Matera: inaugura il Museo della fotografia dedicato a Pino Settani

Il prossimo 28 marzo 2015 inaugurerà presso il Palazzo Viceconte di Matera, il Museo della Fotografia dedicato al fotografo pugliese Pino Settanni a cura di Monique Settanni e Giovanni Viceconte.

Con il patrocinio del comune di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, Istituto luce, Europa cultura 2015 e in collaborazione con @VISIVA la città dell’immagine di Roma, per l’occasione Umberto Broccoli presenterà il catalogo ufficiale edito da De Luca Editori alla presenza inoltre del critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Per il suo stile unico e mai banale, sempre alla ricerca di nuovi stimoli, Pino Settanni è stato definito da alcuni “un pittore che dipinge con la macchina fotografica”,da altri “un cannibale della retina”. Invece Cesare Seta, esperto di storia dell’architettura, ha affermato che Pino “Non è un fotografo e non è un pittore: mi sembra piuttosto un manipolatore di forme, che piega il mezzo con una straordinaria destrezza al fine che persegue”. Come dargli torto? Infatti la poliedrica e camaleontica produzione artistica di Pino Settanni dimostra un’estrema capacità di dare forza alla propria creatività.

Nato a Grottaglie, in provincia di Taranto, nel 1949, Pino Settanni si interessa dalla giovane età di arte frequentando artisti e pittori della sua città. I primi scatti in bianco e nero risalenti agli anni ’60, mostrano l’amore del maestro della fotografia verso il suo amato meridione: sguadi di donne e uomini comuni pieni di umanità, scorci di città come Matera o attimi colti in Sicilia o nella natìa Puglia.

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Nel 1973 si trasferisce a Roma nel 1973 per avviare la sua ricerca artistica e dove qualche anno dopo conoscerà la sua compagna della vita, Monique Gregory proprietaria di una galleria che lo introduce nel mondo dell’arte. Fondamentale per la sua carriera è l’incontro nel 1977 con il pittore Renato Guttuso di cui diventa assistente e fotografo personale influenzandolo uso del colore. Dal 1987 si dedica ad un importante progetto, 155 ritratti di poeti, attori e registi colti con un oggetto a loro caro, un oggetto rappresentativo del proprio essere capace di attirare lo sguardo dell’osservatore. Ecco lo scrittore Alberto Moravia e la sua valigia, la sceneggiatrice Lina Wertmüller con una vecchia macchina da scrivere, il regista Federico Fellini e le matite. Intenso poi Marcello Mastroianni che passeggia in riva al mare, avvolto dalla sciarpa rossa scossa dal vento.

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Gli anni ’90 sono il momento giusto per dare avvio alla sperimentazione con la serie Tarocchi o i Segni dello Zodiaco ma solo in Archeologia del Futuro Pino raggiunge il perfetto connubbio tra pittura e fotografia nel quale il fotografo prova ad immaginare cosa accadrebbe al ritrovamento di antichi reperti in un futuro prossimo.

Archeologia del futuro

Nei primi anni del 2000, parte per conto dell’esercito italiano e realizzare reportages di guerra nei Balcani e in Afghanistan dove il burqa delle donne donne si trasformano in vortici e curve sinuose e colorate. Sembra quasi un tentativo di Pino Settanni di esorcizzare la sofferenza e la distruzione nera ed inumana di quelle popolazioni sotto assedio.

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Negli ultimi anni le nuove tecnologie fotografiche affascinano Pino a tal punto da applicarle in Mr Pop dove un piccolo ometto con la valigia in mano si perde in un mondo fantastico che fa da sfondo ai suoi viaggi in mille città, in riva al mare, alla stazione dei treni o su una gru.

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  A causa di un male incurabile, Pino Settanni muore nell’agosto del 2010.