La memoria dell’acqua

Ultimo atto prima della canonica pausa estiva tra nuove idee e vecchie conferme, ripercorro l’ultimo anno di Immaginaredalvero.

Nonostante la mia storica avversione nei confronti delle materie scientifiche, teorie e definizioni provenienti dal mondo della fisica e della chimica diventano spesso metafore per descrivere in maniera efficace e quasi poetica particolari situazioni che vivo. Non molto tempo fa infatti vi avevo parlato dell’entropia, principio della termodinamica che misura il disordine creato dal trasferimento di calore da un corpo freddo e uno caldo, per spiegare il mio personale equilibrio in continuo movimento. Vivo in crisi perenne (pianti isterici compresi)e so che ogni occasione è per me buona per mettersi alla prova virando così la direzione del mio percorso personale e professionale. Nuove avventure come quella iniziata a gennaio del corso per curatori ICON presso la Fondazione Fotografia di Modena, mi ha permesso di mettere in discussione un’altra volta le mie iniziali convinzioni. Grazie all’incontro di professionisti della materia come Francesca Fabiani, Bas Vroege, Raffaele Vertarldi e Luca Panaro ho iniziato a comprendere la complessità di un mondo che possiede meccanismi non sempre facili da decifrare. Ideare e curare una mostra non è solo presenziare all’inaugurazione ma vuol dire scegliere un tema, selezionare le opere, creare un allestimento originale, compilare il condition report, collaborare con fornitori, rispettare un budget, curare l’ufficio stampa ed essere pronti a risolvere qualsiasi inconveniente. Ne è stata una prova la mostra Fuori Fuoco ospitata presso la Galleria Civica di Modena, ideata da tutta classe ICON che fatica! Solo Ora si è già catapultati mentalmente alla realizzazione del progetto personale che vedrà ognuno di noi nella progettazione di una mostra. Qualche vaga idea c’è ma tocca lavorarci su per renderla fattibile. Poi ci sono le ultime lezioni da seguire ormai ci siamo quasi, attendo con ansia settembre e l’arrivo della bella stagione.

A proposito di nuove teorie scientifiche, una delle ultime arrivate è la memoria dell’acqua. Teoria controversa nata dall’immunologo francese Jacques Benveniste nel 1988, secondo la quale l’acqua, nel suo continuo scorrere, l’acqua porta con sé una traccia delle sostanze che incontra lungo il suo percorso, in essa disciolte o diluite. Vera o falsa che sia, piace immaginarmi così, che vado dritta per la mia strada che di volta in volta viene arricchita da incontri casuali o viaggi programmati. Dall’incontro importante come quello con Luca Andreoni, artista presente nella nostra mostra, ho capito che noi operatori del campo dell’arte (curatore, fotografo, storico dell’arte) abbiamo il dovere di porre la nostra attenzione verso i gli artisti emergenti, gli unici che sappiano parlare della e alla contemporaneità. Un piccolo barlume di speranza era stato avvistato durante la mia incursione all’ultima edizione di Fotografia Europea dove ho deciso di indagare le mostre dedicata agli emergenti, il Progetto diciottoventicinque che mi ha permesso di intervistare Emanuela Bucceri e Spazio U30CINQUE. Altra boccata d’aria fresca respirata qui a Bologna proviene dal MAMbo dove, grazie al neo direttore Lorenzo Balbi, è in corso la mostra THAT’S IT Sull’ultima generazione di artisti italiani a un metro e ottanta dal confine. Artisti giovanissimi e italiani che attraverso le loro opere di fotografia, installazione, scultura e video mostrano al mondo l’attualità artistica. È un decisivo cambiamento dal tema all’allestimento apparentemente assente compreso il catalogo formato da riflessioni sull’arte contemporanea italiana. Come non può non essere contemporaneo e fuori da qualsiasi legame con il passato l’opera realizzata da The Cool Couple “Emozioni mondiali”? Il duo milanese ha pensato di modificare il video gioco PES in cui le squadre rappresentano movimenti artistici e i giocatori sono i loro rappresentati. Wow! Il MAMbo targato Balbi ha iniziato a spogliarsi della sacralità da “white cube” per diventare un luogo dove l’arte non viene più rinchiusa in una sola sala ma invade tutti gli spazi in dialogo anche con l’esterno tramite le porte di emergenza libere da pellicole oscuranti.

That's IT!, MAMbo, 2018

That’s IT!, MAMbo, 2018

Altra new entry per me è la sound art. Sai quando scopri qualcosa di entusiasmate e pensi: “Perché non l’ho scoperto prima?”. Sto leggendo diversi articoli sulla storia dell’arte del suono e ascoltando alcuni artisti di questo genere ed effettivamente sto realizzando che la sound art può essere considerata l’arte più contemporanea che c’è perché non usa nessun tipo di materiale canonico che sia una tempera, un marmo o pellicola ma si rifa suoni per creare qualcosa che non può essere visto né toccato, solo ascoltato. Voglio robe matte che siano di rottura e mi piacerebbe continuare a scoprirli e magari inserirli nel blog o perché no curare mostre con la loro collaborazione. Per quanto riguarda i viaggi, è stato un anno caratterizzato da pochi e brevi spostamenti solo in Italia come Fano, Roma e Milano dove ho conosciuto però artisti interessanti. Però grazie a Il Mitch e Travel On Art, sono riuscita a viaggiare anche all’estero grazie alle loro imperdibili avventure! A proposito di partenze, un grande in bocca al lupo mi sento di darlo a Luca Nizzoli Toetti, che a fine mese volerà negli Stati Uniti, precisamente in Texas per lavorare al terzo e ultimo conclusivo capitolo della trilogia dedicata all’ Europa. Dopo Almost Europe e Still Europe che hanno visto Luca esplorare in lungo e largo il vecchio continente, andrà alla ricerca di cosa sia l’Europa oltreoceano, in Texas appunto, dove sono nate città e Stati che portano nomi di nazioni europee in seguito alle grandi migrazioni del XIX secolo. Però per portare a compimento il lavoro, Luca ha bisogno del nostro aiuto ed ecco perché ha aperto una raccolta fondi dove ognuno può donare qualsiasi cifra, in base alla proprio disponibilità. Qui i contatti: https://www.lucanizzolitoetti.com/

Texas, Europe, LNT

Texas, Europe, LNT