Diario di viaggio: la “Gibilterra del Nord”

Oggi c’è sole. Una nuova settimana inizia e un altro mese, il mese della prima neve dell’anno, è agli sgoccioli e penso allo stesso sole che trovai in Lussemburgo qualche tempo fa. Era metà ottobre e con la mia amata valigia giallo limone, sono partita alla scoperta di un Paese inusuale, probabilmente fuori dalle mete preferite dai turisti. In realtà la missione principale del viaggio è stata la visita alla mostra fotografica The Family of Man che ha sede in maniera permanente presso il Castello di Clervaux di cui vi ho già raccontato le mie bellissime impressioni! Se qualcuno mi dovesse citare il Lussemburgo, la prima associazione che farei sono i boschi, perché il piccolo Gran Ducato custodisce un tesoro naturale che mi ha letteralmente impressionato. Dico piccolo perché il Lussemburgo è uno Stato di soli 51 km2 con 560 mila abitanti circa, incastonata nel cuore dell’Europa occidentale tra la Francia, la Germania e il Belgio e le reciproche influenze culturali e culinarie si riflettono qui. Seppur il Lussemburgo sia uno Stato di ridotte dimensioni, è stato uno dei membri fondatori dell’ Unione Europea grazie a Jean-Baptiste Nicolas Robert Schuman, della NATO, del Benelux e dell’ ONU ed è sede di importati istituzioni europee e finanziarie.

La gloriosa storia del Lussemburgo e della sua capitale, che ha visto un continuo assoggettamento a sovrani stranieri, hanno portato alla costruzione di possenti fortificazioni tali da ottenere l’appellativo di “Gibilterra del Nord”. Infatti la fortificazione, costruita nel 1644, è formata da 3 cinta di mura addossate alla rupe del Bock composta da 24 forti e 23 chilometri di “casematte” di cui visibili solo 17. “Casamatta” deriva dal greco chasma(ta) che significa “baratro” quindi rappresenta un’opera di difesa militare che si snoda per corridoi sotterranei per ospitare soldati, cavalli e altri spazi utili come prigioni, cucine e macelli. Durante la II Guerra Mondiale le casematte servirono da rifugio in caso di allarme o bombardamento. Per la sua spettacolare importanza, è stata inserita nel 1994 nell’elenco del Patrimonio mondiale UNESCO. Affacciandosi dai fori balconati si può ammirare un panorama mozzafiato sul Grund, la città bassa attraversata dal fiume Alzette che dona alla città una fresca umidità serale e mattutina compresa di fitta nebbia! Scendendo al Grund, ci si immerge in un’atmosfera pittoresca dalla vita notturna frizzante fatta di pub inglesi e negoziati tipici. Piccola curiosità: se si attraversa il Parco de la Pétrusse, infondo si trova una chiesetta minuscola inglobata nella roccia. Il posto è trascurato ma emana il classico ma eterno fascino del luogo abbandonato e pieno di storia!

 

Risalendo nella parte alta della città grazie all’ascensore, è possibile ammirare la Cattedrale di Nôtre Dame e il Palazzo del Gran Ducato, residenza ufficiale dei Granduchi del Lussemburgo dal 1895, dalla facciata in tipico stile rinascimentale fiammingo e dagli interni lussuosi. Sfortunatamente è possibile visitare l’interno solo durante i mesi estivi con la possibilità di visite guidate. Dopo una passaggiata per le vie dei negozi che si snodano dalla centrale Place d’Armes, considerato il “salotto” della città, non posso non entrare al Musée National d’Histoire et d’Art che in 6,200 m2 ospita collezioni dall’archeologia all’arte decorativa e mostre temporanee. Qui inoltre è custodita una delle tre tappe delle Steichen Collections che uniscono il patrimonio della lunga e brillante carriera del fotografo lussemburghese. Si tratta di una galleria esclusivamente dedicata alla produzione fotografica di Steichen formata da 178 scatti di cui 20 esposti a rotazione, donati da lui stesso al Granduca. Le restanti tappe sono il già citato Castello di Clervaux e l’esposizione The Bitter Years a Dudelange presso il Waassertuem+Pomphouse che purtroppo non sono riuscita a visitare.  Creata nel 1962 per il MoMA da Steichen, la mostra è formata da 200 immagini scattate anche da Walker Evans, Dorothea Lange e Russel Lee, provenienti dal progetto di documentazione durante la Grande Depressione ordinata dal Farm Security Administration.

Vi lascio solo qualche informazione logistica riguardo l’alloggio e i trasporti. Il volo Ryanair dall’aeroporto Milano-Bergamo mi è costato una cavolata, 24 euro circa andata e ritorno e per raggiunge Bergamo ho trovato un’offerta con Italo Bologna-Milano Centriale e da qui la navetta per l’aeroporto di Bergamo. Per i 3 giorni della mio viaggio ho prenotato un posto letto presso lo Youth Hostel nella zona bassa della città, pagando 24,65€ a notte con colazione inclusa e ristorante all’interno. Vicino alle principali attrazioni, è collegato alla stazione dei treni con i bus urbani (n.14 e 9) con fermata a 2 minuti a piedi altrimenti è possibile raggiungere il centro anche a piedi risalendo il colle delle Casematte del Bock. A proposito di trasporti, presso l’Ufficio del Turismo in Place Guillarme II si può acquistare la Luxembourg Card a prezzo variabile se si usa per 1-2-3 giorni (anche separati), per una persona sola o per una famiglia e comprende i trasporti in tutto il Lussemburgo e l’entrata gratuita o scontata in decine di attrazioni. Molto conveniente direi! Altra notiziona: in tutto il centro città dà modo di connettersi gratuitamente attraverso hot-spot pubblici registrandosi semplicemente dal portale. Comodo per chi, come me, ha bisogno di navigare su internet per cercare informazioni su un posto che non conosce.

Non rimane altro che riempire la valigia e partire…Buon viaggio!