Tempi Complessi: la fotografia come veicolo d’integrazione dei linguaggi

Cosa rendono complessi i nostri tempi? Da oggi 14 novembre ore 17.30 fino al 7 dicembre 2019 è possibile scoprirlo visitando la mostra Tempi Complessi: la fotografia come veicolo d’integrazione dei linguaggi a cura di Fondazione Studio Marangoni di Firenze. L’evento è ospitato negli spazi espositivi de MAD Murate Art District e si sviluppa all’interno di #toscanaincontemporanea2019, bandi promossi dalla Regione Toscana mirati all’arte contemporanea e a sostenere artisti emergenti, e in collaborazione con Comune di Firenze, Giovanisì Toscana e MUS.E Musei // Eventi Firenze.


Perché Tempi complessi?

Le cronache quotidiane sono (ahimè) colme di notizie che raccontano episodi di discriminazione sull’identità di genere, immigrazione e differenze sociali. Lorenzo Ermini, Sara Esposito e Olga Mazzolini, il Collettivo Made in Prato (composto da Chiara Pirra, Michele Lapini, Max Cavallari, Giulia Deganello e Erica Giacomazzi), Eleonora Quadri e Francesca Zagni sono i vincitori dell’open call indetta dalla Fondazione Studio Marangoni per realizzare progetti ad hoc che raccontino appunto i Tempi Complessi in cui viviamo. 

La fotografia, unita ad altri linguaggi espressivi tradizionali o digitali come dipinti, fumetti e proiezioni multimediali, diventa metafora di integrazione e inclusione dei nostri tempi complessi. Oltre allo sviluppo del progetto e alla mostra sono previste due “Open Class” sabato 23 novembre e sabato 07 dicembre presso la Fondazione Studio Marangoni, durante le quali gli artisti vincitori dell’open call presenteranno i loro progetti e spiegheranno come sono stati sviluppati.

Ancora una volta la Fondazione Studio Marangoni, centro dedicato alle arti figurative e nello specifico alla fotografia contemporanea fondata nel 1989 dal fotografo Martino Marangoni, si dimostra estremamente sensibile alla promozione di talenti emergenti come dimostra anche un’altra conoscenza del blog, Simone Donati fondatore del collettivo TerraProject.


Artisti e progetti in mostra

La mostra è la tappa conclusiva del progetto Tempi Complessi nato da un’ open call per artisti emergenti under 35 sulle tematiche di attualità e i progetti vincitori del bando si sono distinti infatti per la particolare combinazione e contaminazione dei mezzi di espressione utilizzati, dalla pittura al video, dal disegno alla scrittura. Lo scopo è stato quello di raccontare la complessità dei tempi attuali proprio afferma Lorenzo Ermini (1996, Montevarchi AR), diplomato in pittura dell’Accademia di Belle Arti. Il giovane artista infatti per il suo lavoro 5,4×10−44 s, ha voluto utilizzare la fotografia come traccia per realizzare dipinti e video per raccontare la duplicità del tempo. Da una parte il tempo fisico legato appunto allo spazio che ci circonda e dall’altra quello interiore relativo ai sentimenti. Cosa se non gli album di famiglia sono contenitori di entrambi i tempi? Le fotografie, scattate fisicamente in un luogo, sono anche custodi di ricordi, culture e identità soprattutto per chi emigra in Italia cercando rifugio e protezione.

 

Lorenzo Ermini, 5,4×10−44 s

Lorenzo Ermini, 5,4×10−44 s

 

Sara Esposito (Napoli 1988), fotografa, e Olga Mazzolini (1988), illustratrice e fumettista, hanno unito le loro forze creative per raccontare la comunità sportiva del Centro Storico Lebowski (CSL) di Firenze. Fondata del 2010 dal gruppo di Ultras Ultimi Rimasti della curva Moana Pozzi e atleti, dirigenti e simpatizzanti, la piccola società fiorentina vuole diffondere nuovi e sani valori di un modello di calcio contro le dinamiche insane di quello attuale come il senso di comunità e solidarietà, autofinanziamento, divertimento. In mostra ci saranno le fotografie realizzate negli anni da Sara Esposito e le illustrazioni di Olga Mazzolini che andranno a comporre la pubblicazione Centro Storico Lebowski [Manuale d(‘)istruzione calcistica] per contribuire al finanziamento delle attività del CSL dal campionato alla scuola calcio per i più piccoli.

Sara Esposito e Olga Mazzolini, Centro Storico Lebowski

Sara Esposito e Olga Mazzolini, Centro Storico Lebowski

Eleonora Quadri (1986), insegnante di Storia dell’Arte e fotografa, si è “introdotta” in case private i cui proprietari utilizzano videocamere di sorveglianza per riflettere criticamente sul tema della privacy e del contatto umano. Per il progetto Mi prendo cura di te, Eleonora ha realizzato video all’interno di privati in loro assenza, inserendo elementi di disturbo come un cane lupo che passeggia tranquillamente o una civetta che fissa la telecamera e interviste a persone sul bisogno di sistemi di sorveglianza. In più durante  l’inaugurazione di oggi ci sarà una performance della danzatrice Viola Ongaro che darà vita ad un’improvvisazione all’interno del MAD ma sarà visibile solo attraverso uno schermo collegato ad una videocamera di sorveglianza. 

Eleonora Quadri, Mi prendo cura di te

La fotografa Francesca Zagni (Firenze, 1990), ha deciso invece di approfondire la definizione di Maschi e Femmine in questo 2019 così complesso. In famiglia o altri ambienti si tende a influenzare il carattere del bambino o della bambina i gusti, i vestiti, i giochi del piccolo individuo appena nato in base al sesso. Per Francesca Zanni però non è stato così perché i suoi genitori l’hanno lasciata libera di esprimersi come preferiva evitando ogni tipo discriminazione. Il progetto unisce fotografie di archivio di altri ragazzi che hanno vissuto la stessa esperienza personale della fotografa, e autoritratti inediti dove l’immagine femminile di Francesca Zagni si sovrappone ad altre maschili non riuscendo però a distinguere  l’uno dall’altro. Si è prima di tutti degli individui nei quali la componente maschile e femminile si intrecciano senza divisioni precise.

 

Francesca Zagni, Maschi e Femmine

Francesca Zagni, Maschi e Femmine

 

Infine il Collettivo Made in Prato composto dai fotografi Chiara Pirra, Michele Lapini , Max Cavallari e dalle artiste multimediali Giulia Deganello e Erica Giacomazzi Lavorando sugli aspetti sociali, culturali, politici ed economici di Prato, gli artisti hanno tentato di capirne le dinamiche di integrazione di una delle comunità cinesi più grandi in Italia. Si ridisegna così una nuova geografia culturale e urbana partendo appunto dall’integrazione di culture coesistenti, italiana e cinese in questo caso, e di approcci espressivi dalla fotografia all’antropologia fino ad arrivare alla politica. Made in Prato è immagine, video e installazione ma anche una piattaforma online che ospiterà i singoli progetti, disponibili per pubblicazioni, mostre ed eventi pronti a stimolare nuove riflessioni. 

Lorenzo Ermini, 5,4×10−44 s, 2019

Chiara Pirra, Made in Prato