Il Capodanno Cinese a Prato con Dryphoto

Il 25 gennaio 2020 è la data ufficiale del Capodanno cinese e ha dato inizio all’anno del topo. A causa dell’epidemia di coronavirus molti dei festeggiamenti nelle diverse città italiane sono stati annullati. Tra queste c’è Prato che ospita una delle più grandi comunità cinesi in Italia e ha sede Dry Photo Artecontemporanea, spazio no profit nato nel 1977 attualmente diretta da Vittoria Ciolini conosciuta durante il corso ICON a Modena.

 

Capodanno Cinese a Prato con Dryphoto

I festeggiamenti per il Capodanno cinese si svolgeranno a Prato l’1 e il 2 febbraio coinvolgendo oltre a Dry Photo Artecontemporanea, anche altre associazioni del territorio come Viaggi e Scoperte, Chì-Na, Circolo Curiel e Punto Luce – Save the Children Prato sotto il patrocinio del Comune di Prato. Il programma prevedeva inizialmente molti eventi come proiezioni, sfilate, colazioni, laboratori e musiche ma alcune di queste purtroppo sono state annullate in solidarietà alla cittadinanza cinese vittima dell’epidemia di coronavirus.

Dryphoto Artecontemporanea a suo modo partecipa con due interventi con e a cura dell’artista Ai Teng.

 

Stampe Nianhua

Stampe Nianhua © Dryphoto

 

Il primo evento si terrà domenica 2 febbario ore 9.30 un’installazione di 716 stampe  nianhua lungo via Pistoiese, nel quartiere del Macrolotto Zero cuore della comunità cinese. Le stampe sono state realizzate a mano e provengono da Yangjiabu, quartiere di Zibo che è uno dei luoghi di produzione più importanti. Le Nianhua sono l’augurio tradizionale per il buon anno e le persone potranno prenderle e portarle con sé. In più confermata per venerdì 31 Gennaio ore 21.15 la proiezione al Centro Pecci Cinema del film “Il Drago di Romagna” e le visite guidate al Tempio Phua di Prato e a tombola del Dragone al Circolo Curiel.

 

 

Dryphoto Artecontemporanea

 

Ai Teng  è una delle partecipanti all’ultima edizione de La via della Cina, insieme al duo Chiara De Maria-Andrea Palumbo e Magda Typiak, progetto organizzato da Dryphoto Arte contemporanea. La Via della Cina, curato da Filippo Maggia, è una campagna fotografica nel quartiere del Macrolotto Zero, dove vive la maggior parte della comunità cinese caratterizzata da degrado e criminalità. Lavorare su questa tematica rappresenta una sfida per tutti i soggetti coinvolti, una sfida che è più sinonimo di incontro che di conflitto e scontro vero e proprio.

 

la via della cina

La via della Cina 2019: © Teng Ai, Chiara De Maria-Andrea Palumbo e Magda Typiak

 

Territorio, multidisciplinarietà e interventi site specific sono le parole chiave che descrivono al meglio Dryphoto Artecontemporanea di Prato come dimostrano altri progetti realizzati in passato come Guardare al paesaggio (2016) o Piazza dell’Immaginario, nato nel 2014 con l’obiettivo di rendere più accogliente il quartiere dove ha sede Dryphoto grazie all’intervento di artisti di diverse discipline avvicinando così le persone locali. Un’invasione artistica di uno spazio pubblico dove, nel suo piccolo, convivono una pluralità di culture.

piazza dell'immaginario

Piazza dell’Immaginario, Prato © Dryphoto

 

 

La fotografia come metafora del reale

 

L’esempio di Prato, del Capodanno cinese e dei progetti realizzati da Dryphoto Artecontemporanea mi ha dato l’occasione per riflettere sul ruolo della fotografia contemporanea che, a mio avviso, è sempre più da intendersi come strumento di analisi di un territorio. Il territorio pratese in particolare è caratterizzato dalla convivenza multietnica in costante e veloce cambiamento. Quando si parla di società multietnica, siamo portati ad associare il concetto di integrazione invece che di interazione. Se l’integrazione comporta l’aggiunta di un qualcosa ad un altro, l’interazione invece pone sullo stesso piano le diverse parti coinvolte che si influenzano e di modificano a vicenda.

L’arte è l’unico strumento capace di mostrare la realtà e le sue possibilità oltre qualsiasi tipo di convenzione. A conferma di questa necessità posso citare anche un altro lavoro che di recente ho avuto modo di conoscere: Made in Prato dell’omonimo collettivo formato da dai fotografi Chiara Pirra, Michele Lapini , Max Cavallari e dalle artiste multimediali Giulia Deganello e Erica Giacomazzi.

Attraverso una piattaforma multimediale, Made in Prato ha raccontato,  cosa sono per loro i tempi complessi di oggi utilizzando appunto la fotografia e le arti visive come esempio di interazione dei linguaggi per diventare di conseguenza esempio di interazione tra le persone. Si ridisegnare così una nuova geografia umana non più basata sui meri confini geografici ma sulle persone e le loro affinità.