Diario di viaggio: #6 Edimburgo

“Not all those who wander are lost” è una frase di J.R.R. Tolkien scritta al neon che ho trovato nascosta in un vicolo della Old Town di Edinburgo. Starà forse parlando di me? Inutile nascondervi che mi sono sentita decisamente presa in causa data la mia vocazione alla fuga e al vagare come un’irrequieta nuvola d’Irlanda. Sarà forse l’incertezza il mio equilibrio? Aldilà di frasi scritte al neon, Edimburgo mi ha regalato molto: ripide salite, fredde e soleggiate giornate e edifici gotici di cui la capitale scozzese è pienamente orgogliosa! Edinburgh mi ha accolto in tarda notte, illuminata da luci soffuse che la rendono magica e misteriosa e a dir la verità mi ha subito conquistata! A partire dal castello che, nato su una roccia di origine vulcanica e sede della celebre Royal Military Tattoo, domina e unisce l’antica e la nuova città.

Dal castello inizia la Royale Mile che, passando per la cattedrale di St. Glies, lo unisce con il Holyrioodhouse Palace, residenza estiva di Sua Maestà la Regina Elisabetta II con annessi i giardini e le rovine dell’Abbazia. Alle sue spalle, si trova imponente l’ Arthur’s Seat, una montagna di 251 s.l.m. dalla quale si ha una spettacolare vista sulla città. Da non perdete comunque l’occasione di salire anche sulla Carlton Hill, famosa per i monumenti neoclassici dedicati personaggi storici quali l’Ammiraglio Nelson. Merita una visita anche la National Gallery of Scotland che custodisce capolavori dell’arte moderna non solo scozzese ma anche francese, fiamminga e italiana (Raffaello, Leonardo, Vitale da Bologna). Su consiglio di un amico, prima di lasciare la Scozia, ho fatto un salto poco fuori il centro in direzione Royal Botanic Garden! Nonostante non ami le piante e i fiori, sono rimasta colpita dalle diverse tipologie di vegetazione in base alle zone climatiche custodite nelle serre.

Una volta lì, ho pensato di organizzare un paio di gite fuori porta non troppo lontano da Edimburgo: Glasgow e St. Andrews. La prima, Capitale Europea della Cultura nel lontano 1990, trasmette ancora un’aria vivace e frizzante ed è celebre per essere la culla dell’Art Nouveau inglese. Qui infatti nasce il suo massimo esponente, Charles Rennie Mackintosh. Imperdibile una visita al Lighthouse, alla School of Art (ancora in restauro dopo l’incendio del 2014)  e Kelvingrove Art Gallery & Museum. Curiosa poi di scoprire le coste orientali del Fife, mi sono diretta verso la piccola cittadina di St. Andrews dove si trova la più antica università scozzese fondata tra il 1410 e il 1413. In prossimità della costa, si trovano le rovine della cattedrale, costruita ne 1158  poi abbandonata dopo la Riforma Protestante scozzese. Se si sale sulla torre di St Rule si può osservare un panorama senza fiato, davvero impressionante!

Resti della Cattedrale di St Andrews, Fife, Scozia.

Resti della Cattedrale di St Andrews, Fife, Scozia.

Andateci e ritornateci, io lo farò sicuramente!