“Blow-up” in mostra a Winterthur

Blow-up, film diretto da Michelangelo Antonioni nel 1966,  Palma d’oro a Cannes nel 1967, rappresenta uno dei miei film preferiti.

L’idea di girare Blow-up nasce ad Antonioni dopo aver letto Le bave del diavolo, breve racconto scritto da Julio Cortàzar. Pieno di silenzi, mimi e di sguardi, soprattutto quello del protagonista, il fotografo di moda Thomas. Infatti, sullo sfondo culturale della Swinging London, Thomas è involontariamente testimone di un evento delittuoso del quale, cercherà di scoprire il colpevole attraverso ingrandimenti dei suoi scatti. Cosa nasconderà l’incontro di una coppia di amanti  nel parco?

Don McCullin,Thomas Blow up’s from the park, 1966

Di conseguenza la fotografia viene messa a dura prova in quanto mezzo di documentazione. Come afferma Susan Sontag nel suo saggio Sulla Fotografia, nel nostro secolo un evento non esiste se non viene testimoniato attraverso la fotografia. Ma qual è il confine tra realtà e immaginazione? Nessun altro concetto è così attuale. Fino a che punto la fotografia mostra la realtà così come appare? Oppure è sempre filtrata dallo sguardo soggettivo di chi guarda?

Terence Donovan, Man about the Black Country, 1961

Terence Donovan, Man about the Black Country, 1961

Inaugurata a metà settembre, e visitabile fino al 30 novembre 2014, presso il Museo di Fotografia di Winterthur in Svizzera è ospitata la mostra dedicata al capolavoro di Antonioni Blow-up – Antonionis Filmklassiker und die Fotografie. L’esposizione, curata da Walter Moser, è  stata prodotta in collaborazione con l’Albertina, Vienna e c/o Berlin e prevede un interessante catalogo realizzato da Hatje Cantz. Attraverso le cinque sezioni che compongono il percorso, nella mostra è possibile ammirare non solo le immagini del film e gli scatti di scena ma anche fotografie di autori dell’epoca come Don McCullin, Richard Hamilton, Ian Stephenson, David Baley e Terence Donovan che hanno ispirato l’atmosfera del film. Grazie a queste immagini, è possibile tuffarsi nella Londra degli anni ’60 muovendosi tra diversi generi della fotografia, da quello di moda al reportage.

Brian Duffy, Jane Birkin, 1961

Brian Duffy, Jane Birkin, 1961