Nuove corrispondenze visive

Dopo una settimana in balia dei deliri febbrili, torno operativa parlando di un progetto nato per gioco ma a per mio, dalla forza evocativa potentissima. A volte le cose più belle sono così intense da esaurirsi in breve tempo senza pretendere un bis. Questo è il caso di Corrispondence.

365 giorni

Durante l’anno di corso ICON sono state tante le occasioni di scambio tra noi studenti su progetti personali, fotografi conosciuti e consigli vari ed eventuali. Uno di questi è arrivato dall’unico maschietto del gruppo, Stefano Mattea, torinese e fondatore del collettivo Llum. Durante la presentazione finale dei nostri lavori, lui presenta la curatela di un progetto realizzato circa due anni fa da parte di due fotografati quasi sconosciuti (Antonio La Grotta e Sophie Anne Herin), durato 365 giorni e apparentemente privo di una vera motivazione che giustifichi la sua ideazione, sviluppo e fine chiamato Corrispondence. Detta così, potrebbe sembrare un lavoro sterile ma ne sono rimasta davvero affascinata da un progetto nato essenzialmente per gioco, un nuovo tipo di corrispondenza dove le lettere sono state sostituite dalle immagini. In più lo scambio, iniziato ad aprile 2017, è avvenuto tra due fotografi che si conoscevano e si rispettavano a livello artistico ma non personale. Con una cadenza a volte non sempre regolare, Antonio e Sophie si inviavano le proprie immagini direttamente sulla piattaforma di Tumblr

Ho iniziato così a ragionare di quanto mi manchi scrivere o ricevere una lettera, un messaggio d’auguri o un semplice post-it scritta a mano perché vuol dire prendersi del tempo per pensare a cosa e come scriverlo e vuol dire conoscere particolari delle persone attraverso la grafia stessa. Le comunicazioni ora, nel bene o nel male, viaggiano su un altra tipologia di binario grazie a smartphone che a momenti di fanno pure il caffè, applicazioni di messaggistica di ogni forma e colore arrivando fino a gruppi su Facebook per i nostalgici delle cartoline alla ricerca di nuovi amici di penna. Ad ogni modo, in via digitale o tradizionale, persiste la voglia di comunicare ed è questo l’importante!

Gioco e spontaneità

Corrispondence, questa nuova forma di comunicazione visiva è frutto di una riflessione sulla trasformazione dei nuovi mezzi di comunicazione e l’impatto che ne deriva soprattutto nell’ambito dell’arte contemporanea. Il progetto di Antonio e Sophie è partito come un gioco mai interrogati sul come e perché, si stimavano a livello fotografico che ha portato i due fotografi a scambiarsi per un anno le proprie fotografie caricandole di volta in volta sulla piattaforma. Da una corrispondenza libera, senza una tematica precisa, si è sviluppata un dialogo di immagini dove è assente ogni riferimento all’autore ovvero non si sa chi ha scattato quella precisa immagine. Lo scambio libero e senza nessun tipo di pretesa, è avvenuta su una piattaforma dove di volta in volta Antonio e Sophie caricavano le proprio fotografie. Le stesse immagini non hanno concettualmente tra di loro nessuna tipologia di legame perché alla base del progetto è la loro semplice condivisione. In più Antonio e Sophie hanno deciso di intraprendere questo breve percorso artistico non conoscendosi personalmente in maniera approfondita, si stimavano reciprocamente a livello lavorativo essendo entrambi di base a Torino. Nonostante tutto questo, il non conoscersi, il gioco, la spontaneità, ha permesso da una parte al singolo autore di essere stimolato creativamente, dall’altra di creare un corpus di immagini che, scorrendo l’home page, sembra appartenere ad un unico autore (scusate lo spoiler). Addio autorialità del singolo, benvenuto esperimento visivo che dà all’immagine priorità assoluta.

I fotografi

Antonio La Grotta è un fotografo freelance e insegna fotografia presso l’Istituto Europeo di Design di Torino. La sua ricerca si fonda sull’incontro-scontro tra natura e immaginazione rappresentando un paesaggio in continuo cambiamento, un mondo diviso tra natura e artificio.  Dal 2008 al 2016 ha co-diretto Nopx, una galleria indipendente di arte contemporanea specializzata in pubblicazioni a tiratura limitata ed è stato Co-fondatore dell’associazione Atlas Alp (www.atlasalp.org) e del gruppo Spaziale (www.spaziale.net). Ha pubblicato su diversi magazines in Italia e all’estero, tra i quali Internazionale, Dcasa La Repubblica, il Post, Spiegel Online, Form, Fotografia Magazine, Slate, Tsugi.

Sophie-Anne Herin si laurea al Dams di Bologna e lavora come attrice in varie compagnie di teatro. Nel 2006 si trasferisce in Francia, a Parigi , dove continua la sua formazione artistica attraverso lo studio della Drama-Terapia di Barbara Dauville e prosegue la ricerca sul corpo presso il centro di danza di Peter  Goos. L’incontro con la fotografia avviene Nel 2008 grazie all’incontro con l’artista Marino Catalano, studio che approfondirà formandosi allo I.E.D di Torino. Espone in Italia e all’estero portando avanti parallelamente il ruolo di insegnante di fotografia presso diverse sedi in Italia. Vive tra Aosta e Torino.