme parco di 260 ettari!

La vera Irlanda però si nasconde al di là della capitale, in luoghi selvaggi e  incontaminati dove i pensieri volano via con il vento, sempre forte e irrefrenabile. Ricordo il mio primo road trip alla scoperta del sud ovest dell’Irlanda lì dove ha inizio la celebre Wild Atlantic Way: dalla piccola cittadina di Kinsale alla Mizen Head e dalla graziosa Cork alla maestosa Glendaloach. Il secondo road trip è stato quello che mi è rimasto più nel cuore perché il Donegal, ancor prima la Sligo sovrastata dalla montagna dalla forma strana Benbullben, è la parte meno turistica dell’Isola di Smeraldo: infinite brughiere di cui gli unici abitanti erano le simpatiche pecorelle dal muso nero! Forse dopo un pò ti esasperano ma il bello è più il viaggio in sè piuttosto che la meta…continuamente a combattere per decidere la giusta playlist! Benbullben

È proprio vero quello che la Mannoia canta ne “Il cielo d’Irlanda”: nuvole rapide, prati immensi dalle infinite sfumature di verde, mare e cielo azzurro che si perdono nell’orizzonte e piccoli villaggi lungo il tragitto. Ed è questa l’immagine che ho impressa del mio ultimo viaggio prima di lasciare l’Italia, ovvero le celeberrime Cliffs of Moher, meta di turisti da tutto il mondo. Alte, altissime…fin dal primo giorno ho voluto visitarle perché rappresentano una delle mete a cui non puoi rinunciare! Le foto si sprecano così come i pensieri: paura del futuro, l’ansia di fare delle scelte…in fondo, diventare “grandi” è anche questo, no?

  • ciao, sono conenta che l’Irlanda ti sia piaciuta! Certo hai vissuto un’esperienza particolare perchè sei riuscita a entrare in un settore, quello dell’arte, interessantissimo ma molto difficile. Complimenti quindi!

    Un paio di precisazioni per chi legge il tuo articolo ed è interessato a visitare i luoghi che suggerisci:
    – la prima foto “Scorcio di Dublino” non è la zona di Ballsbridge ma Portobello, nello specifico il Barge Pub.
    – citare di Glendalough poco dopo aver nominato la Wild Atlantic Way e il tuo viaggio alla scoperta del sud ovest d’Irlanda potrebbe fuorviare qualche lettore. Glendalough infatti non ha niente a che fare nè col sud ovest d’Irlanda nè con la Wild Atlantic Way: si trova a est e non è sul mare.

    Bella la frase “ogni viaggio ti migliora, ti fa scoprire una parte nuova di te”, concordo in pieno.

    Un saluto

    • Luciana Travierso

      Ciao! Grazie per le precisazioni…provvederò quanto prima di chiarire nel testo per evitare fraintendimenti 😉

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