Le fotografie di (e con) Francis Bacon

Cosa succede quando, in una soleggiata e ventosa domenica di aprile, non si ha nulla da fare? Beh, da appassionata di arte e di cultura la risposta è semplice ed immediata: si va al museo! Questa volta mi sono diretta verso la Dublin City Gallery The Huge Lane, nata nel 1908 grazie a Sir Huge Lane, perché curiosa di visitare la ricostruzione dello studio londinese a Reece Mews del pittore Francis Bacon.  Lo studio è stato donato alla Huge Lane Gallery nel 1998 dall’ erede dell’artista John Edwards e Esecutore dell’eredità Brian Clarke ed composto dal un disordinato ma alquanto affascinante mix di oggetti, dalle tempere ai libri, dalla collezione di vinili alle fotografie tutti catalogati e registrati in un Databese dall’immenso valore storico.

Francis Bacon's 7 Reece Mews Studio, London, 1998. Photo: Perry Ogden © The Estate of Francis Bacon

Francis Bacon’s 7 Reece Mews Studio, London, 1998. Photo: Perry Ogden © The Estate of Francis Bacon

Le fotografie giocarono un ruolo importante nella vita artistica di Bacon e rappresenta un quarto del materiale ritrovato nel suo studio e ritraggono se stesso e i gli amici che  negli anni ’60 scelse come modelli. Sono molti i fotografi che immortalarono Bacon a Reece Mews durante gli anni ’70: da Michael Holtz a Michael Pergolani, da Jorge Lewiski a Herni Cartier-Bresson e Peter Stark. Le fotografie rappresentano infattiun Bacon in svariate pose e atteggiamenti e spesso le utilizzò per dipingere autoritratti molto verosimili alle fotografie.

Francis Bacon in Reece Mews, anni '60. Fotografia di by Henri Cartier-Bresson

Francis Bacon in Reece Mews, anni ’60. Fotografia di by Henri Cartier-Bresson

 Una parte importante delle fotografie da lui possedute sono state scattate da Peter Beard, fotografo e scrittore americano e John Deakin, fotografo per Vogue. Bacon incontrò per la prima volta Beard al Clemont Club di Londra nel 1965 alla presentazione del libro “The End of the Game” sullo sterminio degli animali in Africa. Su circa 200 fotografie, furono proprio queste ultime a colpire particolarmente Bacon, foto aeree che ritraevano elefanti morti a tal punto di realizzare 9 ritratti dello stesso fotografo.

I 120 scatti del fotografo di John Deakin,  come i ritratti di George Dyer, Peter Lacy Henrietta Morares, Isabel Rawthshorne e Lucian Freud, sono state particolarmente importanti per l’artista perché li utilizzò per i propri dipintialcune foto sono in cattive condizioni, altre hanno della vernice in superficie e altre sono piegate e strette da graffette ma  l’impatto artistico è ancora enorme. Bacon era consapevole che il modo di macchiare con impronte di piedi e dita avrebbe potuto cambiare per sempre le immagini.

Nel suo suo studio sono state ritrovate anche fotografie dei suoi viaggi come quello a Tangeri negli anni ’50 o a Creta a metà degli anni ’60 e in Sud Africa. Particolare attenzione va data alle molteplici fototessere che Bacon scattò a se stesso e ai suoi amici, testimonianze l’interesse dell’artista verso i diversi punti di vista da cui poteva essere osservata una persona e da cui creò il celebre Four Studies of a Self-Portrait (1967). Nella foto all’interno del proprio passaporto, Bacon assunse le più disparate posizioni senza mai guardare direttamente la macchina fotografica. In altre occasioni però posò per importati fotografi ma forse l’anonimato della cabina per le fototessere gli diede la più grande libertà di espressione. infatti Bacon spesso le descriveva come “images just drop in as if they were handed down to me.”

Foto tessere di Francis Bacon

Foto tessere di Francis Bacon