Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione: i vincitori della call for artist

panorami contemporanei

Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione è la seconda edizione della call for artist per fotografi e fotografe under 35 che avranno il compito di indagare le potenzialità e le criticità di aree in rigenerazione di tre città italiane: Milano, Padova e Parma. Sei i fotografi selezionati che avranno la possibilità di vivere una doppia residenza d’artista con lo scopo di raccontare nuovi immaginari e scenari per il futuro.

 

MILANO

Tomaso Clavarino

Il progetto presentato da Tomaso Clavarino si propone di indagare i quartieri in trasformazione, luoghi di transito. L’idea progettuale per la residenza, da definire nelle prossime settimane, vuole dare vita ad una narrazione visiva di alcune zone di Milano, da Comasina a Stephenson, da Rogoredo a Lampugnano, che vada ad indagare l’identità e la rappresentazione di queste aree. Un racconto che per frammenti del reale possa andare ad analizzare i confini e gli equilibri di queste aree, con uno sguardo rivolto alle comunità che vivono, subiscono e a volte sono il motore delle grandi trasformazioni urbanistiche. La percezione degli abitanti, in particolar modo gli under 30, in relazione all’ambiente e ai luoghi sarà uno dei punti fondamentali di questa ricerca.


tomaso clavarinoFotografo documentarista, con una laurea in Storia Contemporanea, nato nel 1986 a Torino, dal 2012 i lavori di Tomaso Clavarino sono regolarmente pubblicati da magazine e media come Newsweek, The New York Times, The Guardian, Der Spiegel, The Atlantic, The Washington Post, Vanity Fair, VICE, Courrier International, Gruppo L’Espresso.

In parallelo sviluppa anche progetti più personali e a lungo termine, che spesso vanno a toccare sia questioni sociali che l’indagine dei territori e della loro identità e rappresentazione. I suoi progetti sono stati esposti e proiettati in diverse gallerie, festival e spazi pubblici, come Fotografia Europea, Athens Photo Festival, Format 19, Photo Kathmandu, Les Rencontres d’Arles, Encontros da Imagem, Angkor Photo Festival.

E’ co-curatore di Jest, spazio per la cultura fotografica a Torino, e docente allo IED.

 

Simone Massafra


IMAGO PEREGRINATIONE di Simone Massafra è un progetto che trae spunto dalla Peregrinatio Mariae, in cui “l’immagine viaggia in lungo e in largo” nello spazio urbano. Peregrinor è un verbo latino e significa soggiornare all’estero, viaggiare o peregrinare (in generale), vagare o spaziare con il pensiero e con la mente, abitare come straniero e trovarsi lontano da.

Nel corso della residenza, attraverso una serie di processi di indagine e di studio del territorio milanese e sui suoi luoghi in trasformazione, Simone lavorerà su un progetto performativo partendo dalla creazione di una scultura pellegrina che diventi un “dispositivo ottico”. Si tratterebbe di un filtro tra spettatore e territorio per favorire un’esperienza intima e diretta tra opera d’arte e realtà circostante e attivare processi di coinvolgimento e ribaltamento dell’esperienza urbana. I vari momenti di migrazione dell’opera diventeranno occasione di frequentazione e incontri conviviali, simposi e conferenze aperti ai residenti, istituzioni, artisti e addetti al settore.

Per tutta la durata del progetto saranno raccolti materiali, foto, video ed immagini di archivio di persone e luoghi coinvolti nel processo di fruizione dell’opera al fine di realizzare una pubblicazione editoriale ed una eventuale installazione finale.


 

simone Mussafra

Simone Massafra, nato a Lecce nel 1984, vive a Milano e porta avanti un lavoro di indagine sull’immagine e percezione visiva entro i confini dell’opera d’arte. Utilizzando vari linguaggi riflette sul potenziale narrativo delle immagini attraverso pratiche processuali e dispositivi che raccolgono insieme libri d’artista, foto, video, testi e poesie, installazioni e performance. Ciò che caratterizza la sua ricerca è l’aspetto mutevole e mai definito dell’opera in relazione agli spazi in cui è inserita e alle relazioni che scaturiscono tra opera e pubblico.

Ha partecipato a varie masterclass e mostre collettive: Inner Landscape e Intuizione –Fondazione Lac o le Mon, S. Cesario (LE); Filing the absence (Open call)–Pinksummer Contemporary Art, Genova; DaVicino, Centrale Fotografia –Fano; Milano & Oltre –Triennale Milano; Ambienti plurali –  Museo della storia, Bologna.

 

 

PADOVA


Giuliana Conte 

Quali sono le criticità e le potenzialità dei luoghi in trasformazione nella città Padova?  Chi sono gli abitanti di questi nuovi paesaggi contemporanei? Hanno sempre vissuto lì o sono abitanti temporanei, arrivati da altri luoghi?

