Rimango sempre stupita dalle scoperte casuali, quelle che poi ti prendono alla pancia per la particolarità della storia e non ti mollano più. E’ il caso di Vivian Maier, fotografa americana di Chicago deceduta nel 2009. Peccato che lei durante la sua vita, abbia nascosto a tutti la sua passione per la fotografia continuando a svolgere il suo lavoro di sempre, ovvero la bambinaia a Chicago.
Di carattere schivo e chiuso ma dalla spiccata curiosità scattò migliaia di fotografie immortalando con la sua Rolleiflex visi, espressioni e gesti delle persone che incontrava per strada. A volte sotto falso nome o travestendosi, si cimentò anche nel cinema realizzando video con pellicole Super8 e 16mm. Esse rivelano una profonda curiosità che guidò l’autodidatta Maier verso tutti i ceti sociali dell’ America tra gli anni ’50 e ’70.
- Vivian Maier, senza titolo, senza data
- Vivian Maier, New York, senza data
- Vivian Maier, Self-Portrait, 1954
- Vivian Maier, Self-Portrait, 1954
- Vivian Maier, senza titolo, 1978
- Vivian Maier, senza titolo, 1980
- Vivian Maier, senza titolo, 1956
- Vivian Maier, senza titolo, 1971
E allora come si è venuto a sapere la sua storia?
Nel 2007 un collezionista, fotografo e storico di nome John Maloof, alla ricerca di materiale sul suo prossimo libro sulla storia di un quartiere di Chicago, acquistò per 380$ una scatola contenente dei negativi presso una piccola Casa d’ Aste attirando l’attenzione dei critici. Da allora iniziò l’avventura alla ricerca di informazioni per ricostruire il talento del fotografo sconosciuto.
- Alcuni oggetti appartenuti a Vivian Maier come scarpe e registratori vocali
- Lettere e ricevute intestate a Vivian Maier
- Una scatola di Vivian Maier contentente alcune fotografie
Il risultato è il film un documentario a lei dedicato: Alla ricerca di Vivian Maier (titolo originale Finding Vivian Maier). Uscito recentemente nelle sale cinematografiche italiane, è stato realizzato dallo stesso Maloof e dal produttore Charlie Siskel. Il film racconta la vita della street photographer grazie ad interviste di amici e i bambini dell’epoca, oggi adulti, che ci svelano un lato sconosciuto della street photographer viaggiando per New York, Chicago e la Francia.
Oltre al film, sono stati pubblicati numerosi cataloghi dei suoi “silenziosi” lavori e tra cui l’ultimo Vivan Maier: Self-Portraits curato da John Maloof e altrettante le mostre allestiste in giro per il mondo: da Chicago a Londra, da New York a Los Angeles, da Tours a Brescia.
Foto: © Vivian Maier/John Maloof











Che immagini curiose! E tu che storia nascondi?
Continua così…è un piacere leggerti.
Rosa
io ho tante storie tutte da scoprire! 😉