Totally Lost: un viaggio tra le architetture totalitarie europee

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Quando ho letto la notizia pochi giorni fa riguardo la mostra Totally Lost a Forlì sulle architetture costruite durante i regimi totalitari poi abbandonate, mi sembrava molto interessante dato il fascino che provo per le opere incompiute e in disuso. Poi approfondendo il progetto, mi sono ancor più entusiasmata! Infatti, Totally Lost è il titolo di un “missione” internazionale non solo fotografica che ha visto il coinvolgimento di luoghi (300 tra industrie, ospedali e memoriali in 25 Nazioni diverse) e di fotografi all’opera (186) per un totale di 2600 scatti. La mostra-progetto, è stata curata dall’Associazione Spazi Indecisi in collaborazione con ATRIUM Architecture of Totalitarian Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory. Inoltre è possibile consultare le fotografie in un archivio online divise per Nazione, tiptologia di edificio e stato di conservazione.

© Leonardo Crociani, Falso cimitero sull' Isola di Ratonneau, Marsiglia.

© Leonardo Crociani, Falso cimitero sull’ Isola di Ratonneau, Marsiglia.

Qualche esempio? A 4 kilometri da Marsiglia, si trova l’isola di Ratonneau nell’arcipelago di Fioul dove si trova un finto cimitero fatto di croci in cemento armato. Costruito dall’esercito tedesco per depistare i bombardamenti, esso fungeva da bunker per proteggere le munizioni e le croci rappresentavano in realtà i rinforzi delle fortificazioni con cannoni. Affascinante è anche Abona Sanatorium nel piccolo villaggio di Abades, a Tenerife, nelle Isole Canarie. Edificato durante il Franchismo per isolare i lebbrosi, fu abbandonato ancora prima di essere utilizzato. In Italia sarebbe bello andare a visitare Villa Girasole, in provincia di Verona, progettata da Angelo Invernizzi tra il 1929 e il 1935. Il nome trae ispirazione dalla particolarità dell’edificio,  contenente un meccanismo in grado di ruotare a 360° seguendo il movimento del sole.

© Lorenzo Linthout, Villa Girasole, Marcellise, Verona.

© Lorenzo Linthout, Villa Girasole, Verona.

La ricerca visiva di Totally Lost, aperta al pubblico fino al 25 settembre 2016, viene ospitata in tre luoghi simbolo dell’architettura di regime: la Casa del Mutilato a Forlì, l’ ex Acquedotto Spinarello a Forlimpopoli e l’ ex Casa del Fascio a Teodorano, Meldola. Proprio da qui dalla Romagna, terra natale di Benito Mussolini, parte un racconto parallelo, fatto di due percorsi: Totally Riviera e Totally Terra. Se il primo indaga la costa, sede delle otto colonie marine di stampo fascista, il secondo porta il visitatore alla riscoperta delle ville private, case del fascio e industrie. Si tratta di un viaggio nei luoghi e nelle architetture spesso considerate “scomode” perché costruite in un particolare periodo storico che si vuole dimenticare. Da Forlì poi il progetto prenderà il volo verso l’Europa diventando itinerante alla ricerca di nuove destinazioni pronte ad accoglierlo.

Colonia marina del Fascio bolognese, Rimini, 1932

Colonia marina del Fascio bolognese, Rimini, 1932

La missione, che ha visto due open call (la prima nel 2013 e la seconda a gennaio 2016), ha voluto da una parte mappare le architetture abbandonate con l’intento di indagare il loro rapporto con il paesaggio e il contesto sociale in cui si inseriscono. Di conseguenza le domande che ne scaturiscono sono tante: data la loro condizione nata nel passato, qual è il loro legame con il presente e soprattutto con il futuro? Cosa ci rimane delle architetture del Novecento? Si può parlare di archeologia? Saranno sempre veicoli di ideologie passate oppure potranno diventare contenitori di nuove idee? E’ lo stesso collettivo Spazi Indecisi a darci la risposta: valorizzare il passato attraverso la ricerca e l’intervento di artisti, fotografi e urbanisti attuando così una rigenerazione urbana.