Sulle orme di…Valeria Pierini

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Ma ciao! Buon 2017 a tutti!

Dopo una pausa un pò lunghetta e preceduta anche da un periodo abbastanza altalenante durante il quale non ho pubblicato con regolarità (colpa di impegni lavorativi, studio e blocco dello scrittore), riprendo a scrivere. Ricomincio da qui, da oggi che è il terzo compleanno del blog (auguriiiii!!!!) e festeggio l’anniversario con una piccola novità. Da qualche giorno mi chiedevo cosa stessero combinando tutti i fotografi che in questi tre anni ho intervistato e, scorrendo la home page di Facebook, mi compare un aggiornamento di Valeria Pierini. Così l’ ho contattata e mi ha raccontato del suo bellissimo e nuovissimo lavoro:progetto mappe’, in collaborazione con ZUT, ex cinema restaurato e ora centro culturale di Foligno (PG)

 

Il progetto site specific, si concentra su una mappatura poetica dei luoghi della città tramite le storie degli abitanti che sceglono di partecipare. Il progetto è stato presentato alla cittadinanza lo scorso anno grazie alla mostra personale della Pierini, “Una stanza tutta per sé”, mostra che raccoglieva i lavori già svolti in passato dall’artista e che prevedono la partecipazione delle persone (‘Io tra di voi’ e ‘The dreamers’ n.d.r.). La seconda tappa del progetto ha previsto alcuni workshop, uno già terminato, l’altro in programma nella primavera 2017. In quest’occasione saranno i ragazzi delle scuole superiori a raccontarsi e a raccontare la loro città attraverso la fotografia e la scrittura. Quanto i ragazzi produrranno sarà esposto all’interno di una mostra. “Topografia di una storia” è invece quanto produrrà Valeria Pierini, un progetto che si comporrà delle storie degli abitanti della città, ognuna legata ad un luogo che essi reputano importante per loro. Le foto di Valeria metteranno in scena ognuna di queste storie e confluiranno nella mostra e catalogo finale insieme al video dove i partecipanti raccontano le storie da loro scelte. E’ già possibile sostenere il progetto tramite il preorder del catalogo e/o del dvd nonché seguire il backstage aggiornato qui .

Eccovi in anteprima alcuni estratti delle storie e delle foto:

Annalaura

Annalaura

Annalaura. Foto di Valeria Pierini

(…) C’è quella piccola rimessa lungo la strada che sembra disegnata da un bambino; un parallelepipedo con tetto precisissimo. I mattoni regolari che odoravano di pietra bagnata e muschio, la porticina minuscola- amavo pensare fosse la casa della volpe. Tutto intorno… niente…campi a destra e a sinistro dell’incrocio, solo canne di bambù, piccoli fiumi, ma il bello era proprio questo niente che dava l’infinito a quello spazio. In inverno era bellissimo vedere queste zolle di terrà giganti, una dopo l’altra sotto un sole gelato di gennaio, spaccate e incrostate, come un oceano immobile…. E il cielo bianco secco che lo rendeva ancora più gelido. (…)

Sara

Sara

Sara. Foto di Valeria Pierini

(…) La quotidianità scivolava via lenta scandita da bronci mattutini e scalate verso il cielo, fino a quando, un pomeriggio, una voce cristallina ha invaso il mio spazio acustico.
– Tutto bene, bisogno di aiuto? –
Convinta di essere invisibile, ho ignorato il quesito.
La voce non si è arresa.
– Tutto bene lì sul tetto? –
A quel punto non rispondere sarebbe stato estremamente scortese.
Non appena affacciatami con diffidenza dalla grondaia, scorgevo un mezzobusto biondo e sorridente che mi guardava incuriosito dalla finestra di fronte.
Colta di sorpresa, improvvisavo una risposta surreale – mostravo al mio gatto come uscire sul tetto – l’annuire con empatia e il guizzo azzurro negli occhi della vicina mi hanno strappato un sorriso.
-Beh scendi a prendere un caffè dai. Suona il primo campanello in alto a destra, ti aspetto-
spinta dall’atteggiamento disinvolto e caloroso della donna, ho obbedito.
In uno stato quasi inconsapevole ho ritrovato me stessa seduta al tavolo di una perfetta sconosciuta che mi aveva aperto casa ed ascoltava con sincero interesse le mie storie. Ed in quel momento, mentre ignara sorseggiavo caffè, qualcosa, dentro di me, si è sciolto ché nonostante i pregiudizi,
le mie chiusure e il rifiuto verso Foligno e tutto ciò che la compone, la città ed i suoi abitanti mi hanno accolta ugualmente senza rancori, senza riserve, cercando di farmi sentire a mio agio e,
senza intenzione di farlo, mi hanno insegnato una grande lezione di umanità. (…)