“Eppur si muove”, affermava Galileo Galilei per sostenere che la Terra si muove intorno al Sole, nonostante la Chiesa del Seicento lo avesse obbligato a rinnegare questa idea. È una frase che mi è tornata in mente nei giorni scorsi, mentre scoprivo, una dopo l’altra, tre mostre tra Basilicata ed Europa, capaci di restituire la stessa sensazione: quella di immagini che non restano ferme, ma continuano a ispirare e a muoversi dentro chi le guarda. Un simbolo di una Basilicata che crea e diffonde arte.
Due sono in Basilicata, tra Potenza e Matera, e una ad Amsterdam. Tre progetti diversi, ma legati da un filo comune: al centro c’è sempre lei, la Basilicata, osservata, attraversata o ricordata attraverso linguaggi che vanno dalla fotografia all’arte contemporanea.
In questo articolo ti porto a scoprirle: dalla ricerca intima e visiva di una giovane fotografa lucana, a una riflessione sul concetto di “resto”, fino a un progetto che fa viaggiare la memoria di un borgo abbandonato.
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Alma. Appunti di una geografia sentimentale di Alessandra Santarsiere
Alla Pinacoteca Provinciale di Potenza è visitabile la mostra Alma. Appunti di una geografia sentimentale, il progetto fotografico di Alessandra Santarsiere, al suo debutto espositivo.
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© AlessandraSantarsiere, Retroscena sentimentale, 2017
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Il lavoro si muove su un confine sottile: quello tra esperienza personale e dimensione collettiva. Le immagini nascono da frammenti di quotidiano (vita privata, territorio, relazioni) ma si trasformano in qualcosa di più ampio, senza mai diventare un vero e proprio reportage. Sono appunti visivi dell’anima più profonda, tracce di memoria che restituiscono una percezione intima e stratificata della realtà lucana contemporanea.
La ricerca dell’autrice si inserisce, in parte, nella tradizione della fotografia italiana legata all’indagine del paesaggio e dell’identità, ma se ne distacca per un approccio più introspettivo. Il bianco e nero, spesso dominante, contribuisce a creare immagini sospese, dove il tempo sembra rallentare e ogni dettaglio acquista peso.
Interessante anche la componente immersiva della mostra, che amplia l’esperienza oltre la fotografia, coinvolgendo suono e spazio: un modo per entrare ancora di più dentro le immagini e percepirle non solo visivamente.
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© Alessandra Santarsiere, Trame di luce (cinema), 2024
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📍 Potenza — Pinacoteca Provinciale
📅 Fino al 30 aprile 2026
A cura di Fiorella F. Fiore
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REMAIN(S) di Michela Rondinone e Luca Granato
Alla Momart Gallery di Matera, REMAIN(S) mette in dialogo le ricerche di Michela Rondinone e Luca Granato, due artisti che lavorano attorno al concetto di “resto”.
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Michela Rondinone, ‘Tessere del tempo’, 2025
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Il titolo gioca su una doppia lettura: i resti come tracce materiali di qualcosa che è stato, ma anche il “rimanere” come scelta — personale e politica — di restare in relazione con il proprio territorio. È proprio in questa ambivalenza che si costruisce la mostra.
Le due pratiche si sviluppano in direzioni diverse ma complementari. Michela Rondinone lavora su processi aperti, sul gesto e sul gioco: le sue opere nascono da materiali semplici come gesso, plastilina o ceramica, che registrano azioni e trasformazioni. Il risultato è un lavoro in continua evoluzione, dove il processo conta quanto l’esito finale. Luca Granato, invece, adotta uno sguardo più critico e radicato nel contesto sociale. Nei suoi lavori compaiono materiali segnati dal tempo — cenere, tessuti, oggetti recuperati — che portano con sé storie complesse. Temi come lo spopolamento del Sud, la marginalità e il rapporto con il paesaggio emergono in modo evocativo, senza mai diventare didascalici.
REMAIN(S) funziona proprio nella tensione tra questi due approcci: il frammento non è mai solo ciò che resta, ma qualcosa che continua a generare senso nel presente.
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Luca Granato, Self-Portrait in Ash (2025)
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📍 Matera – Momart Gallery
📅 Fino al 26 maggio 2026
A cura di Antonella Marino
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The Colour of Memories di Michele Marazia
Dalla Basilicata ai Paesi Bassi: con The Colour of Memories, il fotografo materano Michele Marazia porta ad Amsterdam un progetto dedicato ad Alianello, borgo lucano oggi disabitato ma ancora carico di memoria.
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‘The Colour of Memories – Alianello, Basilicata (Italy)’. © Michele Marazía
Le fotografie nascono da un’esplorazione diretta del luogo: strade silenziose, architetture sospese, dettagli che raccontano una presenza passata. Ma il progetto non si limita a documentare uno spazio abbandonato. Piuttosto, costruisce un racconto visivo che prova a restituire dignità e voce a una comunità che per decenni ha abitato quel territorio.
La storia di Alianello, segnata prima dal terremoto del 1857 e poi da quello del 1980, diventa qui una chiave di lettura per riflettere sul rapporto tra memoria, perdita e resilienza. Le immagini trasformano l’assenza in presenza, suggerendo una continuità invisibile tra passato e presente. La mostra rappresenta anche un’occasione importante per portare la Basilicata in un contesto internazionale, contribuendo a far conoscere fuori dall’Italia storie e paesaggi meno esplorati, ma estremamente significativi.
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‘The Colour of Memories – Alianello, Basilicata (Italy)’. © Michele Marazía
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📍 Amsterdam — OBA Javaplein Bibliotheek
📅 Dal 9 aprile 2026
A cura di Michele Marazia
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In fondo, queste tre mostre — tra Potenza, Matera e Amsterdam — raccontano qualcosa che va oltre le singole opere. Parlano di un territorio che continua a essere osservato, reinterpretato, portato altrove. Di una Basilicata che non resta immobile, ma si trasforma in immagini, tracce e memoria condivisa.
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In copertina: ‘The Colour of Memories – Alianello, Basilicata (Italy)’. © Michele Marazía