L’omaggio di giovani fotografe a Tina Modotti

Lo scorso 7 marzo ha inaugurato presso la BDC Catalog di Parma la mostra Tina e a omaggiarla tre giovani fotografe parmigiane hanno esposto i loro lavori. Ve le presento!

La mostra

Il 7 marzo, alla vigilia del mio compleanno, mentre iniziavo i preparativi per quello che sarebbe stato un bellissimo giorno da 2016, in quel di Parma si inaugurava la nuova mostra Tina presso la BDC Catalog, progetto di Lucia Bonanni e Mauro Del Rio dedicato all’arte contemporanea. Tina segue il viaggio fotografico verso est, SINestESIA curata dalla super amica Jana Liskova.  L’esposizione è nata in collaborazione con Reinhard Schultz della Galerie Bilderwelt di Berlino e rimarrà aperta al pubblico fino al 7 aprile (venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 20) con ingresso gratuito. Sono presenti 80 scatti presenti dedicata ad una delle fotografe più rilevanti della storia e spesso messa in ombra non solo per essere stata la compagna di Robert Capa ma per essere vittima di un sistema maschilista. Le fotografie presenti in mostra raccontano la vita di Tina Modotti, dagli esordi in Messico intorno al secondo decennio del Novecento fino alle foto di Berlino qualche anno più tardi. Tina, nata a Udine nel 1896, si trasferisce a San Francisco a soli 17 anni e qui conosce Edward Weston diventando allieva e amante. In Messico realizza reportage sociali per documentare le pessime condizioni di vita dei lavoratori caratterizzata da un animo rivoluzionario e sensibile verso i più deboli. 

Calle, Messico, 1925

Giovani fotografe

Ad omaggiare Tina Modotti quale esempio storico e artistico di indipendenza personale e creativa, ci saranno tre giovani fotografe parmigiane che esporranno alla BDC catalog una selezione delle loro opere. Sto parlando di Noemi Martorano, Alessia Leporati, e Chuli Paquin le quali si dedicano da anni all’impegno sociale e alla figura femminile. Conosciamole meglio!

Noemi Martorano

Noemi Martorano è laureata in sociologia e gender studies a Parigi e, come Tina, è molto attiva sul fronte politico e sociale e appassionata di fotografia. Di conseguenza il reportage è il genere fotografico che più le si addice per raccontare le sue storie agganciandosi, a livello tecnico all’analogico e al bianco e nero. Le fotografie di Noemi assumono una vena realistica che appunto trasmettono il suo impegno politico mostrando una realtà anche cruda con lo scopo di smuovere le coscienze gridando giustizia. Lavoratori, piante, ci raccontano un mondo umile ma pieno di fierezza accompagnati da questa proprio come le donne e il Messico raccontato da Tina Modotti.

Alessia Leporati

Alessia Leporati invece ha una visione fotografica più intima, concentrandosi sul cambiamento della bellezza femminile e inizia realizzando ritratti di sua nonna. Attenta ai dettagli, ama anche lei come Noemi fotografare con macchine analogiche e i suoi lavori sono stati pubblicati su varie riviste nazionali e internazionali, blog, copertine di dischi. Per l’occasione ci presenta Elements, ricerca sui quattro elementi naturali e delle vibrazioni che gli oggetti emanano e attraggono l’uomo scaturendo la nostra consapevolezza del mondo esterno. In esposizione aria e fuoco, i due elementi superiori secondo l’antica tradizione, che incarnano la spiritualità e quindi la purezza.

Chuli Paquin

Anche Chuli Paquin, laureata in Lettere Moderne e Italianistica e culture Letterarie Moderne all’Università di Bologna, si dedica alla donna, precisamente a se stessa e agli autoritratti. In collaborazione con ERRESULLALUNA, dal 2012 realizza progetti comuni e altri più personali tra i quali c’è “Beato il nulla” che raccontano la femminilità grazie alle sue forme sinuose e intense. Questo tipo di bellezza è raccontato attraverso il contrasto che il corpo della fotografa mostra, esile e delicato come una rosa ma forte e deciso come dimostrano i suoi tatuaggi.