Durante la residenza Giuliana Conte elaborerà una mappatura delle diverse percezioni, rispetto al cambiamento degli abitanti dei condomini oggetto di studio. Si creeranno sia dei veri e propri album condominiali in cui le foto scattate saranno il risultato di rapporti e relazioni vecchie, ma soprattutto nuove, tra vicini. Un ritratto unico di tutti gli abitanti dello stabile che diventerà un’installazione effimera e prenderà il posto, per periodi determinati, dei cartelloni pubblicitari nel quartiere.

Gli abitanti ritratti tutti insieme e saranno dunque così parte attiva del cambiamento.


giuliana conte Giuliana Conte nasce a San Potito Sannitico (CE) nel 1984. Dopo una Laurea in Lingue e Letterature Straniere, un Master in Management dei Processi Creativi e diverse esperienze nella cooperazione internazionale e nella progettazione culturale, crea il collettivo artistico blee.eu, con il quale realizza azioni artistiche negli spazi pubblici.

Interessata più al processo che all’opera finale, utilizza la fotografia come strumento d’indagine per realizzare progetti di arte partecipativa, entrare in contatto con le diverse realtà che popolano il quartiere mondo, e raccontarlo insieme a chi lo abita. Quando non è in viaggio, vive nel suo paese natale, dove ha creato la residenza beyondthespace.net e si dedica alla sperimentazione di antiche tecniche fotografiche come la cianotipia e la fotoincisione.

 

Giacomo Infantino 

Durante il periodo di residenza artistica, Giacomo Infantino con il supporto di Caterina Benvegnù, indagherà i territori di marginalità urbana ed emotiva dei suoi abitanti, cercando di cogliere e catturarne le identità che vi percorrono. In particolare sarà analizzata la città di Padova, precisamente l’area di “quartiere-porta”, tra la Stazione FF.SS e il quartiere Arcella, e l’area di Piazza de Gasperi. Qui l’artista vorrebbe interpretare i luoghi del quotidiano e i suoi abitanti attraverso una chiave di lettura onirica e immaginativa, in bilico tra documentazione e finzione, nel tentativo di evincere alcuni aspetti dell’attuale contemporaneità legati al senso dell’abitare e della periferia urbana.

Il risultato del lavoro sarà una documentazione dai molteplici linguaggi in chiave immaginifica in cui Giacomo Infantino approfondirà i processi di trasformazione sociale, culturale e architettonico delle aree in questione, spesso lontane da una realtà centrale ma fondamentali per l’identità stessa di città.


giacomo infantinoNato a Varese nel 1993, Giacomo Infantino si è laureato in Nuove Tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano con una tesi sulla committenza pubblica in Italia. Successivamente prosegue, nella stessa istituzione, il Master in Fotografia e Arti Visive che lo porterà a trasferirsi all’estero per completare gli studi presso l’Hochschule Fur Grafik Und ̈Bunchkunst di Lipsia.

La sua ricerca nasce da un profondo legame con il territorio in cui vive che lo porterà a focalizzare la sua attenzione su alcuni luoghi di confine e periferici del Nord Italia e dell’Europa centrale. Attraverso la fotografia e il video realizza operazioni sul territorio intese a creare nuove forme di letture interiori e personali sulla percezione del paesaggio con l’obiettivo di trasformarle in una narrazione partecipativa in grado di esternare alcuni aspetti della contemporaneità.

 

PARMA

Giulia Bottiani

Siamo spesso chiamati a riflettere sul tema della città. Da architetto, ma soprattutto da fotografa, Giulia Bottiani ha imparato che il tempo dell’osservazione e della riflessione siano il primo passo verso la conoscenza del mondo che ci circonda. Un tempo dilatato, che trova oggi spiegazioni nei luoghi della memoria, tempo irreversibile che lascia tracce e frammenti che si ricompongono nell’armonia compositiva dell’immagine, della fotografia. Una riflessione quella sui luoghi in trasformazione che la porta a pensare al cambiamento tecnologico visivo cui siamo sottoposti ogni giorno. Un susseguirsi di immagini di sintesi, che si moltiplicano e ci inducono all’impoverimento dell’esperienza dello sguardo.

Da qui l’intenzione di analizzare i luoghi in trasformazione della città di Parma che, a partire da un’analisi storica e urbanistica, mi conduca ad elaborare una narrazione come occasione di riconquista dell’identità dei luoghi stessi. Intento del progetto di ricerca è quello di condurre lo spettatore ad una riscoperta dei propri luoghi, liberandolo dalla opacità del vedere, introducendo una riqualificazione visiva che porti ad una nuova lettura di luoghi abituali, su cui gli abitanti poggiano uno sguardo veloce.

