“Opera Aperta” di Alex Majoli: la teatralità del quotidiano

© Alex Majoli Opera Aperta

Opera Aperta è il nuovo libro realizzato da Alex Majoli edito da CESURA PUBLISH, casa editrice dell’omonimo collettivo. Opera Aperta è anche uno è uno dei progetti attualmente in mostra a Fotografia Europea 2021, commissionato e prodotto da Fondazione I Teatri e da Reggio Parma Festival in collaborazione con Fotografia Europea.


La teatralità del quotidiano

A febbraio dello scorso anno, Alex Majoli era a Reggio Emilia per lavorare al suo ultimo progetto Scene, una ricerca sulla teatralità della vita quotidiana in collaborazione con la Fondazione I Teatri. Dopo qualche settimana il mondo si è fermato completamente e la Regione Emilia Romagna, diventando zona rossa, ha chiuso ogni luogo di socialità compresi i teatri. A quel punto un cambio rotta era forse sentito/dovuto/necessario ed infatti Alex e il suo assistente sono partiti per documentare cosa in quel momente stesse succedendo.

© Alex Majoli Opera Aperta

© Alex Majoli Opera Aperta

L’opera di Alex Majoli è diventata  aperta di nome e di fatto perché l’iniziale progetto è stato interrotto dalla tragicità della pandemia che improvvisamente ha spazzato via ogni programma della nostra vita privata e lavorativa.  Ognun* di noi si è adattat* e così dopo un anno il direttore della Fondazione I Teatri Paolo Cantù, decide di riprendere il lavoro anche se i teatri continuano a rimanere chiusi e la pandemia entra progressivamente nelle foto con mascherine e tute di protezione, bare e isolamento sociale.

© Alex Majoli Opera Aperta

© Alex Majoli Opera Aperta

Le scene fotografate da Alex Majoli si trasformano in palchi teatrali grazie anche ad un uso della luce in stile cavaggesco. La sensazione di confusione e incertezza di non riuscire a distinguere chiaramente la realtà dalla finzione può essere equiparata alle sensazioni dutante i primi mesi di pandemia.

© Alex Majoli Opera Aperta

© Alex Majoli Opera Aperta

In quel periodo (e forse pure ora) abbiamo spesso pensato di vivere un film di quelli brutti, apocalittici, increduli di ciò che stava succedendo. Invece lo è stato, era la realtà a cui ci siamo dovuti abituare in fretta e con fatica da cui vogliamo fuggire fisicamente e nel ricordo.

La teatralità deve restaurare e attraversare da parte a parte, esistenza e carne – Antonin Artaud 

Sono tanti i riferimenti che Alex Majoli attinge per Opera Aperta: Il teatro e la peste di Antonin Artaud, le Confessioni di Sant’Agostino, Sulla Scena della Terra di Romeo Castellucci e Sul teatro di ogni giorno di Bertold Brecht . Alex Majoli cita anche lo scrittore e artista David Campany,secondo il quale “L’arrivo di uno straniero è sempre teatrale, soprattutto perché mette in discussione le nostre presunzioni e aspirazioni” ed è quello che fa Majoli che arriva, e nell’attesa con la sua fotografia “costruisce un palcoscenico in cui accoglie e mette in relazione i personaggi, attori di sé stessi in cerca della trama della loro vita.”

In fondo anche Luigi Pirandello affermava in Sei personaggi in cerca d’autore “La vita, mia cara, è un palcoscenico dove si gioca a fare sul serio.”

 

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Chi è Alex Majoli

 

All’età di 15 anni, Alex Majoli entra a far parte dello Studio F45 di Ravenna, affiancando Daniele Casadio. Mentre studiava all’Istituto d’Arte di Ravenna, entra a far parte dell’Agenzia Grazia Neri e si reca in Jugoslavia per documentare il conflitto. È tornato molte volte negli anni successivi, coprendo tutti i principali eventi in Kosovo e Albania.

Majoli si è diplomato alla scuola d’arte nel 1991. Tre anni dopo, ha realizzato un ritratto intimo della chiusura di un manicomio sull’isola di Leros, in Grecia, un progetto che è diventato l’argomento del suo primo libro, Leros.

© Alex Majoli Opera Aperta

© Alex Majoli Opera Aperta

Nel 1995 Majoli si reca in Sud America per diversi mesi, fotografando una varietà di soggetti per il suo progetto personale in corso, Requiem in Samba. Ha avviato il progetto Hotel Marinum nel 1998, sulla vita nelle città portuali di tutto il mondo, il cui obiettivo finale era quello di realizzare uno spettacolo teatrale multimediale. Nello stesso anno ha iniziato a realizzare una serie di cortometraggi e documentari.

Dopo essere diventato un membro a pieno titolo di Magnum Photos nel 2001, Majoli ha seguito la caduta del regime talebano in Afghanistan e due anni dopo l’invasione dell’Iraq. Continua a documentare vari conflitti in tutto il mondo per Newsweek, The New York Times Magazine, Granta e National Geographic.

© Alex Majoli Opera Aperta

© Alex Majoli Opera Aperta

Majoli, in collaborazione con Thomas Dworzak, Paolo Pellegrin e Ilkka Uimonen, ha avuto una mostra e un’installazione di grande successo Off Broadway a New York nel 2004, che ha viaggiato in Francia e Germania. Successivamente è stato coinvolto in un progetto per il Ministero della Cultura francese dal titolo BPS, o Sistema di Bio-Posizione, sulla trasformazione sociale della città di Marsiglia. Il suo progetto, Libera Me, è una riflessione sulla condizione umana.

(Fonte: Magnum Photos)

In copertina: © Alex Majoli Opera Aperta

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