ICON #6: Finalmente Fuori Fuoco!

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Ormai ci siamo: venerdì 22 giugno alle 19 ci sarà l’inaugurazione della mostra Fuori Fuoco presso la Galleria Civica- Palazzo Santa Margherita a Modena.

Il nostro lavoro vede finalmente la luce dopo mesi di discussioni, modifiche e conferme raccontate qui nel blog. Il progetto è stato ideato e curato da tutta la classe del corso Curatori ICON della Fondazione Fotografia, ovvero: Cinzia Ascari, Elita Borgogelli, Giulia Deganello, Eleonora Fabi, Ilaria Iacconi Iambrenghi, Jana Liskova, Stefano Mattea, Chiara Pirra, Leticia Quatel Da Silvia, Valentina Varoli e me ovviamente con la supervisione di Claudia Löffelholz. La mostra fa parte della settima edizione de The Summer Show, evento espositivo organizzato dalla Scuola di alta formazione di Fondazione Fotografia Modena che quest’anno affiancherà i progetti artistici degli studenti del Master sull’Immagine Contemporanea presso il MATA  – Ex Manifattura Tabacchi. Non finisce qui: sabato 30 giugno si terrà l’incontro con il fotografo Luca Andreoni  e le visite guidata con gli studenti il 7 e 21 luglio. Fuori Fuoco rimarrà aperta al pubblico dal 23 giugno al 22 luglio con i seguenti orari di apertura: mercoledì-venerdì, 10.30-13 / 16-19 | sabato e domenica 10.30-19, ovviamente ad ingresso libero. Sono giorni delicati, si finiscono di sistemare le luci, si piantano gli ultimi chiodi e si inviano gli ultimi inviti per la conferenza stampa (giovedì 21 alle 11 al MATA) e tutto deve essere perfetto. Chi manca, lo blocco immediatamente!

La mostra, attraverso le tre sezioni Paesaggio/Relazioni/Identità, vuole suggerire una panoramica dello stato attuale delle cose, una difficoltà comune a mettere a fuoco la realtà contemporanea che appare quindi confusa e senza un preciso ordine. È un sentimento che,  per le generazioni cresciute nell’epoca del digitale, si traduce in frammento, incertezza e perdita di sicurezze. Lo si può ben vedere nella trasformazione del paesaggio che da naturale diviene sempre più sconsideratamente artificiale rischiando di considerare come vero il suo simulacro. Questo status di smarrimento emotivo, di perdita di empatia verso il prossimo ci allontana dalla nostra stessa umanità. L’uomo non riesce più a riconoscersi, si isola nel tempo e nello spazio e l’unica cosa che gli rimane è nascondersi. Alla luce di tutto questo,  siamo ancora in tempo per salvarci? Per rispondere a questa domanda, abbiamo chiesto l’aiuto di fotografi nazionali ed internazionali, giovani fotografi e autori affermati, provenienti dalle collezioni della Fondazione Fotografia e l’archivio della Galleria Civica di Modena: Claudio Abate, Morten Andenæs, Luca Andreoni, John Batho, Gianni Berengo Gardin, Jodi Bieber, Elina Brotherus, Walter Chappell, Wong Hoy Cheong, Serena Clessi, Alexandra Croitoru, Jean-Luc Deru, Willie Doherty, Cao Fei, Franco Fontana, Sara Fontanesi, Lee Friedlander, Luigi Ghirri, Laura Glusman, Nan Goldin, Hallgrímsdóttir Hallgerður, Maiko Haruki, Naoya Hatakeyama, Alejandro Hoppe, Álvaro Hoppe, Axel Hütte, Angelo Iannone, Francesco Jodice, Roberto Koch, Lilly Lulay, Francesco Mammarella, Daido Moriyama, Walter Niedermayr, Nobuyoshi Araki, Adrian Paci, Cristina Panicali, Anna Pavone, Aleksander Petlura, Ferdinando Rossi, Ferdinando Scianna, Trine Søndergaard, Vivan Sundaram, Ai Weiwei, Miwa Yanagi.

Luca Andreoni, Crepacci 143, 2008, dalla serie “Non si fa in tempo ad avere paura” c-print, plexiglas, alluminio dibond, 125 x 98 cm, © l’artista, Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

© Luca Andreoni, Crepacci 143, 2008, dalla serie “Non si fa in tempo ad avere paura”

Bisogna dire che nel mese di giugno ci sono stati altri importanti avvenimenti come l’incontro con Marcella Manni, curatrice della galleria d’arte modenese Metronom e ideatrice del progetto di ricerca Generazione Critica e il workshop di Pratiche di Allestimento con Stefano Coletto, curatore dell’ Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa. Tra pillole di estetica, critica d’arte e trucchetti pratici di allestimento video, foto e materiali d’archivio, entrambi hanno saputo catapultarci nel loro mondo. Altra avventura vissuta a inizio mese che vale la pena di essere raccontata è quella dell’esperimento di takeover suggerito e supervisionato da un altro nostro docente, Raffaele Vertaldi. La scorsa settimana è toccato a me prendere possesso del profilo Instagram del fotografo Luca Nizzoli Toetti e ho deciso di selezionare 7 foto tra quelle inedite e non incluse nel suo ultimo lavoro “Still Europe”. Dopo una prima scelta di “pancia” ho seguito i consigli del prof di trovare un senso più concreto e scorrendo decine di volte la sequenza ho trovato un mio senso. Ho tentando di dare delle suggestioni di quella che poteva essere la storia dell’uomo che da assenza si fa presenza (o viceversa?). Confesso che ero un pò agitata perché Luca ha accettato subito la mia proposta e non volevo fargli fare “brutta figura” perché, come ho sempre detto, lo apprezzo tantissimo come fotografo e come amico e per me le sue foto in bianco e nero ritraggono persone e luoghi senza tempo. Bravo Luca!

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