È sempre affascinante osservare fotografie del nostro passato storico e riscoprire aspetti sconosciuti! Infatti, dopo gli scatti a colori di Robert Capa, un’altra mostra, da poco inaugurata a Milano, ha attirato la mia attenzione portandomi a programmare presto un altro viaggio nel capoluogo lombardo. Si tratta di War is over! ospitata presso la Fondazione Forma Meravigli, nel cuore di Milano che, dopo Vivian Maier, continua ad allietare la scena culturale lombarda fino al 10 aprile 2016. Gabriele D’Autilia ed Enrico Menduni ne sono i curatori della mostra War is Over! in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto con il patrocinio dell’Università degli Studi Roma Tre e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
- Un casto bacio alla partenza per il fronte, sotto lo sguardo del ministro della propaganda di Salò, Ferdinando © Istituto Luce – Cinecittà Mezzasoma, 16 ottobre 1944
- Dopo il bombardamento, 1941 © Istituto Luce – Cinecittà
- Donne pregano tra le rovine della chiesa di S. Anna, Cagliari, febbraio 1943 © Istituto Luce – Cinecittà
Qui si mostra l’ Italia del Dopoguerra liberata dai tedeschi grazie all’arrivo delle forze alleate americane focalizzando l’attenzione dal 1943, anno dello sbarco degli alleati americani, e il 1946 anno della nascita della Repubblica Italiana. È un’Italia vista da due occhi diversi ma complemantari, infatti si mette a confronto due punti di vista diversi: l’Istituto Luce con foto in il bianco e nero e Signal Cops dell’esercito americano attraverso immagini a colori. In particolare, parte degli scatti realizzati dell’Istituto Luce presenti in mostra, provengono dal “Reparto Guerra Riservati”, contenente negativi bloccati dalla censura mentre le foto del Signal Cops fanno parte di un raro fondo conservato presso la National Archives and Records Administration (NARA) di Washington.
- Un soldato statunitense in posa con le cartucciere e il vessillo dell’Artiglieria © National Archives And Records Administration
- Un’ausiliaria americana conversa con alcune contadine in abito tradizionale di un villaggio dell’Appennino, Aiello del Sabato (Avellino), 1944 © National Archives And Records Administration
- La cantante e attrice Marlene Dietrich, di origine tedesca, tiene uno spettacolo per i soldati americani feriti in un ospedale militare sul fronte italiano, maggio 1944 © National Archives And Records Administration
Le 140 immagini si snodano in 10 sezioni: Due diversi sguardi, La guerra non è come un film, Vincitori e vinti, Bel Paese, Volti di guerra, Il dolore, Amore e guerra, Consolazioni e divertimenti, La resa dei conti, Rinascere. Ne scaturisce l’immagine di un’Italia in frantumi a causa della guerra ma diventa anche l’occasione per dimostrare come, quando e in che modo gli americani hanno esportato il loro modo di vivere patinato e trionfante. A completare l’esposizione, saranno proiettati tre video, con la regia di Roland Sejko, girati da registi Hollywoodiani ingaggiati nel reparto Signal Cops in occasione della liberazione per documentare l’euforia degli italiani ma con una speciale attenzione alla città di Milano.
In copertina: Cessate le ostilità, soldati americani e civili italiani assistono a una gara motonautica, Gardone, Lago di Garda, luglio 1945 © National Archives And Records Administration





