Ferrania, come la Fenice che rinasce dalle ceneri

La notizia è ancora fresca ma molti appassionati e professionisti della fotografia, non ci crederanno: la Ferrania, storica produttrice di pellicole, è pronta a tornare.

Il merito è di due fiorentini: Nicola Baldini, ingegnere informatico e videomaker, e Marco Pagni, restauratore cinematografico e imprenditore. Sembrerebbe una scommessa molto rischiosa visto il dilagare degli smartphone ma in realtà è questo il momento giusto per far leva sulla nostalgia dei vecchi tempi sopratutto per chi, come le nuove generazioni, non ha mai vissuto l’analogico e forse non conosce la storia della Ferrania.

Cofondatori della "nuova" Ferrania: Nicola Baldini e Marco Pagni

Cofondatori della “nuova” Ferrania: Nicola Baldini e Marco Pagni

Lo stabilimento ligure nasce nel 1923 per la produzione di pellicole cinematografiche come riconversione post bellica di una fabbrica di esplosivi per lo zar di Russia che, acquisita dalla multinazionale 3M (quella dei Post-it e Scotch) negli anni Sessanta, vive il periodo di massima espansione. Diventa infatti uno dei colossi nel campo cinematografico (Fellini, De Sica e Antonioni gireranno i loro film su pellicole Ferrania) insieme alla Kodak, Fuji e Agfa assumendo circa quatto mila persone. Nei primi anni del 2000 con l’avvento dei digitale e il conseguente declino analogico, la 3M abbandona l’azienda ligure che fallisce definitivamente nel 2010. “Ferrania. Rivista mensile di fotografia, cinema a arti visive” è anche il nome di una rivista nata nel 1940 con in nome di “Notiziario fotografico” e acquistato dall’azienda ligure sette anni dopo fino al 1967. Rappresentò un vero riferimento nell’editoria specializzata in sia in Italia che all’estero.

"Ferrania. Rivista mensile di fotografia, cinema e arti figurative", Milano, anno VIII, n.8. giugno 1954

“Ferrania. Rivista mensile di fotografia, cinema e arti figurative”, Milano, anno VIII, n.8. giugno 1954

 

Ecco che i cofondatori della “nuova” Ferrania partecipano due anni fa ad un bando indetto dalla Regione Liguria per salvare il piccolo paese-fabbrica nella provincia di Savona e si aggiudicano il centro di ricerche della Ferrania. Da lì scatta la scintilla di far rivivere la gloria di quella fabbrica virando verso un target di nicchia di fotoamatori ed unendo il sapere dei vecchi tecnici con un approccio contemporaneo come una statup riassumento in piccola parte il reparto di ricerca e sviluppo. In più, Nicola Baldini e Marco Pagni decidono nei mesi scorsi di affidarsi al crowd-funding, una raccolta pubblica di fondi, attraverso il sito specializzato Kirkstarter  e riuscendo in un solo mese a raccogliere 300 mila dollari.

Lo stabilimento Ferrania

Lo stabilimento Ferrania

Attualmente la produzione delle pellicole Film Ferrania sia per la fotografia che per il cinema è in via sperimentale per permettere la preparazione delle ricette e formule apposite che, una volta pronte, saranno prima donate ai sostenitori durante la campagna di crowd-funding. Dal 2016 verrà prodotto regolarmente una sola tipologia di pellicola, a invertibile colore ovvero le diapositive, finalizzata in quattro tipologie di formati in sensibilità 100 Asa, due per la fotografia (24×36 e il 6×6) e due per il cinema (super8 e 16mm).

Le nuove pellicole Ferrania

Le pellicole Ferrania