Chi ha detto che al Sud non c’è niente? Sempre più spesso mi rendo conto che questa frase, ripetuta come un rosario, non corrisponde al vero. Uno degli eventi che ha contribuito a farmi cambiare idea è il Fotografia Calabria Festival 2025, giunto alla sua IV edizione e inaugurato lo scorso 1° agosto a San Lucido (CS). Il tema scelto quest’anno, Radici comuni: luoghi, invita a riflettere sul legame profondo tra identità e spazi che viviamo, attraversiamo o immaginiamo. Fino al 12 ottobre 2025 il festival offre al pubblico mostre fotografiche, premi e residenze artistiche.


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Tutte le mostre del Fotografia Calabria Festival 2025

I luoghi – reali, simbolici o mentali – diventano custodi di memoria e appartenenza, raccontando la nostra storia personale e collettiva. Le fotografie in programma esplorano paesaggi, città, edifici e spazi dimenticati o sognati, rivelando radici condivise e nuove prospettive di senso.

Le sedici mostre del Fotografia Calabria Festival 2025 compongono un percorso corale che intreccia memoria, identità e territorio, restituendo un mosaico di sguardi che spaziano dall’intimo al collettivo, dal locale al globale. I lavori di Marie Tomanova (It Was Once My Universe) e Lys Arango (The River Ran Blank) aprono una riflessione sul legame tra radici e trasformazioni. Highlight di Mykhaylo Palinchak e Cast Out of Heaven di Hashem Shakeri raccontano invece le ferite e le fratture lasciate da guerre e urbanizzazioni forzate, mentre Un luogo bello di Alessandro Mallamaci e Summer Fairies di Kazuaki Koseki offrono visioni liriche e poetiche che restituiscono la densità affettiva del paesaggio calabrese e giapponese.

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© Lys Arango, The Rive Ran Black

L’attenzione al presente emerge nei progetti di Alessandro Toscano, che denuncia gli effetti del turismo di massa sulle città d’arte con Overtourism (in copertina), e dell’Archivio Luce, che riscopre la memoria collettiva custodita dalle stazioni ferroviarie con La Memoria delle Stazioni. Due mostre collettive ampliano ulteriormente lo sguardo: la prima, con arlami d’Amore di Paul Gambin, Urban Tattoo – This is Beautiful di Jung Ui Lee e Silence Is A Gift di Ciro Battiloro, esplora paesaggi emotivi, comunità e resilienza urbana; la seconda, con Caring for our past di Chiara Negrello, Connessioni di Sofia Pagliaro e Gaia Tognoni e Metamorphosis Claudia Fuggetti, affronta i temi del corpo, della cura e della trasformazione.

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© Ciro Battiloro, Silence is a Gift

A queste si aggiungono gli sguardi di Andrea Salvucci con Licutiani , Melissa Peritore con Sementeryo e Maja Nydal Eriksen con Awaiting The Bridge , che indagano forme di resistenza quotidiana, appartenenze marginali e identità sospese, contribuendo a restituire la complessità del presente tra Catania, Manila e l’isola di Quemoy al confine tra Taiwan e Cina.

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Premi e progetti speciali

Il programma del Fotografia Calabria Festival 2025 non si limita alle mostre. Durante l’estate è stato annunciato il vincitore del Festival Award 2025, Valentin Joseph Valette, che con il progetto Ashes of the Arabian’s Pearl ha concluso il percorso espositivo. La sua ricerca indaga il Sultanato dell’Oman come luogo di stratificazioni, tra mito, nostalgia e tensione verso il futuro.

Insieme, le mostre e i premi costruiscono una narrazione plurale che, partendo dalla Calabria, si apre al mondo per interrogare le nostre radici comuni e i paesaggi – reali e immaginati – che ci definiscono.

Valentin Joseph Valette, Ashes of the Arabian's Pearl

Valentin Joseph Valette, Ashes of the Arabian’s Pearl

Tra i progetti speciali del festival torna la Residenza Radicale, ideata da Anna Catalano, direttrice e fondatrice del festival, e curata da Diego Orlando. Tre giovani fotografi – Alessandra Gatto, Arianna Mattietti e Alvin Ng (Singapore) – hanno intrapreso un percorso di esplorazione della Calabria partendo dalla storica Fabbrica di Liquirizia Amarelli di Corigliano-Rossano, tra memoria, comunità e territorio. Con il sostegno di Carlomagno, che ha accompagnato la residenza in diverse tappe e ospitato parte del lavoro a Palazzo Pignatelli, e grazie alla collaborazione con MAECI e MUDIAC, Alvin Ng potrà proseguire la sua ricerca fotografica con una nuova fase di studio a Catanzaro.

Prosegue anche la Residenza Singapore Exchange, progetto internazionale sostenuto dall’Ambasciata d’Italia a Singapore e dal DECK Photography Art Centre. Quest’anno sarà la fotografa Camilla Marrese a volare verso est, grazie a una selezione nata da una open call parallela in Italia e a Singapore. L’iniziativa promuove lo scambio culturale e creativo tra giovani artisti, rafforzando il dialogo tra fotografia italiana e fotografia internazionale.