Cosa rendono complessi i nostri tempi? 3 mostre da non perdere

Per questo novembre che volge a conclusione, vi consiglio tre mostre da non perdere per iniziare a riflettere su cosa rende davvero complessi i nostri tempi: The consequences di Stefania Prandi a Bologna, Un mondo a parte: l’inferno di Moria. La vita in un campo profughi di Salvatore Cavalli a Modena e Sorrisi dal mondo di Mimmo Fabrizi a Venezia.

La scorsa settimana abbiamo parlato di Tempi Complessi, progetto curato dalla Fondazione Studio Marangoni e promosso dalla Regione Toscana dedicato ad artisti emergenti under 35. e cosa li rende tali. Immigrazione, integrazione, discriminazione di genere e senso di comunità sono i principali temi che hanno mosso i giovani talenti ora in mostra (fino al 7 dicembre presso il MAD Murate Art District di Firenze) nella realizzazione dei loro progetti. Da allora ho iniziato a riflettere sui nostri tempi e delle problematiche irrisolte e per coincidenza mi sono ritrovata a partecipare alla presentazione del volume Susana Chávez, Primera tormenta. Ni una mujer menos, ni una muerta más, a cura di Chiara Cretella qui a Bologna, dedicata alla poeta e attivista messicana uccisa e mutilata a 36 anni.

 

Le mostre da non perdere

The Consequences
Stefania Prandi
La Quadreria, via Marsala 7 Bologna

Una prima risposta alla domanda “che cosa rende complessi i nostri tempi?” l’ho trovata in occasione dell’inaugurazione della mostra The Consequences di Stefania Prandi, giornalista, scrittrice e fotografa seguita alla presentazione del libro sulla Chávez. Curata da Chiara Cretella e presentata dall’ Associazione Culturale Dry-Art. , la mostra si compone di immagini e testi raccolti durante 3 anni di lavoro per raccontare le famiglie delle vittime del femminicidio e della violenza di genere. L’esposizione vuole essere l’occasione per riflettere a partire dal termine “femminicidio”, ovvero l’uccisione oppure la scomparsa di una donna per motivi di genere, di odio, disprezzo, piacere o senso del possesso, e dell’errata comunicazione.

Bisogna riflettere e comprendere nel rispetto di chi rimane ovvero di madri, padri, sorelle e figli, e dei ricordi legati alla persona uccisa. Contraddistinti da una forza unica al mondo, i familiari delle vittime devono affrontare processi mediatici votati spesso alla spettacolarizzazione, tribunali e sostenere ingenti spese legali. Nonostante tutto combattono scrivendo libri, organizzando incontri e diventando attiviste come Giovanna Ferrari, madre di Giulia Galiotto, Renza Volpini, madre di Jessica Poli e Marisa Golinucci, Presidente Associazione Penelope Emilia-Romagna e madre di Cristina Golinucci


La mostra è aperta fino al 7 dicembre ad ingresso gratuito ai seguenti orari: Lunedì 10-13, Martedì/Mercoledì/Venerdì 15:30-19, Giovedì 10-12.30 e Sabato 10-19 

 

 

Un mondo a parte: l’inferno di Moria.La vita in un campo profughi
Salvatore Cavalli
Spazio espositivo Tunnel, ex ospedale Sant’Agostino 
in largo Porta Sant’Agostino 228 Modena

Dopo Bologna, Potenza e Briga novarese, inaugura a Modena domani 21 novembre Un mondo a parte: l’inferno di Moria. La vita in un campo profughi  del fotoreporter Salvatore Cavalli. La mostra fotografica, prodotta dalla Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata, è organizzata con Casa della Pace di Modena e Ago | Modena Fabbriche Culturali nell’ambito delle iniziative che precedono l’edizione 2019 del Festival della Migrazione: numeri, volti e proposteLe 12 fotografie in bianco e nero sono accompagnate da alcuni disegni realizzati dai bambini che vivono nel campo profughi di Moria grazie ai pennarelli e quaderni raccolti dalla Fondazione Città della Pace lo scorso anno.

Salvatore Cavalli Lesbo

© Fondazione Città della Pace

Salvatore Cavalli vuole raccontare il campo profughi nell’isola di Lesbo in Grecia, che accoglie migranti provenienti dai balcani ma anche da Afganisthan e Siria. La capienza massimo del campo di accoglienza di Moira è di circa 3000 persone ma secondo l’UNHCR Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati sono molte di più (12000 circa) accampati anche fuori dal recinto del campo. Si può ben immaginare che le condizioni igienico-sanitarie ed alimentari sono molto gravi a cui si aggiungono sconti tra le diverse comunità e le lunghe attese da parte delle autorità per la domanda di asilo o ricongiungimento familiare. Se vi va, guardate anche il reportage di Diego Bianchi andato in onda a Propaganda Live un mesetto fa sulla situazione degli hot spot Lesbo.


La mostra sarà visitabile fino all’8 dicembre 2019 secondo i seguenti giorni e orari di apertura: da lunedì a sabato 8.30 – 19.30 e domenica e festivi 9.30 – 19.30

 

 

Sorrisi dal mondo
Mimmo Fabrizi
Emergency Venezia, via della Giudecca 212 Venezia

Quest’anno ho deciso di dare una nuova direzione non solo al blog ma anche nella mia vita privata e visto che il Natale si avvicina e con esso anche l’ansia da regalo, ho pensato di fare qualcosa che abbia un senso. Ho deciso di contribuire alla causa Emergency,  e, mentre navigavo sul sito, ho trovato questa mostra: Sorrisi dal mondo del fotografo Mimmo Fabrizi presso presso la sede di Emergency di Venezia. Pensando alla recente alluvione di Venezia e alla missione di Emergency di curare le vittime di guerra, mine antiuomo e povertà, è difficile sorridere.

Rispetto alle mostre e gli eventi precedentemente organizzati in cui si sono presentate le drammatiche conseguenze della guerra e della povertà, le fotografie di Mimmo Fabrizi invece vogliono essere un messaggio di pace e positività perché il sorriso è un’espressione del volto umano che accomuna tutti ed è comprensibile anche a chi non parla la tua stessa lingua. I ritratti esposti sono di persone incontrate nei moltissimi viaggi fatti da Mimmo, da Cuba al Tibet attraversando l’Africa come finestre verso il mondo.


La mostra fotografica sarà visitabile, fino al 14 dicembre 2019 ai seguenti orari: lunedì-giovedì 10-13/15-18 e venerdì 11-13/15/16. Per informazioni scrivere a infovenice@emergency.it

 

Foto copertina: © Stefania Prandi, The Consequences