In questi ultimi mesi si è spesso parlato della crisi idrica in Basilicata, Regione che dei suoi 4 fiumi che l’attraversano ne ha fatto un simbolo (sono infatti protagonisti nello stemma): il Basento, il Sinni, il Bradano e l’Agri. Se l’acqua della Camastra scende fino a scomparire, emergono però decenni di cattiva (o assente) manutenzione, infrastrutture obsiolete e classe politica distratta. Coincidenza vuole che una settimana fa è stata inaugurata la mostra Cronache d’acqua – Immagini dal Sud Italia presso le Gallerie d’Italia di Torino e uno dei progetti in mostra racconta di un’altra zona della Basilicata. il Vulture. Potevo io esimermi dal raccontarlo? Ovviamente no!
Racconti sull’acqua, dalla siccità agli sprechi
Cronache d’acqua – Immagini dal Sud Italia è la seconda edizione del progetto commissionato ad un gruppo di fotografe e fotografi dalle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e con la collaborazione editoriale di Green & Blue.
Il tema di entrambe le edizioni è l’acqua protagonista assoluta che viene raccontata nel suo intero ciclo di vita, della siccità e di alluvioni che, a causa del cambiamento climatico e antropizzazione del territorio, da elemento donatrice di vita diventa forza distruttrice di cui avere paura. Si parla anche di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

Se nel 2023 la ricerca si era focalizzata sul Nord Italia coinvolgendo dieci fotografe e fotografi del collettivo Cesura che accompagnavano le parole di altrettante scrittrici e scrittori, questa nuova edizione prevede la partecipazione di cinque autrici e autori. Cosimo Calabrese, Valeria Cherchi, Eleonora D’Angelo, Giulia Parlato e Roselena Ramistella che, con un approccio visivo diverso l’uno dall’altra, hanno raccontato dieci storie legate a questo elemento naturale, coprendo tutte le Regioni meridionali. La mostra sarà visibile in proiezione nella sala immersiva della sede torinese delle Gallerie d’Italia fino al 12 gennaio 2025 .
Quali sono i progetti dell’edizione 2024?
Per l’edizione 2024 le Gallerie d’Italia ha coinvolto 5 fotografe e fotografi, ovvero Cosimo Calabrese, Valeria Cherchi, Eleonora D’Angelo, Giulia Parlato e Roselena Ramistella: scopriamo i loro progetti.
Partiamo dalla Puglia: Giulia Parlato ha realizzato due progetti, Taranto sotterranea e L’acquedotto pugliese. Nel primo la fotografa ci porta alla scoperta degli ipogei di Taranto dove l’acqua scorre e sfocia poi nel Mare Piccolo, una laguna costiera a nord della città e dell’Acquedotto Pugliese fondato negli anni Trenta con lo scopo dell’ approvvigionamento idrico autonomo per le terre dal Gargano al Salento.
- © Giulia Parlato, Acquedotto del Triglio, Taranto, 2024
- © Giulia Parlato, Depuratore, sede tecnica dell’acquedotto pugliese, Bari, 2024
Valeria Cerchi racconta la sua Sardegna attraverso Wetlands e L’isola dei laghi: da una parte ci sono le aree umide a Campidano di Oristano, tutelate dalla Convenzione di Ramsar in quanto serbatoio di biodiversità che mitiga la crisi climatica; dall’altra la storia incredibile del Lago Omodeo, il più grande lago artificiale d’Europa nato nel 1917 che, nei periodi di secca vede riaffiorare insediamenti nuragici, la foresta tropicale fossile antica circa 20 milioni di anni e il paesino di Zuri.
- © Valeria-Cherchi, Salicornia in fiore nella zona del punto osservazione avifauna nel pressi della Torre Vecchia, Marceddì (Oristano), 2024
- © Valeria Cerchi, Diga Elenora d’Arbore, struttura esterna, Busachi (Oristano), 2024
Roselena Ramistella ci porta a bordo de La nave dell’acqua ovvero la nave-cisterna Marnavi che trasporta acqua potabile da Napoli fino alle isole di Salina e Lipari; in Arsura c’è una Sicilia che vive da oltre due anni una situazione critica con laghi prosciugati e acqua razionata per le persone e gli animali nelle città di Enna, Agrigento e Caltanissetta.
