Ci sono archivi che servono a conservare il passato. Altri, invece, diventano strumenti per immaginare il futuro. Da questa distinzione nasce Opera Paese, il progetto espositivo che conclude il percorso di Archivio Atena. Fino al 31 luglio 2026, Atena Lucana (SA) si trasforma in uno spazio di ricerca, incontro e restituzione pubblica. Nel centro storico del piccolo comune campano nel Vallo di Diano sono state disseminate fotografie, installazioni, opere sonore, video e interventi artistici. Opera Paese è la mostra diffusa che racconta una comunità, un patrimonio condiviso fatto di immagini, racconti, documenti, registrazioni e nuove produzioni artistiche.


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Cos’è Archivio Atena

Archivio Atena nasce nel 2021 dalla collaborazione tra il Comune di Atena Lucana e ISIA Urbino. Il progetto ha raccolto e digitalizzato migliaia di fotografie conservate nelle case degli abitanti. Oggi questo materiale costituisce un patrimonio condiviso. Inoltre, l’obiettivo non è stato soltanto conservare la memoria, ma farne uno strumento di ricerca, partecipazione e produzione culturale. 

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© Chiara Solimene, Cosa vuol dire abitare

Inoltre le immagini di famiglia, i racconti degli abitanti e le tradizioni locali sono diventati il punto di partenza per nuove opere costruendo un dialogo continuo tra chi vive il territorio e chi lo osserva. L’archivio non è solo un luogo dove conservare il passato. È uno strumento che continua a evolversi e a produrre nuove idee, capace di generare nuove interpretazioni del presente. Opera Paese rappresenta la restituzione pubblica di questo percorso: una mostra diffusa che racconta non solo la memoria di Atena Lucana, ma anche la sua capacità di immaginare il futuro attraverso la cultura.

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Le mostre: tra memoria, paesaggio e tradizioni

Il percorso di Opera Paese si sviluppa attraverso una serie di mostre diffuse che dialogano tra loro, offrendo uno sguardo inedito su Atena Lucana e sul Vallo di Diano. Le opere raccontano Atena Lucana da punti di vista diversi. Mettono insieme memoria, paesaggio, tradizioni e vita quotidiana.

Uno dei temi centrali è quello della memoria domestica, che prende forma in progetti come Cosa vuol dire abitare di Chiara Solimene. Attraverso le case di alcune famiglie del paese, la fotografa riflette sul significato dell’abitare, mostrando come gli spazi, gli oggetti e i gesti quotidiani diventano custodi di ricordi e identità. Lo stesso dialogo tra memoria privata e patrimonio collettivo attraversa E ti dicevano le cose così di Nunzia Pallante, dove i racconti degli abitanti vengono trasformati in ricami realizzati insieme alle ricamatrici di Atena Lucana, mentre Mamma Quercia (opera di Nunzia Pallante, Giuseppe Odore e Daniele Cimaglia) utilizza fotografie d’archivio e installazioni tessili per raccontare la comunità come un grande albero genealogico, fatto di relazioni che vanno oltre i legami di sangue.

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© Nunzia Pallante, Giuseppe Odore e Daniele Cimaglia, Mamma Quercia

Il paesaggio rappresenta un altro filo conduttore della mostra. Con In-equilibrio e Opera Paese_lab, artisti e giovani fotografi osservano il Vallo di Diano come un ecosistema in continua trasformazione. Acqua, boschi, montagne e grotte raccontano il rapporto tra uomo e natura. Le fotografie si affiancano a installazioni e opere sonore, mentre la fotografia si intreccia con installazioni, opere sonore e pratiche di ricerca. Anche Non seguite le luci propone una lettura originale del territorio, trasformandolo in una mappa costruita attraverso ricordi, incontri e testimonianze degli abitanti, dove il paesaggio prende forma soprattutto grazie alle relazioni umane.

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Opera Paese_LAB, Barile, A Geography of strata

Un’altra sezione importante è dedicata alle tradizioni popolari, reinterpretate con uno sguardo contemporaneo. In Come lo gira il sole, il patrimonio etnografico raccolto dall’antropologo Paolo Apolito dialoga con nuove ricerche sui riti religiosi del Vallo di Diano. In Linee corpo invece osserva il Ballo dei Cinti dedicato a San Ciro attraverso il linguaggio della fotografia, soffermandosi sui gesti, sul movimento e sulla partecipazione collettiva che caratterizzano questa antica tradizione.

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© Alessandro Galli e Francesca Melandri, studio del ballo dei Cinti

Infine, la mostra allestita alla Certosa di Padula conclude il percorso espositivo. Qui una selezione dell’immenso patrimonio raccolto da Archivio Atena prende forma in un archivio fisico composto da migliaia di fotografie stampate. È la sintesi perfetta del progetto: un archivio che non si limita a conservare il passato, ma continua a generare nuove letture del presente e nuove possibilità di incontro tra arte, memoria e comunità. Per questo motivo, Opera Paese rappresenta molto più di una semplice mostra.

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Oltre la mostra: gli eventi che animano Opera Paese

Opera Paese non si limita al percorso espositivo, ma propone anche Ballett’ – Rassegna di suoni e archivi, il programma di eventi curato da Amico Fritz APS che esplora il dialogo tra fotografia, musica e arti visive. Performance, laboratori e sperimentazioni trasformano l’archivio in un luogo di partecipazione, dimostrando come le immagini raccolte negli anni possano continuare a generare nuove interpretazioni. 

Tra gli appuntamenti ancora in programma spiccano il laboratorio di animazione dell’11 luglio, che rielabora le fotografie d’archivio attraverso tecniche miste, e il concerto del 25 luglio di Lowtopic con Nicola Villa, un’esperienza sonora che intreccia musica contemporanea e memoria del territorio. Più che semplici eventi collaterali, questi appuntamenti rappresentano il naturale proseguimento della mostra, mostrando come un archivio possa continuare a vivere attraverso la creatività e il coinvolgimento della comunità.

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Informazioni utili

Opera Paese – Una piccola quantità di mondo
Dove: Atena Lucana (SA), con una sezione espositiva alla Certosa di Padula.
Quando: fino al 31 luglio 2026.

Prima della visita è consigliabile consultare il programma aggiornato e gli orari di apertura dei diversi spazi espositivi, poiché il percorso coinvolge numerosi luoghi distribuiti tra il centro storico di Atena Lucana e la Certosa di Padula.

In copertina: © Beatrice Migliorati, Dove tira il vento