C’era una volta un rugbista e una psicologa…

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Dal titolo sembra quasi una barzelletta ma spero non lo diventi! Partiamo da una premessa: quando decisi di inaugurare questo blog circa 3 anni fa, ero all’inizio molto titubante perché pensavo che non potesse interessare a nessuno perdendosi nel mare magnum dei blog. In realtà la spinta maggiore è stata quella di avere un piccolo spazio tutto mio e di poterlo condividere con altre persone. Mossa da una curiosità che sa di stalker,  ho iniziato (e continuo tutt’ora) a scrivere e-mail a fotografi professionisti, curatori, addetti del mestiere in generale, che per un motivo o per l’altro mi colpiscono particolarmente scrivendo mille domande. Domandare è lecito no? Si può imparare tanto anche chi non fa il fotografo professionista ma avere un punto di vista diverso da te che vivi con la testa fra le nuvole. Ed è proprio quello che è successo con Luca ed Alessia, due ragazzi non fotografi professionisti conosciuti qui a Bologna e a mio avviso, riescono molto bene ad esprimersi attraverso la macchina fotografica. 


Vi presento Luca,  nato a Benevento 37 anni fa e bolognese di adozione. E’ successo tutto in maniera casuale perché, scorrendo l’Home page di Instagram, sono “inciampata” sul suo profilo. Mi ha fatto simpatia la strana combinazione di un ingegnere con la passione per la fotografia, la musica indie e il rugby. Attraverso le sue fotografie da autodidatta, vuole raccontare i particolari che lo colpiscono inconsapevolmente, prediligendo i luoghi perché per qualche strano motivo “fotografare persone ancora non riesco”. A me ha colpito soprattutto la serie Hospital(ity) scattate in ospedale appunto per un’operazione: atmosfere sospese, colori opachi, assenza che si fa presenza. Le preferisco alle altre perché forse, da ex sportiva, mi  immedesimo nella sofferenza  non solo legata all’ operazione subita, ma anche all’attesa per la convalescenza. Da qui nasce lo scatto, un modo per riempire un  tempo per riflettere ed osservare. Speriamo solo che Luca sia solo un pò più costante della pubblicazione su Flickr! Oppure seguitelo su Instagram qui.

Invece conosco Alessia già da qualche anno e sapevo della sua passione per la fotografia. Ci siamo incontrate qui a Bologna avendo lavorato insieme come Tutor per le matricole universitarie e poi ci siamo ritrovate a Dublino per i rispettivi tirocini. La fotografia di Alessia si lega fortemente a quello che lei fa di mestiere: la ricercatrice in Neuroscienze. Si può ben intuire come il suo interesse sia votato alle persone e al raccontare quindi le loro emozioni alle quali vengono spesso tappate le ali dalle “leggi della coscienza”. E’ una richiesta universale di spontaneità, come dargli torto? Ne sono prova i suoi scatti, spesso ritratti in bianco e nero di uomini e donne, giovani ed anziani dallo sguardo e dai gesti malinconici. Pensare che la fotografia per Alessia è stata un caso, infatti 7 anni fa riceve in regalo per la sua Laurea, una Canon. Per seguire Alessia, cliccate su PhotoVogue o Instagram.