Intervista: Simona Hassan

SimonaHassan

Simona Hassan è una giovane fotografa di Bologna che vive in un piccolo paese di provincia disperso tra la nebbia e poco altro. E’ cresciuta tra il parco e la biblioteca, adora cantare e tutte quelle cose che si creano con le mani. E’ fermamente convinta che la fotografia serva a raccontare. Si perde spesso, per strada e nelle poesie, ma poi si ritrova sempre.
Margherita, dalla serie "(Dis)Occupazione", 2013

Margherita, dalla serie “(Dis)Occupazione”, 2013

1.Come hai iniziato a fotografare?
Ho iniziato autonomamente, quasi per gioco, un po’ di anni fa con la prima compatta arrivata in casa. E’ stato un attimo. 
Alberto, 2012

Alberto, 2012

2.Parlaci del tuo progetto “(Dis)Occupazione Giovanile”. Cosa ti ha spinto a girare l’ Italia e, ancor prima a cercare i fondi per la sua realizzazione? 
Mancavano pochi mesi alla mia laurea magistrale, stava per iniziare un’estate che avrei dedicato alla tesi e che sola mi separava dal momento in cui avrei dovuto fare delle scelte importanti per la mia vita, o subirle, questo dipende. Ero molto stanca di sentire parlare di lavoro, non lavoro, precariato, giovani senza che mai davvero si parlasse di noi, di cosa viviamo e proviamo ogni giorno, dei nostri sogni, le speranze, le paure e tutto il resto. Così ho iniziato a raccogliere qualche storia di amici, amici di amici, tutti su Bologna o qua intorno. Da lì a pensare di estendere la cosa a tutta Italia è passato poco: Bologna è una città universitaria in cui arrivano ragazzi da tutto il paese. Tutti così diversi, ma con sogni e bisogni spesso molto simili.
Cecità, 2011

Cecità, 2011

3.Cosa ti aspetti di ottenere?
Non mi aspetto di ottenere nulla, credo soltanto che sia necessario raccontare le nostre storie, ripartire dalle persone, da noi. 
L' inverno al mare, 2013

L’ inverno al mare, 2013

4.Qual è stato l’ evento che ti ha maggiormente colpito nel viaggio?
(Il viaggio non è ancora finito) per ora riesco ancora e sempre a stupirmi del coraggio e l’energia che hanno le persone che incontro, della disponibilità e la voglia che hanno di raccontarsi. E’ un reciproco darsi.  
Roma sapeva che tutta la violenza è racchiusa nella precisione di un dettaglio,  2011

Roma sapeva che tutta la violenza è racchiusa nella precisione di un dettaglio, 2011

5.In che percentuale le tue foto nascono dal caso e quali sono preparate prima che vengano scattate?
Le foto del progetto sono ritratti che ho pensato quando ho deciso di costruirlo. Mi piaceva l’idea del ritratto ambientato in un posto che già di per sé parlasse molto. Per questo le camere, quasi un simbolo della precarietà lavorativa (ed esistenziale), per questo i posti di lavoro. Per quanto riguarda invece il generale dipende: se ho in mente qualcosa ho già abbastanza chiaro il risultato prima di scattare. A volte, invece, capito nel posto giusto al momento giusto e allora si tratta solo di fare click e poco altro 🙂 
Melanconia, 2012

Melanconia, 2012