Sulle orme di…Gianluigi Gurgigno

Ultimo post dell’anno dopo un mese un pò latitante. Voglio concludere il 2017 con un augurio particolare, ovvero di non rinunciare mai ai propri sogni, di avere la forza di crederci e provare a realizzarli uscendo dalla confort zone del posto fisso perché “ormai ho 30 e la mia vita è finita, chi me lo fa fare di cambiare, mi accontento”. Invece no! A questo proposito, oggi seguo le orme di Gianluigi, vecchia conoscenza non solo perché ci siamo incontrati in l’Erasmus in Spagna ormai 8 anni fa! All’epoca non siamo riusciti a conoscerci molto ma a distanza, tra un messaggio e l’altro, abbiamo recuperato un’amicizia scoprendo e condividendo anche la passione per la fotografia. Da lì decido di coinvolgerlo nel mio blog e dopo 4 anni da dall’intervista, sono sono cambiate un bel pò di cose nella vita e nella fotografia di Gianluigi. Sono cambiamenti importanti, quelli che ti fanno crescere anche se hai superalo i famigerati 30 anni e dovresti essere già ben navigato con moglie, figli e cani al seguito. Si tratta di cambiamenti che ti fanno diventare più consapevole e positivo nei confronti di te stesso e del mondo, grazie in particolare modo agli errori, critiche e gli aggiustamenti in corso d’opera. La voglia di mettersi sempre alla prova però non è mai mancata!

Insomma questa è la storia di Gianluigi: genovese doc, studi in Storia e Antropologia, per qualche anno a causa di motivi accademici, appende al chiodo la macchina fotografica senza però rinunciare a mostre, libri e chiacchiere con altri colleghi fotografi. Decisivo il viaggio nell’ Iran occidentale un paio di anni fa, alla scoperta di un Paese troppo spesso descritto negativamente dallo sguardo occidentale. Lì G. vede un mondo nuovo a partire dal punto di vista umano perché quel popolo gli tramette la gioia e la bellezza. Come fotografo quel viaggio rappresenta la chiusura di un cerchio perché è l’ultimo approccio “di pancia”: uno scatto libero privo di progettualità. Infatti, decide di approfondire questa fase, dire basica in un progetto fotografico, partecipando ad un workshop organizzato da Spazio Labò di Bologna a New York con la presenza del fotografo Davide Monteleone. Partendo dalla tesi di laurea, G. dà anima e corpo per un grande progetto di documentazione di un viaggio tra Stati Uniti e Cuba, in seguito alla riapertura diplomatica internazionale. G avrebbe dovuto seguire come fotografo l’orchestra cubana Ars Longa di musica rinascimentale in in tour per la prima volta negli USA  ma sfortunatamente per problemi organizzativi, non riesce a partire e pensa ad un piano B.

New York, 2016

New York, 2016

B come Buenos Aires. Lì G. sa di avere un’amica sociologa che in quel periodo si trovava in Argentina per svolgere ricerche di dottorato sulle reti di radio indipendenti che trasmettevano contro-informazione. G non ha dubbi: è la sua occasione di essere coinvolto con la macchina fotografica alla mano, in un’avventura nuova e coinvolgente. Da marzo inizia a collaborare come reporter con Barricada Tevè, piccola e combattiva emittente televisiva interessata a seguire la lotta della gente del posto per difendere i proprio diritti. L’avventura sudamericana di G oltrepassa i confini argentini e arriva in Cile dove non solo tiene un laboratorio di fotografia all’ Universidad del Desarollo di Santiago ma inizia a lavorare ad un reportage sulle domestiche del quartiere. Anche questa volta G deve mettere uno stop ma non per sempre. In futuro ci tornerà per continuare la sua storia piena di sfumature, ed ampliare lo sguardo anche verso altri Paesi dell’America Latina. Sarà un ritorno che saprà di primavera perché ha deciso di trasferirsi presto lasciando un posto fisso presso le FS per rincorrere a 35 anni il suo sogno nella fotografia. Come si può bene immaginare i preparativi non sono solo legati all’aspetto burocratico come documenti, svuotare casa o consegnare le dimissioni da lavoro. La parte più difficile sarà abituarsi ad una nuova vita a 11 mila km di distanza da amici e famiglia. Non posso che augurargli un grosso in bocca al lupo per il coraggio e la passione che nutre verso la fotografia! Bravo G!