Oltre la fotografia: sound art & vaporwave

Il principio di entropia è in corso: oggi inizia un nuovo percorso chiamato Oltre la fotografia perché andrò alla ricerca di artisti e professionisti emergenti che esulano dalla fotografia e che quindi si occupano delle diverse sfumature del contemporaneo. L’onere di inaugurare questo spazio è di Pier Alfeo e Alice Palamenghi, rispettivamente rappresentanti della sound art e vaporwave.


In questi ultimi giorni, da quando Vasco Brondi alias Le luci della centrale elettrica, ha dichiarato di voler chiudere il progetto musicale che lo ha reso manifesto del disagio del primo decennio degli anni 2000, ho ripreso a canticchiare “Destini Generali”. In particolare mi colpisce sempre una frase “E’ solo un momento di crisi di passaggio, che io e il mondo stiamo attraversando” perché anche considero il mio percorso personale e professionale continuo impercettibile cambiamento, giorno dopo giorno. L’ultima trasformazione in atto riguarda il blog e le tematiche di ricerca dato che il motivo per cui è nato era sì parlare di fotografia ma a modo mio, una sorta di diario delle mie esperienze in questo campo. Di conseguenza non mi bastava più riscrivere comunicati stampa o intervistare fotografi già affermati, volevo aggiungere un altro spazio dedicandolo agli emergenti di tutta l’arte contemporanea. Ho raggiunto questa consapevolezza grazie a suggerimenti di prof e professionisti lungimiranti che esprimevano questo, l’urgenza di porre l’attenzione ai veri fenomeni del contemporaneo soprattutto nei giovanissimi andandoli a cercare nelle scuole e nei sottoscala. Da allora continuo a chiedermi: “Perché non c’ho pensato prima?”. Un’ulteriore conferma è arrivata grazie alla stesura di alcuni progetti presentati in occasione di open call (non vinte ahimè) che mi hanno permesso di scoprire altri aspetti dell’arte contemporanea come la sound art e la vaporwave. Sto iniziando a rendermi conto che non esiste solo la fotografia e che soprattutto è impossibile isolarla dalle altre espressioni artistiche.

Pier Alfeo, ph Annamaria La Mastra

Una delle mie prime piacevoli scoperte è stata la sound art le cui radici affondano nel secolo scorso con il futurista Luigi Russolo con le sue macchine del rumore per arrivare a performance di rottura come quella eseguita da John Cage che con 4’33” (1952). Da allora la sound art ha continuato a crescere riuscendo a trasformarsi sempre soprattutto grazie allo sviluppo della tecnologia abbracciando la musica elettronica. Ne è un esempio un giovanotto pugliese che ho avere piacere di scoprire grazie al suggerimento del pubblico e si chiama Pier Afeo. Pier crea sculture sonore assurde (in senso buono ovviamente) perché dall’interazione di materiali diversi come vetro, acciaio, legno e amplificatori e sound recordings. Ne è un esempio Hypodèrmide, un’installazione sonora che mi ha aperto un mondo perché la prima cosa che ho pensato è stata: “Ma che caspita è sta roba? Come è possibile? Come si fa?”. Piccole e penetranti gocce d’acqua in uroborico movimento rompono il silenzio amplificando, attraverso il software, la loro innocente potenza colpendo l’acciaio. Al confine tra l’idraulica e la sound art, l’opera di Pier si difende alla stragrande!vPier è anche un compositore di musica elettronica ed elettroacustica esibendosi in diverse manifestazioni in Italia e Europa con il suo alter ego DUBIT. Nasce come autodidatta ma attualmente frequenza il Corso di Musica Elettronica presso il Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari per affinare l’aspetto competitivo e multimediale dei suoi lavori.

Ora viene il bello perché l’altra mia grande scoperta, vera figlia del nostro tempo, è la vaporwave. Anche questa volta come nel precedente caso, è avvenuto quasi per caso nel senso che persa alla disperata ricerca di un artista per partecipare ad un bando dedicato alla video arte, scorrevo la pagina di Instagram (che è un archivio inesauribile di artisti), mi sono ritrovata visivamente “circondata” da immagini fluo, apparentemente “brutte” che sembravano uscite dagli anni 80-90, dal windows 95 o paint. Sono proprio queste effettivamente le caratteristiche principali di questa corrente musicale ed estetica/anti-estetica nata 10 anni fa circa su internet per esprimere un certo dissenso verso la contemporaneità, il consumismo e l’arte stessa e la nostalgia per quei decenni spensierati ed infantili. Poi la tragedia dell’11 settembre ha cambiato tutto. Sono tanti gli artisti che si rifanno a questo movimento e tra i giovani emergenti ho avuto modo di collaborare con Alice Palamenghi. Vive tra Brescia e Londra, Alice è una Visual 3D Designer e con i suoi lavori contribuisce in modo personale alla rivoluzione estetica dell’era Internet e del digitale. Il risultato è lo sviluppo di una nuova visione, intrisa di riferimenti artistici passati catapultati violentemente nel mondo dei nuovi media. Correte a vedere i recenti /nar·cì·ṣo/ e Glicth Soul oppure le gif come Venus e la vostra vita non sarà più la stessa!