Goodbye SO!

so fae

La mia esperienza di stage presso la galleria d’arte SO Fine Art Editions si è conclusa. Tre mesi e mezzo fa arrivai qui a Dublino piena di paure ma anche entusiasta di mettermi nuovamente alla prova! Ora (forse) non voglio andare via. L’ultima volta che presi un aereo fu per ritornare dall’ Erasmus in Spagna quindi era arrivato il momento per partire di nuovo per migliorare il mio inglese ormai arrugginito dai tempi del liceo!

Non finirò mai di ringraziare la Direttrice, Cathetrine O’Riordan, e la sua assistente, Jessica Imhoff, per avermi dato fiducia dal primo fino all’ultimo giorno sia per la lingua che nel lavoro di tutti i giorni nonostante i miei errori. Ho imparato tanto, dal lavoro più umile come passare l’aspirapolvere, ad inaugurare una mostra, dedicata all’artista tedesco Johannes Eidt…a pensarci mi commuovo! Lo stage mi ha permesso di conoscere una parte importante dell’ arte irlandese e incontrare artisti, curatori e appassionati del campo anche grazie alle openings, vero e proprio evento a cui non potevo mancare!

Johannes Eidt, In Nordischer Helle, ed.16/25

Johannes Eidt, In Nordischer Helle, ed.16/25

Peccato interrompere il mio percorso perché proprio ora iniziavo a comprendere le dinamiche, la lingua e il ritmo di una galleria d’arte. Il tempo è letteralmente volato ma mi ha permesso di apprezzare le stampe artistiche, molteplici tecniche come l’ acquaforte, la serigrafia, o la matrice di legno, stili e artisti dalle atmosfere malinconiche di Caroline  Donohue ai colori sgargianti di Barbara Rae, dalle foreste e dai cavalli maestosi di Stephen Lawlor agli iris e peonie e su sfondo oro di Jean Bardon.

Incantevoli i lavori in vetro di Alison Lawry, realizzati con l’antica tecnica pâte de verre e arricchiti con materiali e forme moderne. Affascinata dagli oggetti e tessuti antichi irlandesi realizzati da donne generazioni fa, con le sue sculture Alison si prefigge di ristabilire l’equilibrio tra passato e futuro. Non riesco a non citare anche altre opere che mi hanno decisamente colpito come i vasi in legno di Liam Flynn, essenziali nelle forme e nei colori e le ceramiche dalla superficie smaltata di Owen Quilan, da sempre interessato ad approfondire l’aspetto archeologico del materiale.

Impossibile non mostrarvi le  insolite ed ironiche sculture di Patrick O’Relly che si fanno portatrici non sono di messaggi filosofici ma riflettono anche semplici ed istintivi sentimenti dell’artista. Brendan Jaminson invece stupisce tutto il mondo con le sue opere in cera su legno o le ultime sculture realizzate in zucchero commissionate da Vogue Italia.

 

Un onore è stato anche conoscere rinomati fotografi come Amelia Stein, membro della Royal Hibernian Academy, e Paul Gaffney, giovane irlandese attualmente iscritto al Dottorato in Fotografia a Belfast . I lavori di Amelia Stein, si caratterizzano per una miticolosa attenzione verso il dettaglio e per una stampa in bianco e nero quasi a donare ai suoi scatti un aura di teatralità. Durante la sua carriera si è dedicata non solo alla fotografia di paesaggi ma soprattutto i ritratti su commissione, lavorando con attori, poeti e musicisti.

Paul Gaffney ha pubblicato nel 2013 We Make the Path by Walking, una serie di paesaggi silenziosi ma imponenti nato in seguito ad un viaggio tra Spagna, Portogallo e Francia percorrendo in diversi mesi circa due mila km in diversi mesi. Fonte di ispirazione fu una precedente esperienza, la partecipazione nel 2009 al Camino de Santiago, nel nord della Spagna. Infatti, percorrere lunghe distanze, è una forma di meditazione e di cambiamento personale perché ti permette allo sguardo di scovare i segni dell’industria lasciando i pensieri scorrere liberi.

Ora non ho la più pallida idea di quello che succederà: rimarrò qui a Dublino o ritornerò in Italia? Cambierò nuovamente Paese? Mi piace viaggiare, come la maggior parte di voi, ma essere costretta a farlo per necessità e non per una mia libera scelta di piacere, non è giusto. Imparerò a vivere giorno per giorno, in attesa di un segno!