Un Romantico a Milano

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La settimana scorsa sono andata in trasferta a Milano, città che non avevo avuto ancora occasione di visitare. Sono partita speranzosa di vivermi una metropoli e fuggire per qualche giorno dalla calma e dal silenzio. In programma avevo musei da visitare, persone da incontrare e pagine da scrivere.

Uno dei miei primi appuntamenti è stato andare al Cinema Beltrade a vedere (finalmente) il film documentario Finding Vivian Maier (1-4). Che gioia scoprire che era ancora in programmazione! Il film, che racconta l’incredibile storia della bambinaia-fotografa di Chicago, uscì nelle sale in aprile ma non avevo avuto ancora la possibilità di vederlo. L’inizio del film è stato fra i migliori mai visti…una comicità geniale grazie alla regia che mixa sguardi interdetti, sospiri e  parole degli intervistati. Ognuno di loro (amici,  i bambini accuditi ora adulti e conoscenti) ha cercato di descriverla come strana, goffa, affettuosa ma anche dura e pazza. Ne evince una persona enigmatica nei confronti della propria vita e curiosa per quella altrui. Mi ha colpito molto la sua storia ed è davvero un peccato che sia morta poco prima della scoperta delle sue foto. Dall’ allegria iniziale, il documentario passa all’ amarezza ma termina con la speranza di condividere la scoperta di Marloof attraverso mostre e cataloghi apprezzati a livello mondiali.

 

Purtroppo non sono riuscita a visitare il Museo della Fotografia Contemporanea a Cinisello Balsamo perché distrattamente avevo segnato gli orari di apertura sbagliati…ci tenevo tanto! Sarà una buona occasione per ritornarci, no? In compenso ho visitato altre mostre molto interessanti come quella su Luca Beltrami (1854-1933) Storia, arte e architettura a Milano presso il Castello Sforzesco (5-8). Lo storico dell’arte,  architetto, museologo e incisore di fine ‘800 ha caratterizzato il volto di Milano in particolar modo la ricostruzione del Castello. Grazie a con un’attenta documentazione fotografica e disegni, incisioni, manoscritti ne ha documentato le diverse fasi di progettazione, utili a scopo conservativo. Il percorso espositivo, che si snoda in diverse sale (Sala Viscontea, Sala dei Pilastri e Sala del Tesoro), è stato curato da Silvia Paoli, storica dell’arte e conservatore del Civico Archivio Fotografico.

Altra tappa del mio tour in solitario è stata la Galleria Photology che, fino al 19 settembre 2014, ospita la mostra Frida y Diego composta da 30 affascinanti fotografie in bianco e nero (Gelatin Silver Prints, Platinum Prints). Le immagini furono scattate dall’ amico fotografo Leo Matiz nei primi anni ’40 a Coyoacan e ritraggono Frida e Diego nella Casa Azul (9-14). Osservando gli scatti si intuisce come il loro sia stato un amore travolgente ed intenso fatto di tradimenti, ammirazione reciproca nonostante la differenza di età e di esperienze che è diventato motivo di unione e stima.

La sorpresa non poteva mancare: una piccola mostra di fotografie Chi s’è visto s’è visto and this is that del designer Bruno Munari presso il Museo del Novecento, scattate da Ada Ardessi e Atto che lavorarono con Munari per molti anni. Le fotografie mostrano l’artista in espressioni ironiche ma anche malinconico come quella scattata poco prima di morire (15-19).