La vita di Claudia al Parco Saraceno: “O’ POST MIO”

o post mio francesca leonardi

“La femmina più splendida di tutta la Baia Domizia” canta il cantante napoletano rock demenziale Tony Tammaro in “Patrizia”. Il litorale domitio è una zona marittima tra Caserta e Napoli caratterizzata da una folta pineta che comprende località come Baia Domizia e Pinetamare, quest’ultima a soli 15 minuti dal capoluogo campano.

Qui si trova il Villaggio Coppola, che da ridente località vacanziera degli anni ‘60 diventa uno dei più gravi esempi di abusivismo edilizio in Europa.  Da “città per l’uomo ideale, paradiso dei fiori”, Villaggio Coppola Pinetamare diventa progressivamente un luogo di degrado, povertà e abusivismo.

Qui Claudia è nata, tornata e vissuta con le sue figlie.


 

Il posto di Claudia e Francesca

Francesca Leonardi descrive O’Post Mio, libro pubblicato da Postcart Edizioni nel 2020, come il suo progetto più ambizioso, andato anche oltre alle aspettative iniziali. O’Post Mio racconta di Claudia, mamma single, che ha occupato per 20 anni uno degli appartamenti di all’interno del Villaggio Coppola Pinetamare di Castel Volturno, in provincia di Caserta a 25 km da Napoli. Parco Saraceno fu il  fiore all’occhiello del Villaggio, un quartiere terrazza sopraelevato ma anche l’area più isolata dell’intero complesso.

o post mio di Francesca Leonardi

© Francesca Leonardi

È la storia di un doppio viaggio, anzi tre: in primis nella vita di Claudia, una donna dalla combattiva vitalità che lotta contro le avversità per dare il massimo le sue figlie, per creare la famiglia che non aveva mai avuto e mantere vivo l’amore come panacea di ogni difficoltà. Poi c’è il viaggio di Francesca Leonardi che conosce Claudia per caso nel 2010 mentre stava lavorando ad un altro progetto  sull’immigrazione a Parco Saraceno.

o post mio di francesca leonardi

© Francesca Leonardi

Da allora nasce e cresce un’amicizia intensa, profonda, quasi simbiotica che porta Francesca Leonardi a vivere la vita di Claudia: dorme sul suo divano, la aiuta nelle faccende domestiche, la accompagna in auto per commissioni, vede crescere le figlie e assistere anche a violenti litigi con il compagno di Claudia. Un labile confine etico sorge tra il suo essere fotografa e l’amicizia intima con Claudia: fino a dove si può spingere la documentazione fotografica? 

o post mio di Francesca Leonardi

© Francesca Leonardi

Il terzo e ultimo viaggio riguarda il Villaggio Coppola dove Claudia ha vissuto per 20 anni e che ha lasciato i segni sul suo fisico e nella sua mente plasmandola come donna, come mamma e amica. Così come la pineta preesistente è stata stravolta e distrutta per la costruzione dell’ecomostro, Claudia è stata profondamente segnata dalle sue esperienze passate.

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© Francesca Leonardi

A soli 16 mesi viene venduta dalla madre, ritrovata a Modena nella famiglia che l’aveva comprata e, dopo aver girato vari Istituti si ricongiunge alla nonna, ahimè alcolizzata. Da qui scappa e finisce a 14 anni in una comunità di minori a rischio, a 18 anni conosce Leonardo, il padre delle sue due figlie, Alessandra e Federica, pizzaiolo e un tuttofare della Camorra finito in carcere. Dopo di lui, nel 2011-2012, Claudia incontra Ciro da cui ha un bimbo ma purtroppo non trova la pace tanto sperata: in seguito ad un violento litigio lui scappa con il figlio contro cui avvia un’estenuante guerra legale.

 

 

Il libro O’ Post Mio si divide in due parti, accanto alle fotografie scattate da Francesca Leonardi durante gli 8 anni trascorsi insieme a Claudia, e immagini che raccontano il passato di Claudia, c’è in allegato un libretto in cui l’autrice narra la sua esperienze accanto e con la sua amica. Attraverso la sua esperienza Francesca Leonardi cerca di raccontare come un territorio possa determinare la vita di una persona dove abbrutimento e abusivismo edilizio possano entrare così a fondo da condizionare le scelte di una persona.

