Interviste | Manuela Masciadri e la fotografia di moda

Riprendono le interviste di Immaginaredalvero e apriamo ottobre con Manuela Masciadri, ritrattista e fotografa di moda con base a Milano.

1. Ciao Manuela, presentati! 
Luciana, buongiorno a te ed ai tuoi lettori e, prima di tutto, grazie per aver voluto dedicare spazio al mio lavoro.
Prima di essere fotografa, sono un’appassionata dell’essere umano; ho sempre amato approfondire vite di persone interessanti, sia osservando quello che le loro immagini mi dicevano di loro, sia studiando le loro biografie.
Per questo motivo, credo prima istintivamente e poi consapevolmente, ho scelto studi classici.
Dopo il liceo classico mi sono laureata in lettere, con una tesi sulla letteratura di viaggio, approfondendo percorsi fisici, spirituali e creativi, che differenti artisti hanno vissuto nelle varie epoche storiche.
La mia indole ed il mio percorso di vita, mi hanno portato a scegliere di vivere, raccontando le persone attraverso la fotocamera; in questi anni ho avuto occasione di fotografare artisti, designer, registi, attori e cantanti.
Molto emozionante è stato lo shooting a Cristina D’Avena, in occasione della sua presenza, come ospite d’onore, al Festival di Sanremo. Un mio ritratto Maria Vittoria Paolillo (giovane designer ed influencer molto elegante e creativa ), è stato poi condiviso sulle pagine de L’Officiel Italia, la rivista italiana che preferisco (la qualità di contenuti e forma che la caratterizza, è ormai cosa rara nell’editoria ). Una bellissima soddisfazione.
Molto interessante è stato anche esporre mostre personali al White Show, uno degli eventi principali della Settimana della Moda di Milano, che mi ha portato a realizzare shooting fotografici a New York, poi esposti negli spazi di via Tortona. Vedere le mie immagini stampate in dimensioni quasi pari alla mia altezza è stato impattante e mi ha fatto vivere giornate piene ed emozionanti.
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2. Come mai hai scelto di specializzarti nella fotografia di moda?
Mi considero, prima di tutto, una ritrattista.
La magia della moda mi ha tuttavia sempre incuriosita ed affascinata. Ho imparato che la moda, quella vera, è sperimentazione, cultura, approfondimenti tematici, ricerca estetica e concettuale; è osare quello che nella realtà è fuori dall’ordinario.
Il mio senso estetico estremo e la mia voglia di approfondire concetti, ne hanno quindi sempre trovato una grandissima gratificazione.
Quello che ricerco nei miei scatti è proprio la fusione tra due mondi: la moda e la ritrattistica.
Quando scatto un ritratto, amo interpretare il mio soggetto in chiave emozionale, seppur avvolgendolo in un allure fashion. Dall’altro lato, scattando una campagna pubblicitaria per un brand, amo interpretare abiti ed accessori, rendendoli vivi attraverso la sensibilità e la personalità della modella che li indossa. Non potrei mai lavorare con “modelle-manichini” e, se non avessi la possibilità di “contaminare” un mondo con l’altro, percepirei il mio lavoro come incompleto e privo di significato.
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3. Qual è il segreto per poter esaltare l’abito e/o la modella stessa senza che nessuna delle due parti prevalga a discapito dell’altra? Che ruolo svolgono le location? Penso soprattutto alla Venaria Reale o le Cave di Michelangelo…da sole, delle opere d’arte maestose!
Credo che, per prima cosa, sia fondamentale gestire la parte di pianificazione e di scelte creative in modo accurato e con la giusta sensibilità, per approfondire realmente l’identità di un brand e capire come raccontare il suo mondo e tutto quello che c’è dietro ad un capo, perché non sia percepito come sì bellissimo ma solo fine a se stesso.
La scelta della modella giusta, della cornice, anche del tipo di make up, della luce e, in generale, di quello che chiamiamo “mood”, vengono costruiti di conseguenza. Approfondire un progetto in questo modo, è quello che amo di più realizzare.
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Vittoria Bonini Couture 2016

4. Come ci si rapporta a lavori su commissione come nel caso di Vittoria Bonini e le sue splendide creazioni? 
L’immagine di Vittoria l’abbiamo costruita insieme: la sintonia, estetica e concettuale, tra noi due, trovo sia stato un fattore fondamentale. Ho già scattato 3 campagne per il suo brand e tutte hanno un filo conduttore molto preciso.
Dopo un primo incontro con lei e un confronto sulle varie collezioni, il mio team ed io abbiamo iniziato una ricerca di idee e location; abbiamo strutturato poi varie proposte e lei ha scelto, per tutte e tre le campagne, quelle delle quali ero già entusiasta e convinta fossero perfette per lei.
Abbiamo osato scelte forti, soprattutto in termini di location. Mi è stato chiesto più volte se non avessi paura che la maestosità della Venaria Reale o delle Cave Michelangelo avrebbero potuto “schiacciare” gli abiti.
In realtà non l’ho mai pensato, anzi credo che, al contrario, siano elementi che diano alle immagini forza ed impatto; che contestualizzino ancora di più il mondo-marchio che si vuole raccontare, in questo caso il made in Italy e l’importanza dell’arte nelle ispirazioni di Vittoria. Naturalmente ciascun dettaglio va pensato in modo che sia presente ma non predominante rispetto agli abiti.
Abbiamo lavorato settimane per scegliere e pianificare tutto; ha funzionato.
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Vittoria Bonini Bridal 2018

5. Anche tu curi un blog. In che modo la scrittura può interagire con l’immagine?
Per me l’una completa l’altra e chiude il mio “cerchio personale” di esigenza comunicativa.
A livello commerciale, ho scelto di portare queste mie passioni a servizio dei brand.
Nei cataloghi di Vittoria Bonini ad esempio, (soprattutto nell’ultimo, realizzato alle Cave Michelangelo ) c’è una grandissima parte di testo, che io stessa ho curato, e che ne racconta la visione, il trascorso, così come il contesto nel quale si è scelto di ambientare le immagini. Molte frasi hanno un taglio letterario, altre narrativo, altre ancora emozionale.
Il riscontro del pubblico è stato molto interessane: le immagini, altere e regali, hanno rafforzato il concetto di eleganza, ricercatezza ed esclusività del prodotto (in questo caso gli abiti ), il testo invece ha contribuito a generare empatia verso la stilista stessa.
Molto bello, per me, realizzarlo; molto efficace, per il brand, nella sua comunicazione.
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Vittoria Bonini Couture 2018

6. Progetti futuri?
Sempre molti. Cerco, il più possibile, di trovare un buon equilibrio tra lavori commissionati e progetti personali.
Su uno, in particolare, sto lavorando da parecchio tempo e vedrà la luce tra poche settimane.
La presentazione verrà fatta sulla mia pagina instagram (@manuelamasciadri ) e, in modo diretto, agli iscritti della mia Newsletter (ci si può iscrivere qui: http://www.manuelamasciadri.it/contact/ ).
Unisce fotografie, testi ed artisti, ed è probabilmente il lavoro più personale che io abbia mai realizzato.
Vittoria Bonini Couture 2018

Vittoria Bonini Couture 2018

Contatti di Manuela:

+39.320.6044567