“Monsoons never cross the mountains”, il primo libro di Camillo Pasquarelli

Copertina Monsoons never cross the mountains di Camillo Pasquarelli

Sono convinta che le storie belle e interessanti si trovano anche sotto casa ma il mondo è pieno di belle storie, perché escluderle? Una di queste l’ho trovata nel primo libro realizzato da Camillo Pasquarelli, Monsoons never cross the mountains, edito dalla casa editrice indipendente Witty Books e pubblicato nel dicembre del 2020.

Alla ricerca di Azadi

L’amore di Camillo Pasquarelli per il Kashmir nasce un po’ per caso, dopo un viaggio in India nel 2012 seguiti dagli studi di antropologia e dalla crescente necessità di raccontarlo con la fotografia. Se prima è interessato a indagare il conflitto politico tra la popolazione local e l’amministrazione indiana, successivamente cerca un approccio più personale e onirico.

Quella del Kashmir è la storia di uno dei Paesi più militarizzati del mondo, ex colonia britannica e terra contesa tra India e Pakistan fin dal 1947. In quegli anni il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite vara la cosiddetta Risoluzione 47, mai concretizzata, affinchè fossero i kashmiri a decidere in un plebiscito la propria appartenenza territoriale. Una terra unica per il suo paesaggio, clima e cultura che non trova pace, vittima dell’amministrazione indiana che dagli anni ’90 sopprime con il sangue ogni tentativo di rivolta.

Monsoons never cross the mountains di Camillo Pasquarelli

© Camillo Pasquarelli

Monsoons never cross the mountains indaga il paesaggio emotivo del Kashmir alla ricerca la sua libertà (Azadi in Urdu) attraverso gli occhi dei bambini e delle bambine. Ne nasce un racconto visivo di una guerra senza mostrarne la violenza ma che anzi, incontra lo sguardo puro dei e delle giovani kashmiri che fotografa. Loro, meglio di chiunque altro, sono testimoni della vita nella valle del Kashmir e subiscono, senza volerlo, le tristi conseguenze dovute alle scelte sanguinose degli adulti. Un’infanzia non più innocente ma che, nonostante tutto, conserva ancora la loro naturale spontaneità.

Monsoons never cross the mountains di Camillo Pasquarelli

© Camillo Pasquarelli

 

Un libro sulla visione

Sfogliare le pagine di Monsoons never cross the mountains è come intraprendere un viaggio accompagnati da Camillo Pasquarelli in persona nella storia collettiva e quotidiana del Kashmir. È come avere i suoi occhi che vedono altri occhi, occhi che a volte guardano dritto a volte sono nascosti da mani o da occhiali sole. Oppure sono occhi che non vedono più come quelli dell’anziano signore, testimone e vittima dei sanguinosi scontri degli anni ‘90 tra kashmiri e l’amministrazione indiana.

Monsoons never cross the mountains di Camillo Pasquarelli

© Camillo Pasquarelli

Il libro di Camillo Pasquarelli è un diario dove raccoglie appunti visivi della cultura kashmira e dei lutti che ogni famiglia ha subito durante quella terribile guerra civile. Ci sono fotografie vernacolari di amici e conoscenti risalenti a quel periodo raccolte durante i 5 anni di realizzazione del progetto. Ricordi intimi di un evento collettivo che amplificano così il suo significato di memoria storica.

Monsoons never cross the mountains di Camillo Pasquarelli

© Camillo Pasquarelli

La morte infatti ha un valore importante nella cultura kashmira tale da essere caratterizzata dal culto di morti, martiri che hanno sacrificato la propria vita per il raggiungimento dell’Azadi. Questi uomini divenuti santi secondo la corrente mistica islamica del Sufismo, vengono rappresentati poi in cartoline come una sorta di “santini” e le loro immagini, sporche e graffiate, vendute in prossimità delle loro tombe.

Monsoons never cross the mountains di Camillo Pasquarelli

© Camillo Pasquarelli

Monsoons never cross the mountains è un libro sulla visione, una poesia fatta ad immagini che incontra e si fonde nel carattere stesso della poesia scritta per il suo essere evocativa e non didascalica, scandita da un preciso ritmo e accostamento visivo tale da creare figure retoriche più o meno accessibili.

A sottolineare l’unicità del Kashmir è il paesaggio, una vallata circondata da montagne che la proteggono dai venti monsonici, portatori di piogge dando origine a 4 stagioni e non 2 come nel resto della penisola indiana. Le stesse montagne che si ritrovano in set fotografici tipici del Kashmir scelte come tratto distintivo di un Paese che non vuole e non può essere sottomesso.

Monsoons never cross the mountains di Camillo Pasquarelli

© Camillo Pasquarelli

Biografia di Camillo Pasquarelli

Camillo Pasquarelli, docente presso l’Istituto Quasar per il Design Avanzato di Roma, è interessato a progetti a lungo termine che adottino la fotografia come strumento di conoscenza contaminata dall’approccio autoriflessivo dell’antropologia.

Nel 2020 è è uno dei 20 artisti selezionati per il FOAM Talent ed è tra i quattro artisti selezionati da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia per il programma europeo Futures Photography. Il suo primo libro, Monsoons never cross the mountains, edito da Witty Books, è stato realizzato grazie al supporto di  CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia di Torino e il design del volume affidato a Jacopo Undari.

I suoi progetti hanno ricevuto numerosi premi come LensCulture B&W, Shortlist at PH Museum Grant, Best Rising Talent at Gomma Grant, Alexia Foundation Grant, Fotoleggendo Award, Shortlist Unseen Dummy Award. Le sue fotografie sono state esposte in festival, gallerie e musei negli Stati Uniti, Italia, Inghilterra, Australia, Spagna, India, Israele, Lituania, Malesia, Emirati Arabi Uniti.

 

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