Irving Penn a Venezia: moda e non solo

Irving Penn (1917-2009) è stato uno dei più grandi fotografi di moda dell’ultimo secolo grazie alla sua eleganza capace di cogliere lo sguardo e i gesti di modelle, attrici e gente comune.

Penn esordisce come grafico a New York, vive in Messico come pittore ma ritorna nella Grande Mela per lavorare per Vogue ed altre riviste di moda anche estere. Le sue fotografie fanno parte di diverse collezioni in diversi musei in giro per il mondo come Metropolitan Museum of Art di New York, il Moderna Museet di Stoccolma e la National Gallery of Art a Washington.
La loro grazia e raffinatezza senza tempo è approdata lo scorso 13 aprile a Venezia presso Palazzo Grassi e terminerà il 31 dicembre 2014. L’esposizone, intitolata Irving Penn.Resonance è curata da Pierre Apraxine e Matthieu Humery e si compone di 130 fotografie di cui 83 stampe al platino, 29 stampe in argento, 5 stampe dye-transfer e 17 internegativi esposti per la prima volta. Diversi sono i decenni che attraversa, i luoghi che visita e i soggetti che ritrae. Infatti dagli anni ’40 ai mitici anni ’80 Irving Penn ci mostra non solo i divi del cinema, della pittura e della letteratura come Pablo Picasso, Truman Capote e Marlene Dietrich (1-3). Infatti sono presenti anche gli aborigeni della Nuova Guinea, del Marocco del Perù (4) o i mestieri in via d’estinzione come venditori di giornali ambulanti o palombari in Francia (5-6) e nature morte come composizioni di sigarette, frutta e teschi di animali fotografati al Museo di Storia Naturale a Praga (7-9).

È stata una sorpresa anche per me scoprire un lato di Irving Penn che non conoscevo, abituata ad osservare foto di moda come Lisa con le rose o le copertine di Vogue (10-11). Invece Penn si rivela anche un appassionato di ossa, still life e mozziconi di sigarette, vani testimoni di qualcosa che non c’è più. Ed è sempre la fotografia a renderli eterni donandogli quell’aura di classicità eterna che solo Penn sa dare.