Spesso si pensa che l’arte sia principalmente quella che vedi al museo o in qualche mostra temporanea, chiusa nelle quattro mura. Invece tanto di quel bene lo trovi ad di fuori magari passeggiando per le vie del centro o andando verso la periferia. Se sei di Bologna, in questi giorni avrai diverse possibilità di godere di arte pubblica e senza biglietto d’ingresso! Parlo di Cerimonia, l’installazione progettata e realizzata dai partecipanti di TRAC-Tresoldi Academy sotto la direzione creativa di Edoardo Tresoldi, il progetto CLOSE ( ) dell’Associazione e collettivo Parsec e la poster art di Cheap che torna sulle bacheche con Concertata e le fotografie di Michele Lapini.
Cerimonia di TRAC-Tresoldi Academy
Inaugurata un mesetto fa all’interno degli spazi dismessi dell’ ex Mercatone Uno in via Stalingrado, Cerimonia è la prima installazione site-specific progettata e realizzata dai partecipanti di TRAC-Tresoldi Academy sotto la direzione creativa di Edoardo Tresoldi. L’opera è promossa promossa dal network Urban Up | Unipol nasce in collaborazione del gruppo G124 voluto da Renzo Piano e in affiancamento scientifico del botanico Stefano Mancuso e ora ti spiego perché.
Cerimonia è un’installazione in rete metallica alta poco più di 5 metri che segue le forme di una facciata di un tempio classico con colonne, lesene e timpano per intenderci. Trafitta con assi di metallo, illuminato da luci al neon, l’installazione dialoga con il suo contesto e ne farà parte sempre di più perché vivrà con la precedente struttura la sua decomposizione.
Cerimonia è celebrazione dell’abbandono, è fusione tra architettura, natura, scarti industriali. Cerimonia è stata realizzata anche grazie alla partecipazione di 15 tra ragazzi e ragazze selezionati per il primo workshop che la Tresoldi Academy ha organizzato.

Conoscevo già i lavori di Edoardo Tresoldi reso celebre dalla ricostruzione della Basilica di Selinunte, e appena scoperto che una sua opera era a Bologna, sono corsa a vederla. Non ti preoccupare, c’è tempo per ammirare Cerimonia: rimarrà in via Stalingrado 31 per tutto il 2021, fino all’inizio dei lavori di abbattimento della struttura e riqualificazione dell’area da parte di Unipol. Al momento è possibile vederla solo dall’esterno attraverso una parete di plexiglass dalle 8.30 alle 24.
Close ( ) di Parsec
Vuoi diventare un voyeur dell’arte contemporanea? Bene, hai presente il MAMbo? Beh lì dietro, in via del Porto al civico 48, si trova la sede del collettivo Parsec fondato da curat*, artist*, storic* dell’arte, operat* del settore culturale e della comunicazione. Potrebbe sembrare uno scherzo e magari ti guarderai per sicurezza ma se fai attenzione vedrai una fessura illuminata sulla saracinesca. Avvicinati e guarda all’interno: piano piano entrerai in un piccolo mondo, quello di Iside Calcagnile che con Articolazione n. 2 inaugura la serie Close ( ) We’re closed, come closer.

L’onore e l’onore di inaugurare Close ( ) We’re closed, come closer è di Iside Calcagnile, una giovane artista bolognese che ha realizzato l’opera fatta utilizzando diverse tecniche e materiali come legno, pittura e stucco. Un parallelepipedo bianco al centro della stanza sui cui partono dei rami di legno e cui si riflettono ombre.
Vicino alla fessura, se ci farai caso c’è un QR code che ti permette di approfondire l’opera immergendoti nella voce di Francesca Eleonora Capizzi, che interpreta un testo da lei composto. Il monologo è una lettura sussurrata che diventa nervosa, urlata e interrotta dalla carta accartocciata e dagli strappi. Se vuoi saperne di più, approfondisci!

@ Parsec
Close ( ) We’re closed, come closer è una serie di mostre che saranno visibili nientepopodimeno che da un foro nella saracinesca dello spazio. Un nuovo progetto espositivo pensato in seguito alla chiusura di mostre e musei che dopo Iside Calcagnile, sarà la volta di Gloria Dardari.
Concertata di CHEAP e Michele Lapini
Dal 2 al 7 dicembre 2020 CHEAP, progetto di arte urbana, torna in strada e presenta CONCERTATA: corpi, lotte e alleanze con le fotografie di Michele Lapini. L’ occasione è il festival We The People, ultimo atto di Atlas of Transitions, progetto nato dalla collaborazione di diversi Paesi europei “per progettare e realizzare, attraverso diverse pratiche artistiche, esperienze innovative di interazione e reciprocità tra cittadini europei, residenti stranieri e nuovi arrivati (migranti, richiedenti asilo, minori non accompagnati e rifugiati).”

© Michele Lapini
Il corteo in commemorazione dell’uccisione di Francesco Lorusso, le manifestazioni femministe, la marcia verso la stazione di Bologna per non dimenticare la strage fascista del 2 agosto 1980 o le manifestazione di Black Lives Matter in Italia. Sono sono alcuni degli eventi fotografati da Michele Lapini che fanno parte dell’installazione di manifesti di Concertata.
- © Michele Lapini
- © Michele Lapini, 2020
- © Michele Lapini
- © Michele Lapini
Per le bacheche del centro storico di Bologna infatti potrai immergerti nelle immagini realizzate di Michele Lapini che ritraggono assemblee cittadine, proteste, azioni collettive di movimento, manifestazioni sia legate a Bologna che a livello globale.
Ognuno di questi è un atto di resistenza contro il nulla che avanza e rispondono nella pratica alla voce del verbo concertare che è sia lottare, contendere, gareggiare ma nella musica è anche preparare un complesso di musicisti all’esecuzione di un pezzo musicale. Concentrata è una proposta di lotta e opposizione ma anche di riunire, allearsi e organizzare un qualcosa di comune.