- © Roselena Ramistella, Agricoltore nella Piana di Gela, Caltanissetta, 2024
- © Roselena Ramistella, Operaio della nave cisterna Marnavi, Napoli-Isole Eolie, 2024
Infine Eleonora D’Angelo in Incanto racconta il rapporto di Napoli con l’acqua e le sue fontane che sono parte integrante della storia cittadina e portano la firma anche di celebri artisti come Gian Lorenzo Bernini e Domenico Fontana; L’isola che annega invece è dedicato agli effetti dell’over tourism durante i mesi estivi su Capri, un fenomeno che rischia di compromettere l’equilibrio del territorio.
- © Eleonora d’Angelo, Fontana del Nettuno, Napoli, 2024
- © Eleonora D_Angelo, Gelato al limone, Capri (Napoli), 2024
Lungo la fiumana e L’economia dell’acqua di Cosimo Calabrese coprendo la Calabrie e Basilicata. In Lungo la fiumana, il fotografo racconta della zona della Bovesia, la Calabria Greca che da sud a nord attraversa l’Aspromonte fino a sfociare nel Mar Ionio. Della Basilicata invece approfondiamo il progetto nel prossimo paragrafo.
L’economia dell’acqua di Cosimo Calabrese
Il Vulture è un’area a nord della Basilicata, nella Provincia di Potenza, molto ricca geologicamente di sali minerali per la presenza di un vulcano spento dall’era preistorica. Tale ricchezza si riversa nell’acqua che dalle profondità nutre il terreno, gli uliveti e vigneti di cui l’Aglianico ne rappresenta un eccellenza.
Conosciuta come “l’oro blu del Vulture”, l’acqua svolge in Lucania un ruolo centrale anche per l’economia locale essendo qui commercializzate acque distribuite in tutto il territorio nazionale come la Lilia.

© Cosimo Calabrese, Venosa Paolo Chiarito, viticoltore della zona del Vulture, Potenza, 2024
Nel Vulture è infatti custodito il più grande bacino idrico d’Italia che comprende il 30% delle riserve nazionali ed è circondato da un paesaggio naturalistico altrettanto ricco, tale da essere riconosciuta area protetta. Ne è testimonianza il Lago di Monticchio, meta turistica dal sapore decadente, su cui si specchia l’Abbazia di San MIchele Arcangelo, sorta intorno a una grotta abitata da eremiti basiliani, viene edificato dai francescani a partire dal XVII secolo.
Questo è il contesto in cui si muove Cosimo Calabrese, tra il verde della natura rigogliosa e selvaggia e il blu delle sorgenti di acqua. Il fotografo registra i segni lasciati dal vulcano spento ma ancora vivi: fontane che sgorgano nei boschi, la piscina rurale nelle campagne di Ginestra e rubinetti incastonati nella pietra.
Le fotografie di Cosimo Calabrese (clicca QUI per altre immagini) sono accompagnate dal racconto Perché l’acqua è come i sentimenti di Mariolina Venezia.
Cosimo Calabrese nasce nel 1985 a Taranto, dove attualmente vive. Dopo gli studi in lettere moderne frequenta la D.O.O.R. Academy di Roma e lavora come fotogiornalista pubblicando i suoi lavori su riviste e quotidiani sia in Italia che all’estero. Focus principali dei suoi lavori sono soprattutto le migrazioni e i problemi ecologici. Negli ultimi anni hanno preso vita anche forme più personali della sua pratica fotografica. I suoi ultimi lavori sono “Hybris” (2018) sul rapporto tra uomo e colonialismo e “Metastasis” (2018-ongoing), una ricerca sulle conseguenze della grande industria siderurgica sul tessuto della sua città: Taranto.
In copertina: © Cosimo Calabrese, La fiumara Amendolea vista da Gallicianò, Reggio Calabria, 2024







