#4 Manchester & Liverpool (part I)

Per l’intero tragitto casa- aeroporto non ho fatto altro che ripetermi: “Sta succedendo davvero? Sono sicura?”. Ebbene sì, io e il mio sobrio trolley giallo limone abbiamo preso il volo, destinazione: Manchester con un biglietto comprato quasi 3 mesi fa, presa da una folle quanto sana e perenne nostalgia di viaggiare! La città inglese, culla della Rivoluzione industriale che vide tra gli anni ’70 e ’90 nascere e morire i miei gruppi musicali preferiti: Oasis, Joy Division e Smiths…il mio viaggio si stata trasformando quasi in un pellegrinaggio musicale. Pianificare sì ma non troppo, una mappa sarebbe stata sufficiente per sopravvivere qualche giorno, passati poi a camminare, tanto, tantissimo. In fin dei conti è  stata quella stanchezza che è sinonimo di felicità perché ho scoperto una nuova città, ho parlato con tante persone ma soprattutto mi ha reso più forte e sicura di me.

Girovagando per le strade di Manchester, ho avuto quasi la sensazione che la Rivoluzione Industriale non sia mai finita perché incontravo cantieri su cantieri per la nuova linea della metro o di longilinei grattacieli accanto ai classici palazzi storici fatti di mattoni rossi o quelli più moderni con vetrate e specchi oppure edifici decadenti con insegne arrugginite e polverose. Bellissima la Town Hall in St. Albert Square così come la Cattedrale con la sua architettura gotica da lasciare a bocca aperta anche per ospitare una mostra di arte contemporanea, Quietus Revisited: The vessel, death and and the human body del ceramista Julian Stail! salto alla Manchester Art Gallery (con un Bansky alla parete) e all’ incatevole John Rylands Libray, costruita dalla Sig.ra Rylands in onore del marito deceduto, hanno concluso il mio primo giorno nella città inglese.

The John Rylands Library, interni

The John Rylands Library, interni

Il mio tour sulle tracce dei Joy Division e gli Smiths ha avuto inizio dall’anonimo Epping Walk Bridge, famoso per l’iconica fotografia dei Joy Division scattata da Kevin Cummins. L’ho ripercorso più volte con sottofondo le loro canzoni pensando che Ian Curtis & co. in persona erano stati lì qualche decennio prima! Seconda tappa: The Salford Lads Club, nella primissima periferia della cittadina inglese, e seconda band: The Smiths! Impresa non semplice ma alla fine non potevo credere ai miei occhi: ero davanti a quel palazzo dai mattoni arancioni e dalla porte verdi. Mi immaginavo Morrissey arrivare dalla stradina accanto frecciando con la bici come nel video “Stop Me…”.  Grazie al custode incontrato fuori mentre ammiravo il palazzo, sono entrata in una piccola stanza-mausoleo, tappezzata di foto e post-it di fan degli Smiths…pianto assicurato!

Per salutare Manchester, non poteva mancare una veloce visita ai celebri quartieri di China Town e al vivace Gay Village in Canal Street ma non c’era tempo per rilassarsi, il giorno dopo Liverpool mi aspettava…