Varco Appennino di Simone Donati

Qualche settimana fa ho pubblicato l’intervista con Simone Donati del collettivo Terraproject, fresco fresco di uscita del suo nuovo libro Varco Appennino edito da Wittybooks (in prevendita qui). 4 anni di viaggio lento lungo la l’Appennino Meridionale alla coperta della calma e della lentezza e dei colori tra Calabria, Basilicata, Campania e Molise.


Varco Appennino

Dopo la fotografia veloce di Hotel Immagine a documentare la fede nelle sue mille sfaccettature, religiosa, sportiva e politica, Simone Donati decide di rallentare l’approccio. La lentezza ha le forme arricciate dell’Appennino Meridionale che l’autore ha deciso di percorrere dal 2016 al 2020. Ne è nato Varco Appennino, edito da Witty Books. Le fotografie di paesaggio si alternano a ritratti di persone che sono rimaste e lavorano “giù”.

© Simone Donati, Varco Appennino, Giuseppe, San Fele (PZ), novembre 2017

Basilicata, Campania e Molise, sino al confine con l’Abruzzo. sono le regioni toccate da Simone Donati nel suo viaggio nelle aree interne dell’Appennino. Qui Simone trova e indaga la complessità e le contraddizioni di zone d’Italia in cui “non c’è niente”, affermazione che l’autore si è sentito dire spesso dagli abitanti del piccoli borghi visitati. È anche una frase che io stesso dicevo e dico a chi voleva venire in Basilicata, dove sono nata e cresciuta, mi chiedevo quale poteva essere la motivazione. Tutto è così tranquillo e il tempo sempre fermarsi ma forse è questo che lo rende speciale, la sua semplicità fortemente radicata in una quotidianità intima. Dove cresci spesso sperando di andartene via il prima possibile e realizzare i tuoi sogni, dove vedi i paesi spopolarsi e gli edifici rimasti incompleti e abbandonati.

Aquilonia (AV), novembre 2018

Le parole del poeta e scrittore irpino Franco Arminio arrivano poco dopo l’inizio della sua ricerca ed è stato stranamente bello condividere lo stesso approccio. ovvero andare in giro per il territorio e parlare con le persone. In questo modo le fotografie di Simone Donati dialogano con le parole di Arminio completandosi a vicenda.

 

Vado nei paesi per capire come se la passano. Ma prima ancora ci vado per capire dove sono, sopra una montagna o un altopiano, dentro una valle o in pianura. I paesi parlano, come ogni cosa, e parlano innanzitutto con la geografia. Sono terra da leggere anche se hanno perso molte parole, e da scrivere.
(Franco Arminio)

 

Il lavoro è costruito attraverso un’alternanza di fotografie di paesaggi sospesi, senza tempo ma allo stesso modo imponenti e una serie di ritratti di chi quei territori ancora li vive e li popola perché non se n’è mai andato o perché poi vi è tornato, loro: solidi e presenti. Ai paesaggi e ai ritratti si aggiungono gli interni delle abitazioni, intimi e silenziosi, insieme a piccoli paesaggi marginali.

© Simone Donati, Varco Appennino, Rocco (dx) e Michele “Lo Sceriffo”, San Chirico Nuovo (PZ), Ottobre 2018

Dopo molti anni dedicati a documentare i riti collettivi e le grandi manifestazioni sacre e profane di devozione contemporanea per il libro “Hotel Immagine”, avevo la necessità di tornare alla banalità del quotidiano, fatto di apparente semplicità e continuità con lanatura.

Ritrovarsi

Osservare le immagini del reportage di Simone Donati e leggere le parole di Franco Armino mi ha dato una sensazione strana. È stato come vedere dall’esterno e ritrovare casa, le montagne, i visi e l’atmosfera silenziosa senza tempo con cui sono cresciuta e da cui sono scappata. Soprattutto mi sono ritrovata in quella frase che Simone Donati si è sentito dire spesso e che noi, nati in quelle aree diciamo spesso:  “Che ci faccio qui? Qui non c’è niente!”

Bova Superiore (RC), agosto 2016

Sarà un’abitudine o perché cresci così con il desiderio di andare a vivere in un’altra città e l’Università diventa l’occasione perfetta. Così è stato per me ma con il tempo ho imparato ad apprezzare la calma, i tempi lenti e la sensazione di un tempo che si ferma e soprattutto ho imparato apprezzare chi è rimasto.

© Simone Donati, Varco Appennino, Andrea, Guardiaregia (CB), marzo 2020

Spesso di pensa infatti che la parte difficile sia partire, allontanarsi dalla famiglia e ricominciare in un’altra città in Italia i all’estero, rifarsi degli amici e dei nuovi punti di riferimento. Con il tempo ho capito che molti non hanno l’esigenza di trasferirsi e provano, anche riuscendo, a migliorare qualcosa al sud aprendo attività o altro e ciò gli fa onore. Anche se molti emigrano senza più tornare e uno dei problemi è proprio lo spopolamento dei paesi soprattutto quelli più nell’entroterra che piano piano stanno perdendo, come dice Franco Arminio, la loro “linfa vitale”.

Simone Donati Varco Appennino

© Simone Donati Varco Appennino, Muro Lucano (PZ), novembre 2018

Infatti le mie ferie estive hanno una sola e unica meta: la Basilicata! Anche se amo la vita di città, fino ad ora le mie ferie sono state in Basilicata, nella casa che i miei genitori hanno costruito con sacrifici e ritrovo quel silenzio rotto dal chicchirichì dei galli all’alba, dai cani dei vicini e dalle campane delle chiesa che scandiscono quel tempo lento ma prezioso che impari ad apprezzare quando vai via e una lascrimuccia scende ogni volta che riparti e ti rincuori della valigia piena di cibo di mammà!

 

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Chi è Simone Donati

Simone Donati (1977) è nato a Firenze dove vive e lavora. Nel 2005 completa il corso triennale di fotografia alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Dopo uno stage all’agenzia Magnum Photos di New York dal 2006 si occupa a livello professionale di fotografia documentaria.

Negli anni 2009-2015 la sua attenzione si è concentrata sulla situazione politica e sociale italiana con la pubblicazione di Hotel Immagine, il suo primo libro autoprodotto. Con Varco Appennino, che sarà pubblicato da Witty Books nella primavera del 2021, ha portato avanti un’esplorazione delle aree interne dell’Appennino meridionale italiano.

Simone è stato selezionato come uno dei tre finalisti nella categoria ritratto del Sony World Photography Awards e ha ricevuto il 3° posto al Premio Ponchielli con Welcome to Berlusconistan. Con Valley of Angels è stato finalista all’OjodePez Award.

Le sue fotografie sono esibite in mostre sia in Italia che all’estero e sono pubblicate dalle maggiori riviste italiane ed estere tra cui Der Spiegel, D – La Repubblica, Geo, IL, Internazionale, Io Donna, L’Espresso, Le Monde Magazine, Monocle, Newsweek, Newsweek Japan, Panorama, Sette e Vanity Fair.

Simone è uno dei fondatori del collettivo TerraProject, che dal 2006 lavora su tematiche sociali, politiche ed ambientali in Italia ed all’estero.

Simone è di base a Firenze.

© Simone Donati, Varco Appennino, Pietrapertosa (PZ), aprile 2017

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