La Fotografia Consapevole secondo Simona Guerra

copertina

Ho conosciuto Simona Guerra qualche anno fa, in occasione della mia ricerca tesi e, nonostante scelsi un altro argomento, continuai a rimanere in contatto con lei riuscendo poi ad intervistarla. Mi ha fatto piacere scoprire della recente pubblicazione del suo nuovo libro Fotografia Consapevole. Nuova tappa di un percorso non solo lavorativo ma soprattutto personale, Simona parte da esempi concreti ed istituzionali per poi dare voce alle sue esperienze più intime. L’autrice infatti dimostra come la fotografia, una volta studiata, capita e lavorata, può essere affiancata da altre Arti come la scrittura così da trovare un valido complice per esprimersi al meglio. La fotografia, libera da condizionamenti esterni, va quindi intesa in primis come piacere personale per prendere di coscienza di se stessi e del mondo e per mettersi alla prova. Ma attenzione, non bisogna confondere questo tipo di fotografia con quella utilizzata in ambito clinico a cui però può ispirarsi per nuove attività. Poi forse sarà Arte.

© Simona Guerra

© Simona Guerra

Ed è proprio quello che è successo a Simona Guerra che, a causa di attacchi di panico risalenti a circa 10 anni fa, ha scoperto un nuovo modo di vivere la fotografia. Come quella volta durante una turbolenza in aereo: Simona scattò alcune fotografie per poi, una volta in studio, ricomporle e fotografarle insieme. Il collage aveva un valore quasi catartico, rivivere quel momento negativo per poi cancellarlo scomponendo quell’ ordine con un semplice soffio. Utile in egual maniera sono stati i ritagli di foto da bambina o anche più recenti al fine di creare nuove realtà sovrapponendo altri sfondi o luci diverse oppure scrivere appunti o apporre foto su testi altrui per dare vita ad un lavoro a “quattro mani”. Secondo Simona la fotografia è diventata una compagna fedele del suo percorso, sempre presente e mai giudice come la persona più cara.

© Simona Guerra

© Simona Guerra

Simona Guerra, è consulente di archivi fotografici ed esperta di riordino e catalogazione di fondi fotografici e ha collaborato con importanti istituzioni del settore quali l’archivio  “Fratelli Alinari” e “Mario Giacomelli”. Oltre all’insegnamento sul linguaggio fotografico, è curatrice dell’evento annuale Giornate di Fotografia insieme a Lisa Calabrese ed ideatrice delle Rete Fotografica Marche. Tra le sue pubblicazioni sulla fotografia, si citano: Mario Giacomelli. La mia vita intera e Mario Dondero per Bruno Mondadori, Cesare Colombo con Simona Guerra. La Camera del tempo (per Contrasto e il romanzo Bianco e oscuro. Storia di panico e fotografia con fotografie di Giovanni Marrozzini per PostCart.