La Galleria Pack: l’arte contemporanea tra passato e futuro.

Nel cuore del centro storico di Milano, è nata nel 2001 la Galleria Pack affinché fotografia,  pittura e scultura potessero convivere e condividere lo stesso spazio. Grande attenzione è rivolta al corpo, rappresentato in tutte le sue forme, dalle istallazioni ai new media. Da allora, lo staff composto da Giampaolo Abbondio, in qualità di proprietario, e Davide Carlesso, il Responsabile di Produzione, la Galleria Pack è cresciuta ospitando artisti affermati e non, italiani e stranieri come Ofrii Cnaani, Alberto di Fabio, Zhang Huan, Simone Bergantini di cui cura le apprezzate pubblicazioni di cataloghi. Numerose sono anche le partecipazioni in eventi sia in Italia come l’ArteFiera di Bologna o il MIA Fair a Milano che all’estero come il Berliner Liste o Art Moscow dimostrando il respiro internazionale della Galleria.

Per quanto riguarda la fotografia, degno di nota è il romano Matteo Basilé che reinterpreta il genere del ritratto attraverso il digitale ottenendo immagini di grande impatto. Il corpo, di uomini, di donne, di bambini e anziani, è straziato da ferite, strappi e sguardi impauriti tutto accentuato da uno sfondo nero come le tenebre. Mi chiedo: è il dissidio interiore di queste genti che si materializza in queste forme? Oppure la causa è da cercare all’esterno?

Invece Marina Paris pone il suo sguardo fotografico verso quei luoghi che viviamo quotidianamente ma si dimostrano non appartenere a nessuno come la metropolitana, sale d’aspetto e scuole. Secondo l’ artista, essi perdendo la loro identità specifica, diventano spazi senza un’anima a cui non si possono legare particolari ricordi.

Diverse sono le riviste di moda per cui lavoro Edo Bertoglio, fotografo e regista svizzero, dal Giappone all’ Italia al fine di indagarne il costume e l’arte. Il corpo, soprattutto quello femminile non necessita ritocchi in post produzione perché è sensuale così com’è. Lo dimostra, l’ esposizione di un paio d’anni fa di Bertoglio Così è se vi pare a Lugano: l’armonia di forme e linee oltrepassano la volgarità raggiungendo la perfezione.

Lo spazio espositivo purtroppo ha chiuso nel maggio del 2012 per motivi economici e da allora il direttore Abbondio è impegnato nella ricerca di un nuovo ambiente che riesca ad ospitare le mostre e gli eventi del suo progetto. Ora aperto solo come ufficio per mantenere i contatti con gli artisti al fine di non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà. E’ sempre un grande dispiacere luoghi dediti all’arte fermarsi dopo che persone come il Sig. Abbondio si sono tanto prodigate alla realizzazione del proprio sogno, dopo tanti anni di ricerche, sacrifici e soddisfazioni. Immagino che non sia una scelta facile ma confido sempre nel futuro e che le cose possano sistemarsi nel migliore dei modi non perdendo mai la speranza.