Fotografia in quarantena: mostre, fiere e reportage

Foto di fotografierende da Pixabay

Per affrontare la quarantena in casa, lontani da famiglia, amici e dal proprio lavoro, tante sono le iniziative che si stanno esplodendo da parte di librerie, piattaforme streaming e musei. Se non vi basta la call for artist di Cheap, nel world wide web ho scovato qualche progetto interessante come tour virtuali già esistenti come Google Arts&Culture ma anche musei e fiere che si sono dovuti riconvertire nella loro fruizione. Accanto, sono nati progetti fotografici su Instagram per raccontare la nuova quotidianità durante l’emergenza Covid-19.

 

Arts& Culture di Google   

La raccolta online Arts& Culture di Google è sicuramente una proposta super interessante per immergersi in migliaia di collezioni, tour virtuali e immagini ad altissima risoluzione e visitare gallerie e musei lontani stando comodamente a casa. Per gli amanti del reportage, si immerga nella splendida collezione messa a disposizione dal magazine LIFE, fondato nel 1936, mette a disposizione la sua sterminata collezione che comprende autori che hanno documentano la storia moderna americana come Margaret Bourke-White, Alfred Eisenstaedt e Gordon Parks.

arts & culture life magazine screenshot

Screenshot Life Magazine Photo Collection, Arts&Culture

Altrettanto interessante è l’archivio digitale che raccoglie immagini, video, mostre online e documenti relativi la Rivolta irlandese di Pasqua del 1916 e collegata tra l’altro alla National Library of Ireland di Dublino, custode della memoria storica dell’Irlanda. In territorio italico, lo storico Archivio Alinari di Firenze, nato nel 1852 dai Fratelli Alinari, celebre per essere la più antica azienda del mondo che opera in campo fotografico per il grandissimo lavoro di documentazione urbana dagli albori della fotografia. E’ possibile visitare online la mostra Antichi mestieri e costumi d’Italia sui lavori e personaggi popolari in Italia dell’Ottocento.

 

Mostre e fiere virtuali

Per cercare di frenare l’evoluzione pandemia musei e fiere che ospitavano mostre hanno dovuto chiudere temporaneamente i propri spazi e proporre soluzioni fruitive alternative. Ad esempio l’ICP, International Center of Photography a New York, momentaneamente chiuso ha deciso di visitare virtualmente, grazie a NowGallery, la mostra da CONTACT HIGH: A Visual History of Hip-Hop. La mostra esplora 40 anni di rivoluzione non solo nella musica ma nella politica, relazioni, moda e cultura dando un raro saggio del processo creativo dietro alle più belle icone della scena hip hop. Per un’atmosfera davvero immersiva, c’è la Spotify playlist  da ascoltare al massimo!

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© Barron Claiborne, Biggie Smalls, King of New York, Wall Street, New York, 199

Anche la Internationale Biennale für aktuelle Fotografie di Mannheim, Ludwigshafen e Heidelberg e diretta da David Campany, dopo aver inaugurato a fine febbraio ha dovuto chiudere i battenti in anticipo per l’emergenza pandemia. Gli organizzatori non si sono persi d’animo e hanno creato un tour virtuale all’interno degli stand che si snodano in tre città tedesche. L’edizione 2020 della Biennale di fotografia contemporanea, dal titolo Lives and Loves of Images, esplora le tensioni che la fotografia suscita nella società contemporanea. Atto intimo e pubblico allo stesso tempo, testimonianza del reale ma sospettabile di manipolazione. Qualche nome di autori in mostra: Walker Evans, Thomas Ruff, Max Pinckers e Stephen Shore.

virtual tour Internationale Biennale für aktuelle Fotografie screenshot

Internationale Biennale für aktuelle Fotografie Virtual Tour, Screenshot

A proposito di mostre digitali, il MUFOCO, il Museo di Fotografia Contemporanea con sede a Cinisello Balsamo, ne ospita alcune tra quelle prodotte dall’Istituzione unite ad altre pensate appositamente per il web. In MUFOCO Digital Exhibition si può trovare infatti importanti mostre come 1984. Fotografie da Viaggio in Italia. Omaggio a Luigi Ghirri (2012) con fotografie di Olivo Barbieri, Gabriele BasilicoMario Cresci, Vittore Fossati, Guido Guidi, Luigi Ghirri, Shelley Hill, Claude Nori, Cuchi White e altri.

Accanto a loro Fotografia astratta dalle avanguardie al digitale nelle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea (2009-2010) con immagini autori nazionali e internazionali come Pierre Cordier, Franco Fontana, Jean-Louis Garnell, Mario Giacomelli, Paolo Gioli,  Nino Migliori e Aaron Siskind e  Ieri Oggi Milano Capolavori del Museo di Fotografia Contemporanea (2015) dove potere trovare fotografie di Luca Capigrotto, Marina Ballo Charmet, Gianni Berengo Gardin, Luca Campigotto, Carla Cerati, Giovanni Chiaramonte, Cesare Colombo, John Davie, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Peter Fischli & David Weiss, Mimmo Jodice,  Thomas Struth.

 

Fotoreporter in quarantena

I fotografi, testimoni del nostro tempo, sentono forte il bisogno di documentare la realtà per poterla mostrare ai contemporanei e alle future generazioniQuando si tratta di documentare situazioni estreme, il fotoreporter ha davanti a sé due opzioni: fotografare o non fotografare. La linea etica che scorre tra le due parti è molto sottile e non c’è una risposta assolutamente giusta. C’è chi come Marco Del Borrello ha deciso di fermarsi e documentare le città italiane vuote attraverso un altro punto di vista e con altri mezzi: le webcam. Ne è scaturito il progetto Instagram Covid-19_webcam che raccoglie istantanee di luoghi pubblici come Piazza Duomo a Milano o Fontana di Trevi a Roma inquadrate da telecamere di sorveglianza. Infatti, collegandosi al più famoso sito Skylinewebcams.com con live webcams dal Mondo! o a altri collegamenti dei singoli comuni, Marco Del Borrello esegue operazioni semplici sicuramente nel gesto in sè di collegarsi ad altre webcam ma si arricchiscono di significati nuovi come testimonianza del periodo che stiamo vivendo.

Sempre su Instagram è nato il progetto Arcipelago-19 che però opera diversamente dal precedente. Infatti, il collettivo di fotografi professionisti ha comunemente deciso di documentare sul campo il momento storico l’Italia durante l’emergenza Coronavirus. Le città e le persone che la vivono diventano così singole isole lontane le une dalle altre le città ma insieme parti di un arcipelago. Tra di loro ci sono amici o famiglie lontane che organizzano aperitivi e cene collegati su skype, lavoratori in cassaintegrazione, genitori a casa con figli e fattorini per le consegne a domicilio e infermieri e medici in ospedale. C’è solitudine, incertezza ma gran voglia di condivisione cercando di pensare positivo. Arcipelago-19 Atlante Visivo della pandemia, è curato da Max Cavallari, Michele Lapini, Giulia Ticozzi e Valerio Muscella con la collaborazione di numerosi fotografi in giro per l’Italia.


Foto copertina: Foto di fotografierende da Pixabay