ICON: settimana #3

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Una nuova puntata da ICON, corso di specializzazione per curatori dell’immagine contemporanea della Fondazione Fotografia di Modena, tra immagini aprospettiche, dagherrotipi e una mostra “work in progress”.

L’ultima settimana di lezione è stata un pò ballerina perché a causa di impegni lavorativi, ho dovuto abbandonare qualche pomeriggio di lezione inclusa la visita alla Metronom, galleria d’arte con sede a Modena. Ero molto curiosa di conoscere lo spazio e chi c’è dietro per avere un ulteriore punto di vista dall’interno e mi sono “accontentata” del resoconto delle altre amiche di corso che si sono espresse con grande entusiasmo! La galleria, nata come associazione culturale, organizza eventi e mostre in particolare in ambito fotografico e da pochissimo ha inaugurato un nuovo progetto editoriale che affiancherà l’attività espositiva. Entro il 22 aprile dovrò assolutamente organizzarmi per visitare l’ultima mostra dal titolo From My Point of View, una collettiva che presenta opere di Olaf BreuningKenta CobayashiMark Dorf e Thomas Kuijpers sul ruolo dell’artista contemporaneo. Se la sezione “blog”è ferma da un paio d’anni, da una costola della Metronom si origina nel 2012 Generazione Critica che si propone di approfondire le teorie e le pratiche dell’arte più contemporanea grazie ad interviste, saggi e convegni. Assolutamente da seguire per rimanere aggiornati sulle ultimissime evoluzione nelle arti visive!

Olaf Breuning

© Olaf Breuning, Art History, 2015

 

Tra i collaboratori di Generazione Critica c’è Luca Panaro, critico e curatore, che avevo già iniziato a conoscere in altre occasioni qui a Bologna come una serata alla Damiani ed ero interessata a seguirlo. Il primo incontro del suo laboratorio di scrittura critica, che approfondiremo più avanti, ha avuto un esito a dir poco illuminante. Approccio diretto privo di barocchismi così come a sua scrittura, Panaro ci ha messi subito difronte ad una prova: scegliere una fotografia che non avesse riferimenti storico fotografici. Qui ovviamente il panico perché mi ha ricordato di quando una volta al liceo la prof di italiano ci diede da scrivere un tema personale e consegnai in bianco. Allo scadere del tempo però ho selezionato la mia foto di Beatrice Pediconi. Un’immagine densa, aprospettica e decontestualizzata che racconta unicamente se stessa arrivando così ad una rottura con il passato, essenza di ogni avanguardia. In più mi ha immediatamente trasmesso una sensazione di indefinito, in continua trasformazione. Chissà cosa ci riserveranno le prossime lezioni!

Beatrice Pedicori, 2013

© Beatrice Pedicori, Dipthyc, 2013

 

Tornando alle lezioni, grazie a Emanuela Sesti, collaboratrice della Fratelli Alinari e Tiziana Macaluso, restauratrice e fondatrice di Art’è, abbiamo approfondito le tecniche fotografiche e le metodologie di conservazione e restauro della fotografia. Non sono mancati esercitazioni pratiche in cui abbiamo visionato con Emanuela esempi di tecniche fotografiche, dal dagherrotipo custodito in astucci preziosi fino ad arrivare alla sua versione contemporanea: la polaroid. Invece con Tiziana Macaluso abbiamo vestito i panni dell’investigatore che con lente di ingrandimento e grande spirito di osservazione, cerca di capire tecnica e tipo di deterioramento. Nel frattempo l’organizzazione della mostra collettiva prosegue, piano piano stiamo definendo tutto come foto, autori, allestimento. L’entusiasmo c’è e le idee pure, bisogna semplicemente incanalare nella giusta direzione per non essere banali o superficiale anche se, non avendo mai fatto nulla del genere, a volte ti senti un pò dilettante allo sbaraglio. Meno male che c’è Claudia! Sono sicura che sarà tutto bello!