ICON: settimana #2

Seconda settimana di lezione andata. Questa volta i giorni sono trascorsi più velocemente rispetto a gennaio e anche la stanchezza è stata meno intensa, forse sto entrando nel ritmo! 

Le lezioni di febbraio sono state dedicate al modulo di Photo editing tenuto da Christian Caujolle, collaboratore di Internazionale e direttore del festival di fotografia Photo Phnom Penh in Cambogia dal 2008. Argomento tanto atteso quanto difficile da cogliere nella sua totalità in pochi giorni principalmente per l’assenza di un prontuario universale essendo un mix tra intuizione creativa, cultura visuale ed esperienza pratica. In breve, il photo editor è l’anello di congiunzione, quella figura intermediaria tra il fotografo e il giornale con il compito di selezionare una serie di fotografie da pubblicare su libri, siti web o cataloghi. E’ colui che è capace di capire l’ uno e l’altro, di interpretare i pensieri del fotografo e tradurre i suoi scatti in originali e accostamenti. In quei giorni infatti abbiamo provato a calare i panni di questa misteriosa figura lavorando con scatti del fotografo cinese Yan Ming. Dividendoci in  piccoli gruppi, ci siamo resi conto che non è affatto semplice non solo essere d’accordo tra di noi in base alle preferenze personali ma soprattutto non cadere in scelte banali per quanto riguarda la selezione di fotografie da presentare per una mostra, un catalogo o una rivista.

Schermata durante i lavori di elaborazione del nostro articolo di giornale.

Schermata durante i lavori di elaborazione del nostro articolo di giornale.

Ci servirà molto ripensare a questo modulo in vista della mostra collettiva di giugno organizzata da noi come classe ma al momento dobbiamo ancora decidere il tema. Dal confronto con Claudia, sono emerse diverse proposte come la rivalutazione del ruolo femminile o la riflessione sull’ identità collettiva. Tanti sono i nomi di autori italiani e non presenti all’interno della collezione di Fondazione Fotografia che ci piacerebbe includere nella mostra come ad esempio Mimmo e Francesco Jodice, Nobuyoshi Araki, Trine Søndergaard, Luca Campigotto, Morten Andenaes e Franco Fontana. A me personalmente sento più vicina la seconda tematica, meno scivolosa della prima essendo anche un argomento di cui abbiamo discusso tra di noi fin dal primo giorno. Allora perché non approfondirlo in una mostra e dargli un respiro in più? Purtroppo in una sola mattinata non siamo riuscite a sintetizzare tutte le nostre proposte in una sola idea né sulla tematica né di conseguenza il titolo e le opere da includere. Il tempo scorre e ci sono tante cose da fare…solitamente organizzare una mostra richiede un paio d’anni almeno dall’ideazione all’inaugurazione, per noi invece è questione di pochi mesi. In poche parole: ansia!

Brainstorming proposte

Brainstorming proposte

Altro giro altra corsa: se a gennaio abbiamo ficcato il nasino negli archivi della Fondazione Fotografia, la scorsa settimana è stato il turno di un’altra istituzione nel panorama culturale modenese ovvero la Galleria Civica. La Galleria, nata nel 1959, custodisce le raccolte permanenti di disegno contemporaneo, di fotografia (nato da un primo fondo donato da Franco Fontana) e la Collezione Don Bertelli ottenuta in commodato d’uso dalla Curia Arcivescovile di Modena nel 1999. Carinissimi e disponibili a rispondere alle nostre curiosità i curatori Daniele De Luigi e Serena Goldoni portandoci con loro alla scoperta dell’archivio della Galleria Civica tra stampe di giovani artisti come Giorgio Preti, morto nel 1961 a soli 21 anni ad affermati personalità come Alberto Burri. Non vi sto nemmeno a raccontare l’emozione di osservare da vicino un Mimmo Jodice o il mio amato Henri Cartier-Bresson protetti da veline e cartoncino e schedati attentamente uno per uno. Affascinanti poi le fotografie delle fotografie in archivio, bibbia per gli addetti ai lavori quando il digitale ancora non c’era e ancora in uso.

Archivio Disegno Contemporaneo Galleria Civica di Modena

Archivio Disegno Contemporaneo Galleria Civica di Modena

Continuano imperterriti gli stimoli creativi di Raffaele Vertaldi che ci ha lanciato una nuova sfida che prende il nome di takeover: 7 foto di un fotografo o creativo a nostra scelta per 7 giorni da scegliere e pubblicare in 7 giorni nel suo profilo Instagram. Ai posteri l’ardua sentenza.