Interviste | Giuseppe Oliviero racconta i PhMuseum Days

Nature Alejandro Chaskielberg
I PhMuseum days, prima edizione del festival di fotografia internazionale targato PhMuseum, si sono tenuti nell’ultima settimana di settembre a Bologna. Il festival ha rappresentato una bella novità nel panorama fotografico contemporaneo bolognese e di questo e di altro ho parlato con Giuseppe Oliviero, curatore e fondatore della piattaforma PhMuseum e PhMuseum Lab.

C-R92_BY © Samuel Fordham

C-R92_BY © Samuel Fordham

Ciao Giuseppe, come stai? Ripreso dal fine settimana dei PhMuseum Days? 

Avrei bisogno di un anno di riposo ma mi sto rendendo conto che il festival non si ferma mai. In queste settimane stiamo ringraziando chi è venuto a trovarci, facendo un bilancio con i nostri collaboratori e iniziando già a pensare alla prossima edizione. Anche perchè la prima è stata organizzata in soli quattro mesi, per la prossima vorremmo approfittare di una fase di progettazione più estesa ed articolata.
Human © Fabiola Cedillo

Human © Fabiola Cedillo

Com’è stato organizzare un festival di fotografia contemporanea?

Sicuramente un’esperienza bellissima. Per noi è il coronamento di 10 anni di lavoro online con phmuseum.com e non potremmo essere più felici di aver finalmente realizzato questo sogno che ci portavamo dentro da tanto tempo. Siamo stati molto felici del supporto della comunità fotografica che ha creduto nell’idea così come gli sponsor e il Comune di Bologna ed è stato molto emozionante vedere tante persone partecipare all’evento sia di Bologna che del resto d’Italia. Per il prossimo anno ci aspettiamo di coinvolgere anche la nostra comunità internazionale che segue nostre attività online da anni e che quest’anno è stata un po’ bloccata dalla pandemia.

Perché decidere di farlo a Bologna? Pensi di aver colmato un eventuale vuoto?

Bologna è la città in cui sono nato e cresciuto e nella quale ho deciso di tornare a vivere dopo diversi anni all’estero. Mi piace l’idea di mettere la mia esperienza al servizio della città e di lavorare affinchè il circuito fotografico internazionale che coltiviamo grazie a phmuseum.com possa considerarla una delle tappe annuali dovre ritrovarsi ogni anno grazie al festival. Crediamo molto nelle potenzialità di Bologna per quanto riguarda cultura, accoglienza, apertura internazionale e speriamo di poter contribuire a questo sviluppo nei prossimi anni anche grazie al lavoro che svolgiamo quotidianamente al PhMuseum Lab, la nostra galleria e sede operativa.
Encounter © Silvia Rosi

Encounter © Silvia Rosi

 


A New Beginning / Un Nuovo Inizio
è stato il tema della prima edizione del festival. Rappresenta un nuovo inizio anche per PhMuseum?

Il festival è stato il primo evento di una certa portata nel mondo reale ma forse ancor di più una reazione al momento difficile che tutti stavamo attraversando a inizio 2021. Ha sintetizzato quindi la nostra voglia di tornare a vederci e confrontarci in prima persona e speriamo possa davvero essere un nuovo inizio per PhMuseum in cui far coesistere interazioni digitali e lavoro sul territorio.
Fading-Senses-©-Ligia-Popławska

Fading Senses © Ligia Popławska

PhMuseum è nata come piattaforma online per promuove la fotografia contemporanea coinvolgendo più di 50,000 fotografi e fotografe poi lo scorso anno ha inaugurato la sede fisica, il PhMuseum LAB. Qual è la prossima sfida?

La prossima sfida è sviluppare PhMuseum, PhMuseum Lab e PhMuseum Days affinchè diventino realtà sempre più mature e coese tra loro. I prossimi anni saranno dedicati a creare una sinergia sempre più evidente fra queste tre anime del progetto con l’obiettivo di formare e promuovere i talenti della fotografia contemporanea e rendere il linguaggio visivo più accessibile al grande pubblico.
In copertina: Nature © Alejandro Chaskielberg

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