“Il Corpo del Capitano” come strumento di contro-propaganda salviniana

Il 3 ottobre 2020 uscirà “Il Corpo del Capitano” nuovo libro di Luca Santese e Marco P. Valli del collettivo Cesura per Cesura Publish, che segue Realpolitik, progetto di documentazione critico satirica della genesi della Terza Repubblica. Al centro il corpo del leader della Lega Matteo Salvini fotografato quasi ossessivamente in ogni suo gesto in centinaia di incontri, comizi e manifestazioni avvenuti negli ultimi 2 anni. Disponibile in Pre order sul sito di Cesura Publish ancora per pochi giorni.

© Luca Santese e Marco P. Valli

Il Corpo del Capitano

“Il Corpo del Capitano” non è solo e/o semplicemente un libro su Matteo Salvini, ma anche un libro che parla di comunicazione, di società, di fotografia e di propaganda. 128 pagine e 226 fotografie in bianco e nero con i contributi del giornalista politico Filippo Ceccarelli e del filosofo Nicola Poturno che aiutano a contestualizzare il libro. Un libro quindi dalla lettura su più livelli che prende sì da modello la figura camaleontica di Salvini, chiamato “Il Capitano”, ma se ne discosta sia  come stile fotografico sia come linguaggio propagandistico. Infatti se da un lato Matteo Salvini pubblica sui social network una quantità smisurata di immagini colorate, pop e leggere, Luca Santese e Marco P. Valli invece decidono di pubblicare un libro con fotografie in bianco e nero dai forti contrasti. Ad una fruizione visiva veloce come quella dei social di immagini composte essenzialmente da pixel si oppone il libro,  oggetto fisico con immagini stampate che ti porta per sua natura alla lentezza e alla riflessione.

 

© Luca Santese e Marco P. Valli

 

La violenza dei contrasti in bianco e nero delle fotografie de “Il Corpo del Capitano” riflettono la violenza comunicativa di Matteo Salvini, dietro cui si cela la “bestia” la macchina social della comunicazione di Salvini diretta da Luca Morisi. Il leghista infatti sceglie inoltre di autorappresentarsi sempre e ovunque con autoscatti o in compagnia dei suoi elettori sostituendosi al fotografo quale mediazione critica dell’immagine e memoria fotografica del politico.  Con questo nuovo libro infatti Luca Santese e Marco P. Valli vogliono riappropriarsi del proprio ruolo e del proprio ruolo di testimoni critici.

© Luca Santese e Marco P. Valli

In più la scelta del 3 ottobre come data di pubblicazione de “Il Corpo del Capitano”  non è casuale: quel giorno infatti Matteo Salvini sarà processato a Catania per sequestro di persona, ovvero per aver impedito lo sbarco di 116 migranti della nave Gregoretti della Guardia Costiera nel luglio 2019 nel porto di Augusta, in provincia di Siracusa allora Ministro dell’Interno.

 

Il Corpo come strumento di propaganda

L’immagine scelta come copertina del “Il Corpo del Capitano” proviene dal lavoro Boys Boys Boys e nel 2018 è la stessa usata da copertina dell’edizione europea del Time “Il nuovo volto dell’Europa” contenente una forte critica alle sue politiche migratorie durante la sua carica di Ministro dell’Interno. All’epoca Salvini la condivise sui propri canali social come vanto del suo successo politico distorcendo di fatto il significato di quella immagine.  Ne “Il Corpo del Capitano” il volto di Matteo Salvini è privato degli occhi diventando una vera e propria maschera, un trasformista che adatta il proprio personaggio in base a dove si trova e alla necessità (padano, italiano,  fidanzato, padre di famiglia, tifoso ecc.)  affermando ciò che il suo elettorato direbbe (“prima gli italiani”, “prima i campani”, “prima i lombardi” ecc.).

© Luca Santese e Marco P. Valli

Prima di Matteo Salvini, altri politici avevano fatto uso del proprio corpo come strumento di propaganda come Bettino Craxi, Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. Infatti, il titolo del nuovo libro di Luca Santese e Marco P. Valli, “Il Corpo del Capitano” prende ispirazione da un’altra pubblicazione, quella di Marco Belpoliti “Il Corpo del Capo” (2009) che racconta il rapporto di Silvio Berlusconi con la fotografia fin dagli anni 70 e l’uso del proprio corpo come strumento di propaganda imprenditoriale e politica. Infatti nel 2001 Silvio Berlusconi invia a casa di tutti gli italiani il volumetto “Una storia italiana” in cui racconta la sua vita privata, la sua carriera i suoi hobby allegando un ricco corpus di fotografie. A questo è seguito il libro  di Elena Minieri  “Noi amiamo Silvio. L’esclusivo reportage fotografico realizzato con le più belle immagini a colori degli eventi storici che hanno visto protagonista il nostro Presidente Silvio Berlusconi”.

 

Biografie

 

LUCA SANTESENato a Milano nel 1985, è un fotografo pubblicato ed esposto in Europa, Asia, Russia e Stati Uniti. Nel 2008 ha fondato il collettivo Cesura , gruppo indipendente di fotografi accomunati dalla volontà di produrre progetti di fotogiornalismo, documentari e ricerca artistica.

Segnalato come nuovo talento da Photolucida Critical Mass nel 2009, l’anno seguente è entrato nella selezione del World Press Photo con “Detroit 2009-2010” e ha iniziato a esporre “Found Photos in Detroit”, lavoro protagonista di numerosi mostre internazionali. Il libro omonimo, realizzato con Arianna Arcara, è stato inserito da Martin Parrstudio e Garry Badger in “Photobook: A History – Vol. III”, opera che presenta i duecento migliori libri fotografici dal dopoguerra a oggi. A questa esperienza è seguito il libro “Italy&Italy”, selezione di immagini della Rimini mondana degli anni Novanta.

Rappresentato dalla galleria d’arte contemporanea Maurizio Caldirola, oggi Santese si dedica soprattutto a lavori di fotografia di ricerca. Continua a occuparsi anche di fotografia documentaria di carattere sperimentale, come nel recente “Realpolitik“. Per i 125 anni del Touring Club Italiano, ha inoltre selezionato 125 immagini dell’archivio Touring, poi esposte presso Palazzo Lombardia.

 

MARCO P.VALLINato a Monza nel 1989, si è avvicinato alla fotografia durante gli studi all’Istituto d’arte. Ha poi frequentato l’ Accademia Belle Arti di Brera e si è specializzato alla scuola di fotografia CFP Bauer di Milano. Dopo uno stage, è entrato a far parte del collettivo Cesura come fotografo e collaboratore interno, producendo progetti sia personali che collettivi. Nel 2017, insieme ad Anna Adamo, ha pubblicato il suo libro d’esordio, “Bakeca”, ricerca fotografica sull’esibizionismo nata da anni di ricerche sul tema della sessualità. Con Luca Santese, ha poi sviluppato “Realpolitik” (2018), analisi critico-satirica della situazione politica italiana, esposta in forma sperimentale e pubblicata in più volumi (“Boys Boys Boys”, “Popolopopolo”, “Lega Nord Party” e “MoVimento lento”).

I suoi lavori sono stati esposti in tutta Italia e pubblicati su «Time», «Vogue», «La Repubblica», «Il Corriere della Sera», «L’Espresso», «Vanity Fair», «Internazionale» e «Vice». Oggi si dedica soprattutto alla fotografia documentaristica e di ricerca.