Erwitt a colori

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“Il colore descrive, il bianco e nero interpreta.” Queste le parole di Elliott Erwitt che riescono a descrivere perfettamente la sua carriera artistica all’insegna dell’ironia.

Fino al 26 marzo 2015 non perdetevi una delle mostre più interessanti dell’anno: Kolor, ovvero la  produzione fotografica a colori di Elliott Erwitt presso la Galleria In focus a Colonia per celebrare i 25 anni di onorata carriera. La produzione a colori, su pellicole, nasce e cresce parallelamente agli scatti in bianco e nero che lo hanno reso famoso in tutto il mondo come la coppia riflessa nello specchietto dell’auto. Se  Erwitt dedicava il suo tempo libero al bianco e nero, per esigenze lavorative per l’ editoria e pubblicità) usava le pellicole a colori Kodachrome e Ektachrome.

La mostra, che prende il nome dall’omonimo libro KOLOR pubblicato nel 2013 dalla società the teNeues.  Frutto di una lunga selezione dal suo personale ed immenso archivio, la mostra riunisce in anteprima mondiale 45 immagini a colori tra ritratti, street photography e scatti di scena. Infatti si possono osservare dai politici ai divi di Hollywood, dalla gente comune alle showgirls, dalle grandi città alla campagna. L’esposizione di Elliott Erwitt è solo l’ultima delle mostre che il gallerista Burkhard Arnold ha curato, dai grandi maestri come Lucien Clergue e Bruce Davidson ai giovani talenti come Peikwen Cheng, Thomas Kellner o Susan Dobson.

Nato nel 1928 in Francia in una famiglia di emigrati russi, dopo aver vissuto qualche anno in Italia Elliott Erwitt si trasferisce negli Stati Uniti dove conosce Edward Steichen e Robert Capa che apprezzano i suoi lavori, i suoi mentori. Entra a far parte dell’ Agenzia Magnum nel 1953 e ne diventa presidente nel 1968, carica che svolgerà per ben tre nomine consecutive. Non solo fotografo, ma anche regista di film come Beauty Knows No Pain (1971) e The Glass Markers of Herat (1997) e autore negli anni ’80 di commedie satiriche per la televisione per la Home Box Office.