Intervista: Marco Ferri

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Marco Ferri nasce a Tarquinia nel 1968 dove vive e lavora. Ha partecipato a diverse esposizioni sia personali, come “Per certi versi” nel 2012 che collettive tra cui “Con occhi di riguardo” in occasione di Fotografia Europea e “L’eterno Ritorno” presso la Galleria Bonioni Arte a Reggio Emilia nel 2014. Inoltre vince numerosi premi come “Cocciales” (2001) a Tarquinia dedicato alla scultura ed è finalista al “Premio Combat” presso il Museo Fattori di Livorno (2013). 

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Cc.print27x40, scultura da muro,tecnica mista su legno 61x20x27

Come nasce “Con Occhi di Riguardo”, o meglio di inserire elementi tridimensionali in fotografie? Qual è il messaggio?

 Con occhi di riguardo per me è, non tanto un progetto,ma quasi un esercizio “nel saper vedere la realtà”. L’idea iniziale era quasi partita come un gioco,volevo realizzare una  mostra “impossibile”da visitare,intendo dire che non si sarebbe potuta vedere da un ipotetico pubblico perché veniva realizzata in posti chiusi e abbandonati, quindi non visitabile. L’unico modo per documentarla doveva essere la fotografia.E come spesso accade,pensi una cosa e ne esce un altra!infatti ho cominciato quasi a stupirmi dei miei oggetti fotografati in questi luoghi,la foto ferma quel particolare momento e atmosfera che mi permetteva di indagare ciò che è “vero da ciò che è  verosimile”e mi suscitava la domanda di cosa stavo guardando e con quali occhi.Il tentativo è stato poi quello di intervenire sulla stampa,non con l’inserire o applicare sopra la stampa ,ma intagliando e ricreando il rilievo dell’oggetto rappresentato,così da creare questa sorta di illusione della terza dimensione,….che invece è “reale”!Con occhi di riguardo è stato secondo me il titolo più adatto,perché bisogna riguardare per “vedere”bene il rilievo,ed avere “riguardo” di certi luoghi che fanno parte del nostro tessuto culturale,ed è un suggerimento per leggere la realtà su più livelli.

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C.print 54×36 scultura da muro:tecnica mista su tavola, 70x20x30

Che tecnica usi per creare i dittici?

Le tecniche che uso nei miei lavori sono miste,molto miste. Posso usare dalla carta al legno ,al ferro stoffe acrilici cera vergine,ma comunque non mi creo molti problemi tecnici,infatti anche con la fotografia non posso dire di essere un tecnico,punto l’obbiettivo e scatto.

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C.print 64×42 scultura da muro:tecnica mista su legno 35×22

Come descriveresti l’esperienza all’ ultima edizione di “Fotografi Europea” a Reggio Emilia, dove ha esposto insieme a Silvia Camporesi?

Io non ho visto le prime ma Reggio Emilia è sicuramente una città molto sensibile all’arte contemporanea,l’idea di questa città che si mobilita ad esporre in ogni spazio le opere,questo fa capire la disponibilità e l’interesse di una città aperta e viva come Reggio Emilia ed è sicuramente entusiasmante si per chi visita le mostre che per chi espone.

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Print 50 x33 scultura da muro,tecnica mista su legno 60×41

Secondo lei, la fotografia è da considerarsi un mezzo o un fine?

Per me,che sicuramente non mi considero un fotografo,è una materia come le altre:come l’argilla,la pittura o non so la scultura in genere,ma sicuramente è da considerarsi entrambe le cose,sia un mezzo che un fine, per un artista come me ,la materia è fondamentale,quindi io la uso esattamente come tale.

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C.print cm. 82×54,5 scultura da muro:tecnica mista su legno 27x14x10

I suoi prossimi impegni?

In futuro sicuramente voglio approfondire questo progetto estendendolo sul territorio dove vivo,cercando altri spazi da fotografare ,poi fine novembre avrò una mostra personale dal titolo”poche variazioni di rilievo” a Roma presso lo spazio DARC con la galleria il sole arte contemporanea. Poi non so cercherò di “riguardarmi”.