Nella città di Parma realtà storiche e culturalmente significative possono diventare centri di rigenerazione. Dalla riscoperta della bellezza dell’edilizia popolare nel Quartiere Montanara, ad un’indagine più critica legata al rapporto tra storia della città, tra progetti di riqualificazione rimasti sulla carta e tra piccole realtà esistenti propri del Quartiere San Leonardo. Sta qui il compito del fotografo, quello di portare la propria memoria visiva e la propria esperienza a servizio di una riabilitazione dello sguardo.


giulia bottianiLaureata in Architettura presso il Politecnico di Milano, Giulia Bottiani inizia a fotografare durante gli studi universitari, maturando l’interesse verso la fotografia di architettura e del paesaggio urbano. Il percorso di studi finalizzato a sviluppare conoscenze tecniche legate alla progettazione le consente di poter dare una lettura particolare e specifica dell’architettura tramite la fotografia. Dopo la laurea ha conseguito un Master in Photography and Visual Design presso la NABA di Milano.

Nel 2016 ha lavorato da CAMERA Centro Italiano per la Fotografia a Torino come assistente curatoriale. Nel 2017 collabora con Lorenza Bravetta all’organizzazione degli Stati Generali della Fotografia indetti dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Dal 2012 ricopre ruoli di supporto alla didattica nella Facoltà di Architettura Civile e nella Scuola del Design presso il Politecnico di Milano. Ha all’attivo varie esposizione collettive e diverse pubblicazioni editoriali fra libri e riviste nel quadro del dibattito sull’architettura contemporanea.

 

Laura Fiorio

Durante la residenza a Parma, la prima ricerca di Laura Fiorio si svilupperá negli archivi della cittá e del territorio, raccogliendo testimonianze e interviste di persone incontrate in questi luoghi. Poi è prevista una rielaborazione e una messa in scena del materiale raccolto per riflettere sullo spazio e sulla sua rappresentazione.

L’indagine estetica della fotografa partirà da immagini e mappe tecniche da un lato e personali dall’altro: l’utilizzo dati e ricordi per ricreare immaginari a cui fare riferimento nel presente storico della città. Un momento particolarmente interessante per la creazione dell’immagine e dell’immaginario di una “Capitale Italiana della Cultura”.

Cosa significa, in cosa consiste e come può essere rappresentata, valorizzata e raccontata la cultura locale di una cittá italiana di oggi, ieri e domani?


 

laura fiorioDopo aver studiato a Venezia Arti Visive e dello Spettacolo (IUAV, 2007) e Nuove Tecnologie per le Arti (Accademia di Belle Arti, 2012) e a Londra Film and Interactive Media (Middlesex University, 2009), Laura Fiorio, nata a Verona nel 1985, ha iniziato la sua carriera professionale nella produzione foto e cinematografica tra Londra e Venezia.

Nel 2015 ha ricevuto il Master in Pratiche Pedagogiche e Lavoro Sociale Attraverso l’Arte (Alice Salomon Hochschule, Berlino) e ha iniziato a lavorare in progetti educativi multimediali con gruppi di persone vulnerabili (carcerate, migranti,diversamente abili, senzatetto), oltre che come fotografa freelance per diverse istituzioni culturali.

Al momento vive e lavora tra Verona e Berlino.

La ricerca artistica di Fiorio si concentra sulla cittá in trasformazione, con un particolare interesse per i temi dell’abitare, della geografia umana e degli archivi personali, dove la sfera privata diventa uno specchio per lo spazio pubblico. I suoi progetti, sviluppati attraverso narrazioni corali e non lineari, riguardano situazioni liminali e si interrogano sulle possibili cause e conseguenze sociopolitiche di uno stato di transizione.

 

Menzioni speciali 

La Commissione, composta da Luigi Ratclif (Segretario Nazionale GAI), Matteo Balduzzi (curatore MUFOCO e coordinatore scientifico delle residenze), Antonio Maria Tedeschi (tutor città di Parma), Caterina Benvegnù (tutor città di Padova), Pietro Baroni (tutor città di Milano), ha vagliato le 104 candidature pervenute e ha decretato i beneficiari delle Residenze assegnando le sedi di ricerca fotografica. Oltre ai sei vincitori, ha inoltre valutato di assegnare le seguenti menzioni speciali quale riconoscimento di merito a: Valentina Casalini, Marco Casino e Stefano Conti.

Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione è un progetto promosso dal Comune di Milano in partenariato con GAI Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani e il Museo di Fotografia Contemporanea, con la collaborazione del Comune di Padova e del Comune di Parma, e con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.