Tomas Maggioli

14804863_1193088450749524_908862249_n

Tomas Maggioli, Direttore Artistico e Curatore del SI Fest OFF, Festival Internazionale di fotografia contemporanea e Arti Visive a Savignano sul Rubicone (FC).


1. Qual è stato il percorso lavorativo e formativo che ti ha portato al ruolo di Direttore Artistico del SI Fest OFF?

Spinto dalla passione per l’arte e la cultura, terminato il Liceo Scientifico ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Conservazione dei beni culturali Ravenna. Qui il mio interesse si è rivolto nel corso degli anni verso l’arte contemporanea e in modo particolare la fotografia scoperta  nel corso di un tirocinio universitario presso il museo della città di Rimini grazie ad una mostra fotografica dedicata alla valorizzazione e recupero di beni culturali. Da qui l’idea di riprendere e sviluppare lo stesso argomento, ampliato ed arricchito per la città di Savignano sul Rubicone con una mostra multimediale in collaborazione con il Circolo fotografico Cultura e Immagine conosciuto in quell’occasione. Ne è nata una felice esperienza che ha trovato compimento nella tesi di laurea. Da qui la conoscenza e l’amicizia con Mario Beltrambini, presidente dell’Associazione che nel 2010 ha creduto in me ritenendo che fossi la persona giusta per iniziare questa nuova esperienza artistico – culturale nella veste di direttore artistico.


2. Il Circuito OFF quando è nato e come è cambiato dalla sua prima edizione?

Il Circuito OFF è nato nel 2010 da un’intuizione di Mario Beltrambini, presidente del Circolo fotografico Cultura e Immagine, che sulla falsa riga del Voice OFF di Arles ha ritenuto indispensabile affiancare al  SI Fest, Savignano Immagini Festival di Savignano sul Rubicone una sezione di carattere sperimentale che desse spazio alla fotografia emergente e a progetti innovativi. Dalla sua prima edizione ad oggi il SI Fest OFF ha conosciuto un’importante evoluzione e crescita grazie ad un affinamento del pensiero fotografico e della ricerca sull’immagine.  Negli ultimi anni il nostro interesse si è spostato sulle arti visive in senso più ampio con un particolare interesse per quel processo di contaminazione artistica che sta alla base della cultura artistica contemporanea. A oggi, il nostro circuito indipendente, è divenuto un punto di riferimento per la fotografia italiana con un crescente interesse verso l’estero.

SiFest OFF, Piazza dell' asilo, foto di Elisa Bertocchi, 2016

SiFest OFF, Piazza dell’ asilo, foto di Elisa Bertocchi, 2016


3. SI Fest OFF e SIFEST…cosa li lega e cosa li contraddistingue?

Il SI Fest OFF, per quanto rappresenti un’emanazione del SI Fest, e ne condivida in parte la struttura organizzativa e comunicativa, si configura come una realtà indipendente sotto tutti i punti di vista, dalla scelta del tema, a quella degli artisti ed eventi collaterali, con uno spiccato orientamento non solo verso la Fotografia ma più in generale verso le Arti visive, prediligendo le opere di carattere ibrido e installativo nonché la video arte e le performance.

Presentazione del libro di Valeria Pierini "Tabula Rasa", foto di Elisa Bertocchi, 2016

Presentazione del libro di Valeria Pierini “Tabula Rasa”, foto di Elisa Bertocchi, 2016


4. Qual è la peculiarità del Circuito OFF di Savignano rispetto agli altri festival e circuiti?

Una delle peculiarità che da sempre hanno contraddistinto Savignano ed il SI Fest OFF, è stata senz’altro la sua capacità di essere innovatore e anticipatore, esplorando tematiche e proponendo mostre ed eventi estremamente contemporanei ed attuali. Il nostro circuito, uno dei primi a nascere in Italia, rappresenta un vero e proprio Festival nel Festival grazie ad una curatela attenta e sensibile ad ogni dettaglio e particolare organizzativo, dalla scrupolosa e rigorosa selezione di progetti e collaborazioni, agli allestimenti e scelta delle location, alla costruzione di un progetto grafico strettamente connesso al tema conduttore.

S.T., foto di Mario Beltrambini.

S.T., foto di Mario Beltrambini.


5. Sei anche un componente del direttivo dell’Ass. Cultura e Immagine. In questi anni quanto è stato fondamentale l’apporto dell’ Associazione sulla città di Savignano e in generale nel panorama della fotografia?

L’Associazione Cultura e Immagine, di cui oggi sono Segretario, rappresenta senza dubbio il vero motore culturale e artistico della città di Savignano sul Rubicone. Con i suoi oltre 27 anni di attività  è un pilastro, un punto di riferimento per la cultura fotografica non solo locale ma oserei dire italiana, che vanta tra i suoi soci onorari personaggi di spicco del nostro panorama, tra cui Cesare Padovani, Luigi Erba, Mario Cresci e tanti altri. Numerose le mostre di grandi autori e gli incontri organizzati dall’Associazione in collaborazione con il Centro Culturale di Palazzo Vendemini.  Di qualità e spessore è anche la proposta didattica con corsi di fotografia di vario livello, workshop e seminari. E’ dall’intuizione dei soci fondatori e grazie alla collaborazione di Lanfranco Colombo che 25 anni fa nasceva il Porfolio in Piazza oggi SI Fest.

Premiazione OFF, foto di Elisa Bertocchi, 2016

Premiazione OFF, foto di Elisa Bertocchi, 2016


6. In veste di coordinatore anche del progetto migranti “Etnografie delle città complesse”, raccontami  come nasce e quali saranno le evoluzioni.

Il progetto “Etnografia delle società complesse” , indagine e ricerca sui fenomeni migratori e sulle società multietnichenasce intorno ai primi anni 2000 all’interno di un più ampio studio sul territorio di Savignano sul Rubicone denominato Savignano Novecento comprendente  una campagna fotografica che ha evidenziato l’aspetto globale dei mutamenti avvenuti nel corso del tempo.

Da allora il quadro risulta profondamente mutato, con un incremento del fenomeno davvero significativo e una percentuale di stranieri tra le più alte della Regione Emilia Romagna.  La campagna che avrà per oggetto il territorio dell’Unione del Rubicone e Mare è volta a favorire un processo di “consapevolezza interculturale”, valorizzazione delle diversità, tavoli di discussione e apertura al dialogo tra le diverse comunità etniche. Sarà anche l’occasione per stimolare percorsi di integrazione e/o capire le difficoltà che ostacolano e impediscono gli stessi. Un censimento che prenderà in esame i principali paesi di immigrazione italiana e nella fattispecie romagnola, quali, Romania, Marocco, Albania, Moldova, Ucraina, Cina e Senegal, che indagherà il legame con i luoghi abitati, gli usi e costumi, le religioni, l’inserimento lavorativo e scolastico, e i rapporti con i familiari lontani ed il paese di provenienza. Il progetto intende creare una rete di promozione e sensibilizzazione verso le tematiche trattate attraverso la produzione di una mostra itinerante e la realizzazione di una pubblicazione.