Mostre 2016 da non perdere

Il nuovo anno è iniziato da una decina di giorni ma mi sembra che siano passati già mesi. Si incontrano persone nuove e se ne dimenticano altre, si frequentano posti diversi insieme a quelli di sempre , si ascoltano storie di anni rivoluzionari e si affrontano i pensieri più intimi. Parlo di quei pensieri che cerchi di evitare con tutte le tue forze ma che col tempo cresce e, all’ ennesima occasione, esplode. L’ unica cosa a cui aggrapparmi per ritrovare me stessa è la fotografia…guardata, studiata ed ascoltata. Infatti, per il 2016 non mi auguro diete, nuovi amori e cammini miracolosi ma di gioire, condividendola, della mia passione per la fotografia. Detto questo, mi sono appuntata in agenda un paio di mostre in svolgimento o che saranno inaugurate nel giro di pochi mesi.

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Tina Modotti, Mani di un burattinaio #29, s.d.

Reduce dalla lettura di Ritratti al vivo, diario del viaggio messicano di Weston, non potevo rimanere affasciata da una delle più grandi fotografe donna mai esistite: Tina Modotti. Compagna nel lavoro e nella vita di Edward Weston, la mostra Tina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia, nuova umanità, ospitata presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea – Casa Cavazzini e si compone di fotografie inedite, lettere e video per omaggiare l’udinese Modotti a 36 anni dall’ ultima personale. Attraverso gli scatti esposti, potrei davvero comprendere la sua anima vagabonda dal Messico alla Russia, il suo impegno sociale e politico dalla Spagna agli States a la sperimentazione artistica da sempre oggetto di grande interesse.  Mi devo dare una mossa: la mostra termina il 28 febbraio!

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© Eva Alejandra Matiz and “The Leo Matiz Foundation”

Prossima tappa, più vicina geograficamente alla precedente, sarà Frida Kahlo. Fotografie di Leo Matiz allestita presso il concept store ONO Arte Contemporanea nel cuore di Bologna. Qui verranno esposte dal 14 gennaio al 28 febbraio 35 fotografie scattate dal fotografo e amico Leo Matiz, presso la casa messicana dove visse con Diego Rivera da sposati. Lei, una roccia insormontabile fatta di grandi sofferenze ma di un cuore profondo che solo Diego Rivera seppe domare. Ho grande piacere a rivedere quelle foto già incontrare in un’afosa Milano di due anni fa. Rimasi colpita dalla forza che lo sguardo della Kahlo riesce a trasmettere: fiero e potente che lo so chi, vittima di infelici episodi, sa avere. Un’ anima affascinante e di carattere, un esempio da seguire!

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Helmut Newton, Sie kommen from the series Big Nudes, 1981

Manca ancora un pò ma è bene segnarselo già in agenda: il 7 aprile inaugurerà, a mio avviso, la mostra delle mostre, ovvero Helmut Newton. Fotografie presso Casa dei Tre Oci a Venezia. Curata da Denis Curti e Matthias Harder, nasce nel 2011 da una collaborazione con la vedova del fotografo, June Newton. Le oltre 200 immagini, sono divise in tre sezioni (White Women / Sleepless Nights / Big Nudes) che si riferiscono agli omonimi volumi pubblicati da Newton alla fine degli anni ’70. Se in White Women (1976) il nudo e l’erotismo entrano ufficialmente nel mondo della moda, nel secondo volume, Spleepless Night (1978), Newton le fotografa tra bustini e corsetti fuori dallo studio. Ultimo capitolo, nel 1981 viene pubblicato Big Nudes introducendo una novità: le gigantografie di nudi femminili in musei e gallerie.

3…2…1…si parte!