Incisione sul silenzio: la prima personale di Pier Alfeo

Periodo di grandi annunci: dopo la mostra SINestESIA curata dalla mia super amica Jana Liskova (ancora visitabile fino al 24 febbraio), questo venerdì inaugura la mia personale di un altro artista. Parlo del sound artist Pier Alfeo che venerdì 22 febbraio inaugura alle ore 18 (puntuali eh) la sua prima personale presso la presso la galleria Doppelgaenger di Bari. Non mancate! 

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 22 maggio 2019.


La mostra

Una mia recente conoscenza è pronto a celebrare la sua prima mostra d’esordio e parlo del pugliese Pier Alfeo che ho avuto piacere di conoscere in occasione in un progetto la scorsa estate. Compositore elettronico e artista sonoro, Pier Alfeo inaugurerà la sua prima mostra personale presso la galleria d’arte contemporanea Doppelgaenger di Bari: Incisione su silenzio. Il titolo dell’esposizione prende spunto dall’omonima opera esposta che descrive appunto l’incisione su foglio di rame generato anche dai suoni circostanti. Si tratta quindi di una scultura interattiva che va ad unirsi alle altre opere sonore realizzate da Pier Alfeo come sculture sonore, installazioni interattive, incisioni sul legno e opere grafiche. L’artista dimostra così la sua capacità di unire l’elaborazione elettronica di dati, il suono, parti meccaniche e una varietà di materiali utilizzati come supporto quali il legno, rame, vetro e carta. Ne deriva la creazione di automatismi che, una volta impostati, sono capaci di eseguire ripetutamente operazioni senza la necessità di interventi umani. Inoltre Pier mette in mostra anche il libro d’arte e la sua rilegatura, composto in questo caso da schede di carta, plexiglas e metallo e ne scaturisce in grafici prefetti e maestosi disegni.

Pier Alfeo, Incisione su silenzio, particolare

Tra ricerca sonora e tecnologia

La particolarità della ricerca di Pier Alfeo si cela e si rivela allo stesso tempo nell’incredibile capacità di riuscire ad unire il suono, la matematica, la grafica e i sistemi elettronici in complesse sculture sonore. Il suono, elemento effimero e sfuggente, si trasforma in traccia fisica coinvolgendo i più diversi materiali attraverso l’uso di software capaci di elaborare dati matematico-scientifici. Pier è un perenne sperimentatore, un fiume in piena, una macchina da guerra che sente l’irrefrenabile necessità di creare nuovi linguaggi anche e soprattutto potenziato dalla tecnologia. Il risultato sono sculture sonore che lasciano ipnotizzati trasportando l’osservatore in un’altra dimensione per l’effetto evocativo che il suono stesso e la sua esecuzione fisica comportano. Ne risulta stimolata anche la curiosità di chiedersi come sia stato possibile realizzare quell’opera, fusione distinta di ricerche teoriche e materiali. Il riuscire a comunicare in maniera efficace ma misteriosa una ricerca così complessa come quella di Pier, dedita al rapporto tra suono e immagine, attraverso opere altrettanto articolata evitando la “fuga” di chi l’osserva è la caratteristica principale per distinguere un semplice esecutore da un Artista.  Per quanto mi riguarda è stata l’opera Hypodèrmide (2018 ) a farmi provare tutte queste sensazioni lasciandomi a bocca aperta: un’installazione sonora dove l’acqua ha dato vita ad una composizione musicale elettroacustica tramite software scaturita dalla sua incidenza su vetro, acciaio inox, ferro e plastica.

Pier Alfeo, Incisione su silenzio, 2019 (particolare)

Pier Alfeo biografia

Pier Alfeo inizia a muovere i primi passi nel mondo della sound art da autodidatta per poi iscriversi al Conservatorio “N. Piccinni ” di Bari dove studia Composizione Elettroacustica. Ha tenuto spettacoli audio/video e live electronics per diverse manifestazioni in tutta Europa come NODE15 Festival di Francoforte, TheRestIsNoise al “Muziekgebouw aan ‘t IJ” di Amsterdam, FLUSSI Festival di Avellino (IT), LiveCinema Festival di Roma. Ha condiviso il palco con artisti come Robert Henke, Murcof, Dadub, Clock DVA, Demdike Stare, Fennesz, Lillevan, Roly Porter, Rashad Becker, 1024 Architecture, Mike Cooper e molti altri ancora. Nel 2018 ha ricevuto la menzione d’onore per Sound Art Installations, con l’opera Interferences Quartet, al MA / IN Matera Intermedia Festival, Progetto CoMatera2019, classificandosi per il secondo premio, al fianco dei vincitori Cod.Act, con una giuria internazionale costituita da Yan Maresz , Justè Janulytè, Manuela Blackburn, Jogoda Szmytka, Candas Sisman, Alexander Khubeev, Matteo Franceschini, Stefan Prins e Cathy Van Eck. 


Foto: © Annamaria La Mastra