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Il Villaggio Coppola, la “Dubai italiana”

Il Villaggio Coppola Pinetamare, è una frazione di Castel Volturno, in provincia di Caserta ed è noto come il più grande complesso abusivo d’Europa. Venne costruito negli anni Sessanta, nel pieno del benessere economico italiano, dai fratelli Vincenzo e Cristoforo Coppola di Casal di Principe in rivalità con Baia Domizia dove imprese venete avevano iniziato a costruire edifici vacanzieri.

Lo scopo dei fratelli Coppola era quello di realizzare una “Dubai italiana” con residenze di lusso, negozi, banche, scuole, darsena, porto, campi da golf e ospedali e protetta da un corpo di polizia privata. Tutto questo a soli 15 minuti da Napoli, nel cuore della natura, lontano dallo smog e dal caos cittadino.

o post mio di francesca leonardi

© Francesca Leonardi

La campagna pubblicitaria “Abitare per vivere” del Villaggio Pinetamare ebbe un grandissimo successo, enfatizzando la nascita di una città giardino in riva al mare adatta anche alle famiglie non solo per l’estate ma tutto l’anno che dava lavoro a moltissime persone. Un complesso edilizio unico nel suo genere, non di massa che prometteva una vita ideale senza preoccupazioni e con ogni tipologia di servizio. A dare ancora più prestigio al progetto della famiglia Coppola era la presenza di militari americani NATO di stanza a Napoli e il coinvolgimento di artisti, sportivi e personaggi della tv.

Still dal documentario pubblicitario “Abitare per vivere”

Purtroppo non fu così nella realtà. Tra controversie giudiziarie, crisi ambientali e tentativi di riqualificazione, il Villaggio Coppola è stato progressivamente abbandonato andando incontro ad occupazioni illegali di famiglie e singoli, povertà, degrado e criminalità organizzata.

Infatti i primi problemi arrivarono già negli anni ‘70 con le accuse di abusivismo edilizio a cui si aggiunse il terremoto in Irpinia nel 1980. Giuseppe Zambelletti, Commissario straordinario per l’emergenza sisma decise di espropriare centinaia di appartamenti per accogliere gli sfollati. Molti decisero quindi di svendere i propri appartamenti e trasferirsi altrove come Baia Domizia a cui seguì qualche anno dopo anche l’addio della NATO. Al terremoto inoltre si aggiunge un altro evento naturale il bradisismo flegreo  che comporta il sollevamente e l’abbassamento della superficie a causa di variazioni dell’attività vulcanica. Sparsa la voce a Napoli della disponibilità di case vuote, molte persone sulla soglia della povertà iniziarono ad occuparle.

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© Francesca Leonardi

 

Non sono mancati innumerevoli tentativi di riqualificazione del Villaggio Coppola e la SSC Napoli dal 2006 svolge gli allenamenti ufficiali della squadra a Castel Volturno.

Quando nel 2018 i fratelli Coppola, ovvero i costruttori dell’omonimo Villaggio abusivo, intraprendono lo smantellare degli appartamenti, Claudia aveva deciso già di andare via da Parco Saraceno. Solo così poteva avere in affido suo figlio e vivere insieme. Immagino lei davanti ai palazzoni decadenti, salutare Parco Saraceno come “O’ posto mio” e forse anche un po’ di Francesca.

 

Chi è Francesca Leonardi

Francesca Leonardi vive a Bracciano, vicino Roma, con il suo compagno, i loro due figli, 8 gatti, 5 cavalli e decine di mucche. All’età di 13 anni accompagnò sua madre in un viaggio di lavoro in Cina. Quel viaggio la aprì al mondo e le fece esplodere una grande curiosità per le culture straniere.

A 21 anni emigrò negli Stati Uniti dove rimase per i 9 anni successivi. É lí che scoprí la fotografia.

Durante il suo soggiorno a New York frequentò l’ICP (Centro Internazionale di Fotografia), studiando con Amy Arbus (figlia di Diane Arbus) ed ebbe il privilegio di conoscere e lavorare con “mostri” sacri della fotografia come Irving Penn.

Lavora a progetti a lungo termine sia in Italia che all’estero. Collabora con riviste come Internazionale, Io Donna, Gioia, Marie Claire e con organizzazioni non governative come Save the Children, AISM, Greenpeace.

‘O Post Mio è il suo progetto più personale ed ambizioso. Dal 2010 è rappresentata dall’agenzia fotogiornalistica Contrasto.

Il suo lavoro è apparso in numerose pubblicazioni stampate e web come: L’Espresso, Internazionale, The Independent The Wall Street Journal, Die Zeit, Io Donna, Gioia, Marie Claire, Foto8, Photo Raw.

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